20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

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Turisti a Taranto

E’ un’altra Taranto. Molto diversa da quella degli ultimi anni, soprattutto quelli difficili del Siderurgico travolto dalla bufera giudiziaria. Non è più (solo) la città dei fumi e dell’acciaio. E’ diventata una meta turistica come spiega l’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Marketing Territoriale Fabrizio Manzulli che sviscera i dati di una stagione turistica con numeri senza precedenti. «Promuovere la città di Taranto in chiave turistica e attrattiva, attraverso la sua storia e la sua offerta esperienziale, raggiungere nuovi mercati e ampliare quelli già esistenti sono stati – ha evidenziato l’assessore Manzulli- i principali obiettivi che l’amministrazione Melucci si è posta con il “Piano strategico del turismo”.

Una strategia integrata con una nuova campagna di comunicazione multicanale capace di valorizzare realmente le unicità del territorio, un “Patto del turismo” con gli operatori interessati, un vero portale dedicato all’accoglienza e nuove esperienze che garantiscono alla città il diritto di diventare una delle principali destinazioni turistiche italiane. Una strategia che sta dando i suoi risultati e sta demolendo l’immagine sbagliata di Taranto, purtroppo molto diffusa». L’estate 2021 vede la Puglia regina del turismo, con Taranto diventata finalmente una meta turistica. Italiani e stranieri hanno scoperto il suo Museo Archeologico, la sua Città Vecchia e il suo mare azzurro. Gruppi, famiglie, coppie di turisti, in ciabatte e muniti di mascherine, circolano per il centro della città come mai si era visto negli anni precedenti. «Il turismo continua a crescere ed è un settore strategico per l’intera regione.

Lo scopo da raggiungere – ha spiegato l’assessore al ramo – era fare di Taranto una grande destinazione turistica e valorizzare il turismo come volano dello sviluppo economico, in una logica di attrattività integrata: abbiamo raggiunto il grande pubblico, intercettando sia il mercato italiano, sia quello straniero. All’estero, la campagna web #welcomeTaranto ha voluto puntare in particolare su Francia, Germania e Gran Bretagna. Spazio anche alle iniziative speciali con Lonely Planet e altri player di settore, in concomitanza con il grande evento SailGP e il programma estivo dei festival: una promozione del territorio che non ha precedenti. Il settore si è affermato, nel 2021 – ha aggiunto il responsabile della delega al Turismo – come uno degli asset primari di sviluppo economico territoriale: possiamo contare su un’offerta ricchissima, con una varietà esperienziale senza pari. Abbiamo superato i dati di presenze del 2019, prima della pandemia, senza contare gli affitti delle case private: molte strutture alberghiere hanno registrato record di incassi già nel mese di luglio e lo stesso dato vale per la ristorazione. Non conosciamo ancora il dato delle presenze giornaliere senza pernotto, ma non è difficile immaginare che anche questo supererà la performance del 2019».

I dati riguardano giugno e luglio e non il mese di maggiore affluenza, agosto, ma da quanto fanno sapere da Palazzo di Città, il capoluoho jonico ha registrato oltre 35mila transiti legati alle crociere, a cui si aggiungono oltre 3mila passeggeri che si sono imbarcati da Taranto. «Giugno, forse a causa degli strascichi del Covid, è stato meno performante, ma in ogni caso è stato registrato un +105% rispetto agli arrivi del 2020. A fine luglio gli alberghi erano pieni e alcuni hanno registrato un fatturato da record. Attendiamo di verificare i dati di agosto che certamente saranno eccezionali. Quindi, forti di quanto realizzato fino a oggi siamo pronti per presentarci ai mercati interno e internazionale con il preciso intento di consolidare, per il 2022, il trend in crescita, creare nuove opportunità lavorative e, soprattutto, accendere un riflettore su quanto Taranto sia bella e ancora tutta da scoprire. Un dato che ci tengo a sottolineare è la presenza di tanti turisti stranieri, provenienti da diversi Paesi europei, soprattutto dalla Francia».

L’assessore al Turismo rivolge un invito agli imprenditori del posto a puntare sul settore ricettivo e dei servìzi che ruotano intorno all’accoglienza dei turisti: « Tocca agli operatori, ora, mostrarsi altrettanto pronti e consapevoli che programmare l’accoglienza con servizi all’altezza della domanda, evitando di farsi prendere dall’euforia, sia la strategia migliore per trasformare questo risultato in un dato economico certo sul quale costruire un solido percorso di diversificazione economica. Ci sono servizi da migliorare o da potenziare nei quali mi auguro che gli imprenditori decidano di investire». Taranto che punta sul turismo, sottolinea Manzulli, diventa appetibile anche come città in cui investire: «Da altre regioni italiane arrivano segnali incoraggianti di imprenditori e anche di grossi gruppi che manifestano il loro interesse per Taranto. Ma vorrei che fossero prima di tutto le imprese tarantine ad investire in questo settore e a cogliere le opportunità di sviluppo e di crescita. Ad esempio sono ancora troppo pochi i posti letto, la capacità ricettiva va ampliata. Occorre potenziare i servizi di trasporto per prelevare i turisti dall’aeroporto di Brindisi che dista solo 50 chilometri.

In tanti posti d’Italia funzionano le navette private, con prezzi alla portata di tutti. Teniamo conto che siamo una delle città d’Europa che offre il maggior numero di tour esperienziali. Un nuovo sviluppo economico garantirà spazio a tutti.L’alibi del “qui non si può fare nulla” non esiste più, lo abbiamo dimostrato». Le infrastrutture costituiscono la nota dolente (non solo a Taranto) ma su questo punto Manzulli è ottimista: «Ferrovie dello Stato ha già programmato un investimento per fare di Taranto una stazione internazionale. Anche con Autostrade abbiamo avviato un discorso finalizzato a portare i caselli alle porte del capoluogo jonico. Qualche novità potrebbe esserci anche in vista dei Giochi del Mediterraneo». Infine, Manzulli chiude con un auspicio: «Spero che il turismo induca tanti tarantini a guardare Taranto con altri occhi e ad averne più rispetto. Anche ogni singolo cittadino può contribuire a dare un’immagine diversa di questa realtà».

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