21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 09:58:00

Cronaca News

«Parco eolico, perché non è un beneficio per Taranto»

foto di I monopali arrivati al porto
I monopali arrivati al porto

Sull’insediamento del parco eolico in Mar Grande, del quale il nostro giornale sì è diffusamente occupato nei giorni scorsi, riceviamo e pubblichiamo questo intervento dell’ex sindaco Mario Guadagnolo

Come è noto se non cambierà qualcosa e se le cose andranno come è stato predisposto entro fine anno, primi del 2022, entrerà in esercizio il parco eolico off shore più grande del Mediterraneo i cui lavori stanno per iniziare in mar Grande in un’area vicina al porto di Taranto ma esterna al porto stesso. Come è stato riportato ieri da Taranto Buona sera si tratta di un investimento di circa 80 milioni di euro di fondi privati investiti da un’azienda, Renexia, che a sua volta ha inglobato la produzione di energie rinnovabili del gruppo Toto.

Lo specchio di mare interessato è pari a 131.000 mq, viene collocato a circa 2 chilometri e mezzo dalla costa ed occupa un’area demaniale marittima di 455 mq. Il gestore è la società Beleolico srl con la quale la Capitaneria di Porto ha stipulato una concessione trentennale che data ad aprile 2019. L’impianto è costituito da 10 turbine da 30 MW di potenza nominale installata. La produzione stimata è di 55.600 MWh l’anno. Il progetto prevede la fondazione di monopali di diametro 4,5 metri con una lunghezza totale di 50 metri per 400 tonnellate di acciaio. Su tali fondazioni saranno montate torri da 80 metri con rotori da 135 metri di diametro. Questa sommariamente la distinta tecnica del progetto. Sul piano normativo amministrativo c’è da dire che tale progetto interessa un’area di mare che è nella disponibilità della Marina militare poiché appartiene al demanio marittimo e il sistema concessorio appartiene alla Marina e alla Capitaneria di porto.

Cionondimeno l’ter del progetto ancorchè privo di grossi ostacoli ha visto a suo tempo l’opposizione ferma e decisa dell’allora amministrazione comunale guidata da Ezio Stefano che prese posizione decisamente contro argomentando il su no in maniera serrata, forte anche delle perplessità espresse dalla Capitaneria di porto inerenti l’agibilità del traffico marittimo commerciale in quello spazio di mare antistante proprio il porto commerciale di Taranto. L’Amministrazione comunale dell’epoca mi risulta abbia chiesto delucidazioni e garanzie sul tema del possibile impatto ambientale di un mega parco sul mar Grande ma pare che non abbia avuto risposte adeguatamente soddisfacenti per cui ha proposto a suo tempo ricorso al TAR.

Tale ricorso non è stato accolto per cui il progetto è andato avanti senza altri intoppi. Personalmente non ne ho saputo nulla fino a qualche giorno fa quando una emittente televisiva regionale ha dato la notizia del prossimo inizio in settembre dei lavori per la costruzione del “mega parco eolico più grande del Mediterraneo”. Ovviamente mea culpa il non essere informato. Ciò non toglie che un cittadino di Taranto abbia il diritto di esprimere il suo parere su un mega investimento e se non lo condivide ha il diritto ed io dico soprattutto il dovere di esprimere il proprio dissenso. Questo a prescindere se si fa o non si fa in tempo a bloccare la realizzazione del progetto e a prescindere dalla regolarità amministrativa dello stesso che nulla a che fare con la verifica della convergenza degli interessi della città con la sua realizzazione e soprattutto della verifica dell’utilità che quel progetto comporta per la città.

Per non parlare del danno ambientale che potrebbe arrecarsi alla città poiché è fuor di dubbio che l’impianto di queste megatorri eoliche produrrà un notevole inquinamento paesaggistico, ambientale, acustico e marino. A costo di passare per un passatista cultore dell’economia della candela, contrario a nuove forme di produzione di energia pulita, per un signor no in servizio permanente effettivo “abituato a dire sempre no a qualsiasi proposta viene fatta in questa città”, un cittadino poco esemplare e poco responsabile e poco consapevole che non si rende conto delle esigenze del Paese e di quelle (???!!!) della città non posso esimermi oltre che dal diritto, dal dovere di esprimere il mio dissenso rispetto alla realizzazione di questo progetto. Preliminarmente voglio premettere che personalmente non ce l’ho pregiudizialmente con i parchi eolici né ho una posizione ideologica pregiudizialmente contraria. Io anzi ne sono un sostenitore poiché i parchi eolici e quelli solari appartengono alla categoria dei produttori di energia pulita alternativa al petrolio e al carbone quindi sono da favorire e su di essi ritengo occorre che lo stato faccia grandi investimenti abbandonando definitivamente la strada del carbone e del petrolio.

Io sono un sostenitore della produzione di energia pulita fin dai tempi ormai lontani della battaglia e del referendum contro il nucleare degli anni ’80 quando insieme ad un gruppo di visionari di allora che voglio qui ricordare Arturo Guastella, Paolo De Stefano, Mimmo Convertino, Salvatore Fallone, Mario Calzolaro, Peppino De Vietro, Pino Albenzio insieme al popolo di Avetrana e del Salento riuscimmo ad evitare l’installazione della centrale nucleare ad Avetrana. Quindi non possono esserci sospetti su una mia posizione pregiudiziale nei confronti della produzione di energia eolica. Ma il fatto che i parchi eolici siano produttori di energia pulita non significa che essi non producano un inquinamento di altro genere, quello paesaggistico e ambientale, e che possono essere impunemente installati vicino ai faraglioni di Capri o a Mergellina o appunto a Taranto in Mar Grande. Essi vanno bene sulla terra ferma, in zone isolate e ventose, di nessun pregio paesaggistico e ambientale non sul mare o in zone di alto pregio ambientale e paesaggistico o dove è previsto lo sviluppo di un’economia basata su turismo. A Taranto il mega parco eolico in mar Grande rappresenta un elemento di inquinamento devastante.

Già perché l’inquinamento non è solo quello dei fumi e delle polveri dell’Ilva ma è anche quello paesaggistico e acustico. Con l’impianto delle pale eoliche e con il conseguente deturpamento del paesaggio il sogno di uno sviluppo turistico di Taranto alternativo all’acciaio va a farsi fottere e quindi tutte le teorie, i progetti, la “diversificazione dello sviluppo” “l’alternativa del turismo e l’emancipazione dalla sudditanza dell’acciaio” diventano delle giaculatorie buone per prendere per i fondelli i tarantini. Il progetto infine non regge neanche sul piano dei rapporti costi benefici poiché la quantità di energia che se ne ricava non è sufficiente a compensare il danno paesaggistico che questa selva di giganti d’acciaio arreca all’ambiente e alla prospettiva di una Taranto diversa e affrancata dall’acciaio che stiamo perseguendo ormai da decenni.

A testimonianza di quello che sostengo e soprattutto del fatto che non è vero che la città non abbia preso posizione contro la realizzazione di questo progetto riporto oltre alle testimonianze di Alfengo Carducci già sindaco di Taranto riportata ieri da Taranto Buona sera e quella di Alfredo Spalluto ex assessore ai Lavori pubblici della Giunta Stefano che si oppose al progetto quella che Francesco Calcante già Assessore all’Ambiente nella giunta presieduta da Ezio Stefano mi annuncia “Caro Mario ho letto quanto da te detto inerente il parco eolico c/o mar grande. Giusto per ricordare io in qualità di Assessore al porto e Sebastiano Romeo come assessore all’ Ambiente insieme alla Capitaneria di porto ci recammo a Bari per una conferenza di servizi inerente questa follia eolica. Fummo tutti contrari. Si fece notare che in quel periodo per ciò che concerne la sicurezza dei porti in caso di incendi e per evitare esplosioni le navi in tale situazione dovevano essere trasportate nell’interno del porto e quindi messe in sicurezza, motivo per cui servivano spazi di agibilità inoltre fu fatto notare l’eventuale prelievo di acqua con canadair per incendi, anche in questo caso piena agibilità.

Il sottoscritto inoltre fece notare che nella fase di manutenzione delle dinamo o alternatore utilizzati vi sarebbe stato sversamento in mare di solventi e polveri di grafite delle spazzole elettriche cosa inevitabile in questa fase di lavaggio. Non ebbi risposta in quanto impossibilitati per carenza di informazioni tecniche. Inoltre è opportuno far notare che non ci sarebbe stata nessuna ricaduta occupazionale, ma solo una cabina di distribuzione alla rete elettrica. Un abbraccio.” Ergo non sono solo a pensarla in negativo sul parco eolico a Mar Grande e soprattutto non è vero che in città non si sia opposto nessuno alla realizzazione di questo progetto. E allora cosa fare? Far fare senza battere ciglio a loro signori compresi i signori del TAR quello che loro aggrada? Far sentire la voce di coloro che non ravvisano in questo progetto il perseguimento degli interessi della città? Oppure esprimere il parere contrario a questo progetto perchè il TA ha detto che va bene è un delitto di lesa maestà. Ricordiamoci che il TAR verifica solo la legittimità formale e legale di un provvedimento amministrativo non stabilisce se un provvedimento va oppure è contrario agli interessi di una città. E questo progetto a mio parere fa a pugni e va nella direzione esattamente opposta agli interessi che questa città persegue, quello di svilupparsi sulla direttrice turistico. paesaggistica per affrancarsi dall’economia dell’acciaio. Peraltro senza nessun vantaggio visibile e concreto per l’economia jonica. Punto.

 

2 Commenti
  1. Nicola 3 settimane ago
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    Solo a Taranto si possono fare questi sconci. La stragrande maggioranza dei cittadini lo ignora o, come al solito, è indifferente. Ora cosa si può fare per bloccare l’inizio dei lavori? L’amministrazione attuale e le varie associazioni ambientaliste tacciono.

  2. Giuseppe 3 settimane ago
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    Buongiorno, il dott. Guadagnolo è chiaramente contrario al parco eolico e va bene…ma non capisco in base a quali esperienze e conoscenze fa previsioni di futuri danni ambientali e sul turismo…si tratta di un relativamente piccolo parco eolico con sole 10 turbine da 3MW…potevano farle da 6MW! e più numerose , 131000 m2 non sono una enormità, gli uccelli devieranno di poco la loro traietteria, la zona di mare occupata potrebbe invece diventare una riserva marina indisturbata. Quanto al rumore dubito che se ne avvertirà la differenza nel contesto attuale.
    Abito a Firenze e non vedo l’ora di venire a Taranto a vedere le turbine.
    Cordiali Saluti, Giuseppe Merico , ingegnere in pensione, nato a Taranto.

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