22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 10:52:00

Cronaca News

Covid, in Puglia cala l’incidenza del contagio e continua la campagna vaccinale

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

In Puglia ci sono stati nelle ultime 24 ore tre morti e sono 105 i nuovi casi di Coronavirus registrati a fronte di 6.632 test eseguiti, con una incidenza dell’1,5%. Sono stati effettuati 6.632 test, questa la distribuzione dei nuovi positivi: 15 in provincia di Bari; 3 in provincia di Bat; 0 in provincia di Brindisi; 45 in provincia di Foggia, 43 in provincia di Lecce; 2 in provincia di Taranto; 0 residenti fuori regione e -1 in provincia in definizione. I casi attualmente positivi sono 4.701; 251 sono le persone ricoverate in area non critica, 24 sono in terapia intensiva.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 3.266.269 test; 263.334 sono i casi positivi; 251.927 sono i pazienti guariti; 6.706 sono le persone decedute. I 263.334 casi positivi sono così suddivisi: 97.273 nella provincia di Bari; 27.386 nella provincia Bat; 20.847 nella provincia di Brindisi; 46.471 nella Provincia di Foggia; 29.604 nella provincia di Lecce; 40.351 nella provincia di Taranto; 953 attribuiti a residenti fuori regione; 449 di provincia in definizione.

A livello nazionale, di rischio nuove chiusure con 3,5 mln over 50 non vaccinati ha parlato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus. “La stagione turistica estiva l’abbiamo salvata, questo possiamo dirlo tranquillamente, grazie alla campagna vaccinale. Quello che preoccupa di più ora è l’emergere di nuove varianti e anche il potenziale calo della copertura vaccinale – afferma – Altra preoccupazione è quella legata ai 3 milioni e mezzo di over 50 non ancora vaccinati. Questo si può tradurre in un numero più alto di ospedalizzazioni che può determinare nuove chiusure. Questo è un elemento che deve passare nella comunicazione pubblica, il ragionamento sull’obbligo vaccinale va in questa direzione”.

“La copertura dovuta alla campagna vaccinale consente alla politica di rischiare di più con le riaperture. E’ chiaro che però tutta una serie di falle, come quella degli over 50 non vaccinati, devono essere coperte – avverte il presidente di Gimbe – Bisogna affrontare l’arrivo della stagione autunnale, il verosimile declino della copertura vaccinale col tempo, l’ipotesi di nuove varianti più resistenti al vaccino, ma è verosimile che non ci siano più chiusure come quelle che abbiamo visto in passato”. Sono 5.348.492 le dosi di vaccino anticovid somministrate sin Puglia (dato aggiornato alle ore 17.30 di ieri dal Report del Governo nazionale. Le dosi sono il 91 % di quelle consegnate dal Commissario nazionale per l’emergenza 5.879.617).

Per l’aggiornamento della campagna vaccinale in Asl Taranto, ad oggi sono state somministrate 730.067 dosi di vaccino in totale. Rispetto a questo dato, quasi 343 mila cittadini hanno completato il ciclo vaccinale. Per quanto riguarda le somministrazioni effettuate negli hub vaccinali del territorio ionico, il dato aggiornato alle 14 di ieri riporta a Taranto 380 dosi in Arsenale e 655 presso la Svam, 310 a Martina Franca, 571 a Manduria, 475 a Ginosa, 454 a Grottaglie, 450 a Massafra. In un appello,rivolto al ministero della Salute e a tutte le istituzioni, neonatologi, pediatri e ginecologi, attraverso le loro società scientifiche chiedono subito il vaccino covid alle donne incinte e in allattamento. E’ necessario promuovere il più possibile la vaccinazione contro il coronavirus anche nei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili).

I medici evidenziano l’importanza di instaurare un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi Europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale e garantire che l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica. Covid-19 – ricordano gli esperti – rappresenta un grave problema di sanità pubblica e, da un punto di vista di medicina clinica, una malattia potenzialmente molto grave soprattutto per l’età avanzata ed alcune categorie di persone. Tuttavia, queste caratteristiche non devono e non possono far ignorare le manifestazioni del Covid-19 nelle giovani donne in età fertile ed in età neonatale e pediatrica. Benché chiaramente il problema rappresentato dal Covid-19 sia più grave in altre categorie di soggetti, l’eccessiva diffusione di informazioni spesso non da fonti ufficiali e di fake news, che osserviamo al momento – denunciano – rischia di generare una percezione sbagliata del rischio e delle conseguenze per donne giovani e bambini.

Neonatologi, pediatri e ginecologi ricordano quindi i rischi evidenziati da “diversi studi di alta qualità in questi mesi” che Covid-19 può comportare per mamme e bambini. La malattia può avere manifestazioni più gravi nelle donne in gravidanza che al di fuori della gravidanza; le gravidanze complicate dal Covid-19 esitano più spesso in un parto prematuro che può mettere seriamente a rischio la vita del piccolo e generare tutte le complicazioni tipiche della prematurità; Sars-CoV-2 può trasmettersi, ancorché raramente, dalla madre al feto e causare rari casi di Covid-19 neonatale anche grave; il Covid-19 in età pediatrica può avere conseguenze gravi non solo in fase acuta, ma anche a distanza di settimane come la sindrome infiammatoria multi-sistemica.

È necessario comprendere – proseguono gli esperti – che, con l’aumentare della diffusione della vaccinazione in altre fasce di età, i bambini più piccoli inizino a rappresentare una popolazione proporzionalmente più a rischio. Non sono ancora a disposizione vaccini specificamente approvati per i bambini di età inferiore a 12 anni, ma gli studi disponibili – sottolineano – dimostrano chiaramente come gli anticorpi prodotti nelle madri sottoposte a vaccinazione passino nel sangue fetale attraverso la placenta e poi nel latteo proteggendo così neonati e lattanti.

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