23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

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2 settembre 1923: nasce la Provincia di Taranto

foto di Veduta aerea di Taranto - foto Francesco Manfuso
Veduta aerea di Taranto - foto Francesco Manfuso

Aantonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica settimanale, entra subito nel vivo dell’argomento principale della settimana, e cioè la nascita 98 anni fa della Provincia di Taranto. La Provincia di Taranto fra due anni compirà cent’anni, infatti fu istituita il 2 settembre 1923 con decreto reale numero 911. Nonostante i contrasti da parte dei leccesi, da cui Taranto dipendeva, la nuova istituzione fu denominata Provincia dello Jonio.

Per rendere solenne l’atteso evento si svolsero in città grandi festeggiamenti con parate fasciste, gare sportive e manifestazioni civili e militari. Il decreto fu firmato da Vittorio Emanuele III e controfirmato da Benito Mussolini e dal Guardasigilli. Fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 settembre dello stesso anno. Per l’occasione a Taranto fu assegnato l’Alto Comando dello Jonio e del Basso Adriatico con giurisdizione sulla Tripolitania e nell’Egeo. La neonata Provincia comprendeva 27 comuni, si estendeva su una area di 242 ettari di terreno e contava 423.368 abitanti. Il Comune di Taranto era retto dal commissario prefettizio Gennaro di Donato. Il primo podestà fu l’avvocato Giovanni Spartera. All’epoca della promozione a Provincia, Taranto aveva più di 100.000 abitanti, un numero superiore a tante altre città come Livorno, Ravenna, Siena.Lo stemma della Provincia raffigurava uno scorpione con tre gigli sul dorso mentre regge la corona del Principato di Taranto e la corona viene retta fra le chele.

Tale stemma fu ufficialmente riconosciuto il 24 febbraio 1927 e controfirmato da Vittorio Emanuele III. La Provincia di Taranto oggi è costituita da 29 Comuni e confina con le province di Bari, Brindisi e Lecce. Il primo capo della Provincia tarantina fu il commendator Giuseppe Sjragusa e il primo presidente dell’Amministrazione provinciale fu il commendator Nicola Mattei. Quando nacque l’amministrazione provinciale di Taranto il capoluogo jonico aveva 3.872 aziende con 15.624 occupati, 11 locali di pubblico spettacolo, 2 squadre di calcio, numerosi ed eleganti Caffè e ritrovi all’aperto e circoli per borghesi e militari, 28 aziende di Credito e 134 aziende di servizio e di attività sociali. Prima di diventare Provincia, Taranto faceva parte del Circondario di Lecce ed era sede di Sottoprefettura. Questi i santi della settimana: Agostino, Sabina, Felice, Raimondo, Egidio Abate, Gregorio I e Rosalia.Santa Rosalia è patrona della città di Palermo.

Invece per quanto riguarda gli altri santi queste sono le brevi informazioni: Sabina è patrona di Roma e viene invocata per far cessare o far venire la pioggia; Felice fu martirizzato intorno all’anno 300; Raimondo fu nominato cardinale da Gregorio IX; Egidio Abate è patrono dei tessitori, è invocato dagli storpi, indigenti e lebbrosi. Gregorio I, invece, è patrono di Manduria ma anche patrono dei musicisti, dei cantori e dei fabbricatori di bottoni. Gregorio I è patrono di Manduria da poco prima del ‘700, precedentemente la città aveva avuto tre diversi patroni. Fornaro fa presente che con il mese di settembre Taranto rimpiange ormai da due anni la cancellazione delle belle processioni; soltanto a settembre erano otto le processioni che si tenevano e apriva la serie quella a terra e anche a mare della Stella Maris e sono ormai ricordi di un tempo che non tona, almeno per il momento.

Ma diamo qualche informazione in più relativamente a Sant’Agostino che certamente è il maggior teologo della Chiesa ed uno dei quattro grandi Padri della Chiesa. A Taranto è nota la Chiesa di Sant’Agostino nella Città Antica. Da antico tempio dedicato a Venere fu poi dedicato a San Cataldo. Diventò Chiesa di Sant’Agostino nel 1402. Gli agostiniani restarono a Taranto fino al 1808 quando la Chiesa diventò di proprietà del Municipio e nel 1816 fu trasformata in caserma di gendarmeria e tale rimase fino al 1860 quando subentrarono nella Chiesa e nell’annesso Convento le Suore Figlie della Carità. Nella stessa Chiesa ci sono gli altari delle storiche famiglie nobiliari tarantine Calò e d’Aquino. Dal 1964 le ceneri di Tommaso Niccolò d’Aquino sono racchiuse in un’urna murata nella stessa Chiesa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Chiesa rimase chiusa per restauri ed attualmente è regolarmente funzionante. In provincia di Taranto Sant’Agostino è molto venerato a Martina Franca nel Santuario della Madonna della Sanità. In questa settimana sono anche numerose le altre ricorrenze per le quali non si può fare a meno di dire qualcosa e pertanto ricordiamo che in questa settimana i grottagliesi si preparano a festeggiare il loro Santo copatrono, il grottagliese gesuita Francesco de Geronimo.

Per quanto riguarda questa presenza dobbiamo ricordare che a Grottaglie c’è un bel Santuario di San Francesco de Geronimo ed è esposto al pubblico l’urna di vetro nella quale ci sono le spoglie di questo grande Santo ed è importante perché ogni anno dal Monastero di Santa Chiara, ma logicamente questo non avviene a causa del covid come detto precedentemente, esce la bella statua mezzo busto d’argento di San Francesco de Geronimo per essere venerata dai grottagliesi.

Ma c’è anche da ricordare che in questo periodo si festeggia la Madonna del Pozzo la cui devozione e era nota al nostro Santo tarantino Egidio prima che partisse per Napoli, ultima destinazione della sua vita terrena. Egidio aveva conosciuto il culto della Madonna del Pozzo proprio in quell’arco della Madonna del Pozzo che a Taranto ancora si trova a metà di via Duomo all’altezza della casa natale di Mario Cost. Anche il nostro Sant’Egidio era devoto e prima di partire per Napoli definitivamente a San Pasquale a Chiaia volle portare con sé un quadro della Madonna e diffuse il culto della Madonna del Pozzo fra i napoletani. Come vedete è affollatissima la galleria dei santi di questa settimana per cui velocemente andiamo a ricordare che la Chiesa festeggia la Madonna sotto i titoli di Madonna del Congedo, della Guardia, del Pozzo, di Monte Vergine, della Misericordia e del Divin Pastore. Questi i detti della settimana: “Tutti nudi siamo nati!”, “Beato chi ha un occhio”, “Abbi fortuna e gettati a mare”, “Dove ti sei visto!”, “Chi si alza a mezzogiorno guadagna un corno”, “La moglie degli altri piace a tutti”, “Se non ti muovi ti mangiano le mosche”. Ed infine chiudiamo con l’effemeride di Giuseppe Cravero che ci ricorda che dal 2 al 6 settembre 1901 si tenne a Taranto il I Congresso Nazionale Cattolico organizzato a Taranto da Mons. Iorio in San Domenico e vi parteciparono tre mila congressisti.

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