23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

Cronaca News

Appalto ex Ilva, continuano le difficoltà

L’ex Ilva, oggi Acciaierie d'italia
L’ex Ilva, oggi Acciaierie d'Italia

Continuano le difficoltà delle aziende dell’appalto del Siderurgico. Il problema dei ritardi nella corresponsione degli stipendi torna a tenere banco nelle dichiarazioni dei sindacati, in particolare della Fim Cisl. «Purtroppo nel confronto che abbiamo avuto con l’azienda, la Iris ci ha confermato che non è nelle condizioni al momento di pagare lo stipendio di luglio ai lavoratori e nemmeno di fare alcun bonifico o anticipazione sulle spettanze». Spiega Vincenzo Castronuovo (Fim Cisl) a proposito di una delle aziende dell’indotto appalto di Acciaierie d’Italia, in difficoltà nel pagare le retribuzioni ai lavoratori nonostante la scadenza sia trascorsa da alcune settimane, in quanto l’azienda committente, Acciaierie d’Italia, a sua volta non avrebbe pagato le fatture al fornitore.

Iris opera nella metalmeccanica e nell’impiantistica ed è presente da molti anni nell’indotto del Siderurgico. «Iris ci ha detto stamattina che avanza da Acciaierie d’Italia, già ArcelorMittal Italia, una somma di 6-700mila euro per lavori eseguiti – dichiara Castronuovo -. a fronte di questo scaduto importante, Iris ad agosto ha ricevuto dal committente solo 34mila euro. Una sproporzione enorme tra il credito maturato dal fornitore e quello che il committente ha realmente pagato». La sigla sindacale sta pensando di riunire i lavoratori in assemblea davanti alla portineria imprese del siderurgico per decidere quali iniziative intraprendere.

«Dopo le due ore di sciopero della scorsa settimana – prosegue Castronuovo – sul tema stipendi non pagati, abbiamo solo sospeso temporaneamente la protesta in attesa di sviluppi. Che non ci sono stati Siamo in attesa anche – aggiunge – di risposte da parte di Sudelettra, azienda di Matera che ha acquisito un appalto alla centrale elettrica dell’ex Ilva e che come la Iris non ha pagato lo stipendio di luglio. Il problema è purtroppo diffuso, Iris e Sudelettra sono solo due casi». «Il punto è che qui si parla ancora di ArcelorMittal ma esiste ed è pienamente legittimata una società, Acciaierie d’Italia, con lo Stato rappresentato da Invitalia. L’azionista pubblico – afferma Castronuovo – è al corrente che Acciaierie d’Italia, nonostante tutti i buoni propositi di rilancio, non continua a pagare come prima le imprese dell’indotto e che queste, non pagando a loro volta i propri dipendenti, stanno ricreando a distanza di pochi mesi nuovi disagi e difficolta’? Cambiano i nomi, cambiano le compagini sociali ma – conclude Castronuovo – assistiamo da tempo sempre allo stesso film».

1 Commento
  1. fulvio baroni 4 settimane ago
    Reply

    Mi meraviglia che, come al solito, le imprese debbano esporsi da sole senza vedere o leggere mai di un supporto di istituzioni che dovrebbero rappresentarle e non mi riferisco al sindacato che in questo momento è forse l’unico loro foaro . Perchè pagare allora tasse, contributi e fee annuali a fronte del nulla??
    D’altra parte queste imprese continuano ad ostinarsi a lavorare per una realtà della quale sono ormai note le grosse difficoltà.

    Ovvio che non fornire un servizio sarebbe solo rendergli un favore perchè farebbero intervenire i grandi Gruppi non certo della Puglia. Ma è altrettanto vero che in quel caso avremo tanti mezzi per impedire di fare il gioco di qualcun altro.

    Come ex imprenditore posso garantire che abbiamo professionalità e manodopera in grado di lavorare bene in ogni parte del mondo dove saremo sicuramente più apprezzati e dove il ns spirito di sacrificio e disponibilità verrebbe notevolmente valorizzato.

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