22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 17:58:00

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Vaccini anti-covid

“Il fatto che ci sia uno zoccolo duro di popolazione che non si vaccinerà è inevitabile. Questo lo diciamo sull’esperienza delle vaccinazioni antinfluenzali dove c’è sempre stata una resistenza. Molti esitanti hanno pregiudizi o paura nei confronti dei vaccini, oppure non vogliono perdere tempo o c’è chi crede che una volta raggiunta l’immunità di gregge non ci sia bisogno di vaccinarsi. Perché, e lanciamo la proposta al ministro della Salute Speranza, non fare un patto a favore dei vaccini che coinvolga tutte le associazioni professionali: chiedere a chi accede al Servizio sanitario nazionale (Ssn) se ha fatto la vaccinazione anti-Covid e nel caso di risposta negativa provare a convincerlo e persuaderlo sulla necessità”.

Lo ha affermato all’agenzia Adnkronos Salute, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. La proposta di Anelli vuole dare un’ultima possibilità a chi ancora non è vaccinato, oltre 3,5 mln di over 50 secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, mentre sull’obbligo vaccinale “aspettiamo ancora qualche mese per vedere l’andamento epidemiologico e la pressione sugli ospedali”, spiega Anelli. La vera questione oggi secondo il presidente della Fnomceo “la situazione drammatica del malati no-Covid che hanno una serie di limitazioni e questo è il vero problema, dovremmo usare tutte le risorse – avverte – per recuperare le loro necessità (esami, operazioni, screening) e tornare ad avere la capacità di un intervento precoce che ha portato ad essere tra i paesi più longevi al mondo”. Per l’aggiornamento della campagna vaccinale in Asl Taranto, ad oggi sono state somministrate 725.032 dosi di vaccino in totale.

Rispetto a questo dato, circa 342 mila cittadini hanno completato il ciclo vaccinale. Per quanto riguarda le somministrazioni effettuate negli hub vaccinali del territorio ionico, il dato aggiornato a ieri mattina riporta oltre 2200 dosi di vaccino, così distribuite: a Taranto, 653 dosi in Arsenale e 97 presso la Svam, 600 a Martina Franca, 95 a Manduria, 107 a Ginosa, 593 a Grottaglie, 119 a Massafra. Pronti al ritorno a scuola? “Sì, decine di migliaia di persone stanno lavorando per questo”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ospite di ‘Morning news’ su Canale 5. Riguardo alle vaccinazioni, Bianchi spiega che “ormai siamo sopra al 90% dei vaccinati” tra il personale scolastico. “Il commissario Figliuolo sta facendo un lavoro eccezionale.

La norma è chiara, chi ha il vaccino, chi ha il green pass va a scuola. Chi non ha il green pass, perché ritiene di non vaccinarsi, sarà sospeso”. Il green pass “lo controlleranno i presidi – dice il ministro – stiamo facendo un grande lavoro con loro e con l’Autorità della Privacy per avere uno strumento semplice e facile che permetta loro di verificare tutte le mattine chi ha il disco verde o il disco rosso”. Si tratta di un’applicazione “su cui stiamo lavorando con il Garante della Privacy”. Tampone? “Lo faremo al personale secondo le indicazioni delle autorità sanitarie, non abbandoniamo nessuno ma non deroghiamo da quello che abbiamo detto. Sicuramente quindi i fragili, che hanno problematiche sanitarie tali da non poter essere vaccinati. Il tampone non è il sostituto del vaccino, è un atto di tracciamento”. Quanto ai casi di positività tra gli studenti, “quando c’è un ragazzo positivo c’è una procedura molto chiara da seguire, lui e quelli intorno a lui vengono allontanati e si verifica quanto è largo il cluster – spiega Bianchi – Mentre un tempo quando c’era un focolaio il presidente di una Regione o un sindaco poteva mettere in quarantena tutta una Regione o un Comune, oggi questo non avviene più, laddove dovesse avvenire si isolano le situazioni di rischio e vengono monitorate.

L’idea che tutta una Regione vada in quarantena non c’è più”. Intanto però Sicilia e Sardegna sempre più a rischio zona gialla e, di conseguenza, verso regole più rigide e restrizioni legate al cambio colore. Se a livello nazionale resta stabile il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva e di area non critica da parte dei pazienti Covid (rispettivamente al 6 e al 7%), questi indicatori continuano a muoversi in alcune Regioni che da giorni sono in bilico sulla soglie massime previste dai nuovi parametri per il passaggio in zona gialla. E’ il quadro che emerge dai dati dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) aggiornati alle 19.03 di mercoledì. La Sicilia sale di un punto percentuale e raggiunge quota 20% sull’occupazione dei posti letto in area non critica, mentre resta per il secondo giorno all’11% di occupazione delle terapie intensive. Entrambi i dati sforano le soglie massime, del 15% per i ricoveri ordinari e del 10% per le intensive. Sale anche la Sardegna, ma alla voce terapie intensive: l’occupazione di questi reparti aumenta di un punto percentuale raggiungendo quota 12%, dunque sopra la soglia del 10% prevista per il passaggio di colore. Mentre resta stabile al 14% l’occupazione dei reparti di area non critica (appena sotto la soglia massima). Infine, peggiora ulteriormente la situazione epidemiologica nel nostro Paese, misurata dall’Ecdc, Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, in base all’incidenza dei casi positivi a 14 giorni ogni 100mila abitanti, combinata con il tasso di positivi sui test effettuati. Nella mappa epidemiologica aggiornata salgono a 7 le regioni in rosso per il Centro Europeo (che usa criteri diversi rispetto alle zone usate a livello nazionale): anche la Campania si aggiunge alla lista, che comprende Toscana, Marche, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Mentre gran parte del resto della Penisola è in giallo, resta in verde ormai solo il Molise. Ampliando lo sguardo fuori dai confini nazionali, si riducono le aree in rosso scuro: resta di questo colore la zona sud della Francia, Corsica compresa, il nord dell’Irlanda, e alcune isole della Grecia, come Creta. Mentre la Spagna è ormai completamente rossa (un livello di rischio più basso rispetto alla tonalità più scura). In verde Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania. Sono 7.221 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Mercoledì erano stati 7.548. Sono invece 43 le vittime in un giorno, in diminuzione rispetto alle 59 del giorno precedente. I tamponi sono 220.872, erano stati mercoledì 244.420. Il tasso di positività è del 3,27%, in leggero aumento rispetto al 3,09% delle 24 ore precedenti.

Sono 503 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, quattro in più rispetto al giorno precedente nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 38. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.059, 36 in più rispetto a mercoledì. Questo mentre tornano ad aumentare – fino a 38.281, oltre 2000 più del giorno precedente – i contagi quotidiani da Covid alimentati dalla variante Delta nel Regno Unito, seppure su un numero di tamponi risaliti a quasi un milione nelle 24 ore. Lo certificano i dati ufficiali di giornata, indicando viceversa un lieve calo dei morti (140, contro 149) sullo sfondo di una campagna vaccinale che sfonda il tetto (record in Europa) di 90 milioni di dosi somministrate: con un 77,7% circa dell’intera popolazione over 16 pienamente coperto e quasi l’88,1% raggiunto almeno da una dose.

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