20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 17:50:00

Cronaca News

Green Pass, cosa cambia dal primo settembre

foto di Green Pass
Green Pass

Si avvicina la data del primo settembre e, quindi, i cambiamenti nel regime del Green Pass con nuove regole e restrizioni introdotte dal decreto approvato dal governo il 6 agosto scorso. Cosa cambia e quando sarà necessario esibire il certificato viene spiegato nelle Faq dell’esecutivo.

LE REGOLE CHE ENTRANO IN VIGORE DAL PRIMO SETTEMBRE
“Dal 1 settembre 2021 il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari dovranno esibire la Certificazione verde Covid-19. Sempre a decorrere dal primo settembre sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass l’accesso e l’utilizzo dei seguenti mezzi di trasporto: – aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone; – navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina; – treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità; – autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti; autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale.

– L’utilizzo degli altri mezzi di trasporto può avvenire anche senza green pass, fatta salva l’osservanza delle misure anti contagio”. La Certificazione dovrà attestare di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti oppure di essere guariti da Covid-19 nei sei mesi precedenti. La Certificazione, si legge ancora “è richiesta in ‘zona bianca’ ma anche nelle zone ‘gialla’, ‘arancione’ e ‘rossa’, dove i servizi e le attività siano consentiti”.

LE ESENZIONI
“L’obbligo della Certificazione verde Covid-19 non si applica per accedere alle attività e ai servizi sul territorio nazionale alle seguenti categorie di persone: ai bambini sotto i 12 anni, esclusi per età dalla campagna vaccinale; ai soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica. Fino al 30 settembre 2021, possono essere utilizzate le certificazioni di esenzione in formato cartaceo rilasciate, a titolo gratuito, dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali o dai Medici di medicina generale o Pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale, secondo le modalità e sulla base di precauzioni e controindicazioni definite dalla Circolare Ministero della Salute del 4 agosto 2021: apre una nuova finestra. Sono validi i certificati di esenzione vaccinali già emessi dai Servizi sanitari regionali sempre fino al 30 settembre; ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar. La certificazione, con validità fino al 30 settembre 2021, sarà rilasciata dal medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata in base alla Circolare del Ministero della Salute 5 agosto 2021”.

LE REGOLE GENERALI
Dal 6 agosto scorso, la Certificazione verde Covid-19 “è richiesta in Italia per partecipare alle feste per cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in ‘zona rossa’ o ‘zona arancione’. Dal 6 agosto è necessaria, inoltre, per accedere ai seguenti servizi e attività: – servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso; – spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; – musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; – piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; – sagre e fiere, convegni e congressi; – centri termali, parchi tematici e di divertimento; – centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; – attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; – concorsi pubblici”.

LA PROROGA
Da metà settembre arriverà il via libera alla proroga del Green pass in Italia dagli attuali 9 mesi a 12 mesi, come riportato da Adnkronos Salute che cita fonti del ministero della Salute. Il tema è da giorni sul tavolo del ministero che ha già fatto richiesta formale al Cts. Il comitato di esperti dovrebbe esprimersi a giorni ma tutto lascia pensare che si arrivi ad un prolungamento dei termini di scadenza, l’ipotesi è 12 mesi, anche in vista della terza dose del vaccino. Il prolungamento risponde anche alle richieste dei medici che prospettavano nei prossimi mesi la possibilità che molti colleghi, vaccinati ad inizio anno, si potessero trovare scoperti. Il 6 settembre inizierà in Parlamento la discussione per la conversione in legge del decreto sul Green pass e se arriverà il via libera del Cts potrebbe esserci il prolungamento della durata del certificato.

LO STUDIO
Sempre AdnKronos riporta che la protezione del vaccino covid è già diminuita nei primi vaccinati. A suggerirlo è uno studio condotto in Gb, secondo cui la doppia dose di vaccini Pfizer/BioNTech e di AstraZeneca inizia il suo declino entro 6 mesi. Nel dettaglio, i ricercatori hanno osservato che il vaccino Pfizer è stato efficace all’88% nel prevenire l’infezione un mese dopo la seconda dose. Ma dopo 5 o 6 mesi la protezione è scesa al 74%. Si sarebbe quindi verificato un calo di 14 punti percentuali in 4 mesi. Con il vaccino AstraZeneca, la protezione contro l’infezione era del 77% un mese dopo la seconda dose. Dopo 4 o 5 mesi è scesa al 67%, con un calo di 10 punti percentuali in 3 mesi. Lo studio si è basato sui dati di 1,2 milioni di utenti dell’App Zoe Covid, che l’11 dicembre 2020, per consentire la registrazione dei vaccini e monitorare effetti collaterali ed efficacia nel mondo reale, ha lanciato una nuova funzione.

Dietro questa App e il suo impegno sul fronte Covid c’è un’iniziativa senza scopo di lucro, realizzata in collaborazione con il King’s College di Londra e finanziata dal Dipartimento della salute e dell’assistenza sociale. Lo studio ha confrontato le infezioni auto-riferite nel gruppo dei partecipanti vaccinati e i casi in un gruppo di controllo non vaccinato. Sono stati utilizzati i dati dei vaccini registrati dall’8 dicembre 2020 al 3 luglio 2021 e delle infezioni verificatesi tra il 26 maggio 2021, quando la variante Delta è diventata dominante, e il 31 luglio. Mentre la protezione sembra diminuire costantemente, il rischio individuale può variare a causa della variazione individuale nella durata dell’anticorpo, affermano i ricercatori. Stando a quanto osservato nello studio, i sanitari e gli anziani che sono stati i primi vaccinati potrebbero essere ora a maggior rischio di Covid rispetto alle persone vaccinate più di recente.

“Uno scenario ragionevole nel peggiore dei casi potrebbe vedere una protezione inferiore al 50% per gli anziani e gli operatori sanitari entro l’inverno”, avverte Tim Spector, scienziato capo dell’app Zoe Covid Study. Se ci saranno alti livelli di trasmissione nel Regno Unito, “guidati dalle restrizioni sociali allentate e da una variante altamente trasmissibile, questo scenario potrebbe significare un aumento dei ricoveri e dei decessi – prosegue Spector – Abbiamo urgente bisogno di fare piani per il richiamo del vaccino”, la terza dose, “e, in base alle risorse, decidere se è sensata la strategia di vaccinare i bambini se il nostro obiettivo è ridurre i decessi e i ricoveri”. “C’è da aspettarsi una diminuzione della protezione e non è un motivo per non vaccinarsi – puntualizza l’esperto – I vaccini forniscono ancora alti livelli di protezione per la maggior parte della popolazione, specialmente contro la variante Delta, quindi abbiamo ancora bisogno che quante più persone possibile si vaccinino completamente”.

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