22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

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Emergenza Coronavirus

«La morte, un’altra. Un altro collega ci lascia a causa di questo maledetto Covid. C.A. era in forza al Reparto Mobile di Padova e dal 13 al 23 luglio era in trasferta a Taranto, dove è stato impegnato presso l’hotspot che ospitava 300 migranti, 33 dei quali positivi. Denunciammo già all’epoca questa situazione e, a distanza di un mese, arrivano le terribili conseguenze: uno dei colleghi risultato positivo, ci ha lasciato». A parlare è Fabio Conestà, Segretario Generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap).

«Ci stingiamo alla famiglia del collega in questo momento di dolore – dice Conestà –. Questo dovrebbe essere il momento del silenzio e della preghiera, ma non possiamo tacere: ci impongono assurde regole come il green pass nelle mense e poi ci mandano al macello, in mezzo alla folla, negli hotspot, a contagiarci e a mettere a rischio le nostre famiglie oltre che i nostri colleghi. Non sappiamo se il collega fosse o meno vaccinato, ma al di là di ciò – conclude – non è ammissibile permettere sbarchi in modo incontrollato, in piena pandemia».

E’ lo stesso sindacato in una nota a scrivere che il contagio è avvenuto nell’hotspot tarantino. Il Covid, insomma, rimane purtroppo un tema di attualità. “Alcuni Paesi” nella regione europea “stanno cominciando ad avere un carico crescente sugli ospedali” causa Covid “e più morti. La scorsa settimana abbiamo avuto un aumento dell’11% nel numero dei decessi nella regione e una proiezione affidabile indica” che potrebbero esserci “236mila morti in Europa entro l’1 dicembre”: lo ha detto Hans Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, oggi durante il briefing di aggiornamento sulla situazione Covid nell’area.

“Tre fattori pesano su questo aumento – ha spiegato – la variante Delta più trasmissibile, ora segnalata in 50 Paesi della regione”, su 53; “l’allentamento delle misure di sanità pubblica e un’impennata dei viaggi” in estate. “Dobbiamo essere risoluti nel mantenere livelli multipli di protezione”, dalle “vaccinazioni” anti-Covid alle “mascherine”. “La vaccinazione è un diritto, ma è anche una responsabilità. E la stagnazione nella diffusione dei vaccini nella nostra Regione è motivo di seria preoccupazione” ha sottolineato Kluge. I vaccini “sono il percorso verso la riapertura delle società e la stabilizzazione delle economie – ha fatto notare – In circa 8 mesi sono state somministrate quasi 850 milioni di dosi, con quasi la metà della popolazione della Regione completamente vaccinata. Questo è un risultato notevole. Tuttavia, nelle ultime 6 settimane, la diffusione della vaccinazione nella Regione è rallentata, influenzata dalla mancanza di accesso ai vaccini in alcuni paesi e dalla mancanza di accettazione dei vaccini in altri”.

“Ora che le misure sanitarie e sociali sono state allentate in molti Paesi, l’accettazione della vaccinazione da parte del pubblico è fondamentale se vogliamo evitare una maggiore trasmissione, malattie più gravi, un aumento dei decessi e un rischio maggiore che emergano nuove varianti di preoccupazione, ha continuato Kluge. “Ad oggi solo il 6% delle persone nei Paesi a basso e medio reddito della nostra Regione ha completato il ciclo vaccinale. Anche se quasi 3 operatori sanitari su 4 nella nostra regione hanno completato la vaccinazione, ci sono Paesi che sono riusciti a vaccinare solo 1 sanitario su 10. C’è una chiara necessità di aumentare la produzione, condividere le dosi e migliorare l’accesso ai vaccini degli Stati membri. Tutti, ovunque, dovrebbero avere il diritto di ricevere il ciclo vaccinale completo”. Code in farmacia si registrano per effettuare i tamponi per il Green pass, obbligatorio in Italia dal primo settembre anche su treni, traghetti, aerei, ma anche per il personale scolastico e l’università.

“In questo momento c’è tanta fila in farmacia per fare il tampone per il Green pass – ha detto Alfredo Procaccini, vicepresidente nazionale di Federfarma, ospite di ‘Agorà Estate’ su RaiTre – Ovviamente le persone che devono viaggiare e devono muoversi sono quelle che si mettono in fila per il tampone. Speriamo che a lungo andare questo discorso del test rimanga solo un controllo che però poi consenta di vaccinarsi, altrimenti ci sono persone che pensano che sia meglio il tampone piuttosto che vaccinarsi e questo non lo auspichiamo”.

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