22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

Cronaca News

«Hotspot, tutelare insieme migranti e forze dell’ordine»

Hotspot di Taranto
Hotspot di Taranto

“Ho appreso con dolore la tragica notizia della scomparsa a causa delle complicanze Covid di Candido Avezzù, 58enne, agente di polizia in forza al reparto mobile di Padova che nel mese di luglio ha prestato servizio presso l’hotspot di Taranto. Alla famiglia le mie più sentite e sincere condoglianze. Un pensiero di vicinanza e riconoscenza è d’obbligo a tutti gli uomini e donne che ogni giorno onorano la loro divisa con dedizione e spirito di servizio per garantire la sicurezza del nostro Paese”. Questo è quanto dichiara il consigliere regionale e coordinatore provinciale della Lega, Giacomo Conserva.

“Solo qualche settimana fa – aggiunge Conserva – assieme al Sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, avevo toccato con mano le condizioni del centro di identificazione di Taranto, una realtà molto complicata e complessa sotto l’aspetto igienico e sanitario. Proprio nel mese di luglio, infatti, sono arrivati circa 300 migranti, di cui 33 positivi al coronavirus. Bisogna essere solidali e vicini a queste persone che fuggono da povertà e conflitti, tutelando allo stesso tempo le nostre forze dell’ordine che si trovano a gestire dei flussi migratori spesso non controllati. Durante il sopralluogo ho avuto modo di verificare personalmente le criticità gestionali della struttura ionica, in particolare le condizioni di lavoro disumane, estreme, ai limiti del possibile in cui operano i nostri militari.

E’ necessario un sistema di accoglienza che sia in linea con il rispetto dei protocolli sanitari e di sicurezza per salvaguardare migranti e forze dell’ordine”. “L’hotspot ionico, che sulla carta dovrebbe essere un centro di temporanea accoglienza con 72 ore di permanenza massima, rappresenta una vera e propria emergenza da affrontare nel più breve tempo possibile e senza ulteriori rinvii. La gestione dei flussi migratori deve quanto prima tornare sull’agenda del Consiglio Europeo al fine di gestire l’immigrazione in modo equilibrato, efficace e soprattutto umano” ha concluso il consigliere regionale della Lega, Giacomo Conserva. “Diceva ai suoi colleghi di essere più forte del Coronavirus perché era in salute e non aveva alcuna malattia pregressa. Non ha ritenuto che fosse il caso di vaccinarsi e non si fidava del vaccino in quel momento, voleva aspettare per capire meglio”. Sono le parole, rilasciate a Repubblica, di Monica Valotto, la ex compagna del poliziotto Candido Avezzù, di 58 anni, originario di Venezia e residente a Mestre. L’uomo è morto domenica 29 agosto per complicanze sopraggiunte in seguito al contagio da Covid-19 “che ha probabilmente contratto mentre, nel luglio scorso, era in servizio temporaneo all’hotspot di Taranto”, riporta ancora Repubblica. La vicenda ha avuto un grande clamore a livello nazionale.

“Nessuno può dire con certezza che il collega si fosse contagiato a Taranto, ma di certo nei centri per il rimpatrio non sempre è possibile mantenere il distanziamento sociale e quanto prevedono i protocolli di sicurezza”, ha dichiarato Luca Capalbo, che in Veneto è segretario regionale del sindacato Fsp Polizia. Polemico Fabio Conestà, Segretario Generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap): “Ci stingiamo alla famiglia del collega in questo momento di dolore. Questo dovrebbe essere il momento del silenzio e della preghiera, ma non possiamo tacere: ci impongono assurde regole come il green pass nelle mense e poi ci mandano al macello, in mezzo alla folla, negli hotspot, a contagiarci e a mettere a rischio le nostre famiglie oltre che i nostri colleghi”. “Il centro di accoglienza di Taranto – dichiara Stefano Paoloni, segretario generale del Sap, il Sindacato autonomo di polizia, come riportato dal Corriere della Sera – ospita più di 300 immigrati, alcuni dei quali positivi al Covid: probabilmente sono state Ieri in Puglia si sono registrati 298 nuovi casi, dei quali 15 a Taranto e provincia le pessime condizioni di lavoro a determinare l’accaduto”.

Riguardo alla pandemia in Puglia, nelle ultime 24 ore, dei 16.873 test analizzati in Puglia per accertare l’infezione da coronavirus, 298 hanno dato esito positivo: pari all’1,7%. È quanto emerge dal bollettino quotidiano stilato dalla task force regionale che si occupa della epidemia. La gran parte dei nuovi casi di contagio è stata accertata in provincia di Lecce in cui si contano 80 malati covid in più rispetto a ieri. Seguono per nuove positività le province di Bari con 79, Bat con 64 casi, Brindisi con 35, Foggia con 22 e Taranto con 15. Altri cinque casi riguardano residenti fuori regione e due sono stati riclassificati e attribuiti e vanno sottratti dal totale. Gli attualmente positivi sono 4.500 di cui 244 ricoverati: 9 in meno rispetto alle 24 ore precedenti. Degli ospedalizzati 20 si trovano in Terapia intensiva: tre in più rispetto alle 24 ore precedenti Si registra un solo decesso dovuto al covid mentre sale a 252.639 il numero complessivo dei guariti: 398 in più rispetto alle 24 ore precedenti. Capitolo Green pass: potrebbe diventare obbligatorio in Italia per i dipendenti pubblici? “Stiamo andando in quella direzione” per evitare il contagio da variante Delta, come dichiarato da Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Il pass è diventato obbligatorio per viaggiare su treni a lunga percorrenza e per il personale della scuola. L’obbligo del certificato verde, dice Ricciardi a ‘Buongiorno’ su SkyTg24, è destinato ad essere ampliato: bisogna arginare la diffusione della variante Delta.

“Questa variante è così contagiosa che il ritorno nei luoghi chiusi rappresenta per tutte le persone non protette un grandissimo rischio di malattia, e poi di ospedalizzazione e morte. Dobbiamo prevenire in questo modo le migliaia di morti che si verificherebbero se non facciamo nulla”, dice Ricciardi. “Io sono d’accordissimo nel suggerire l’estensione del Green pass a tutte le attività: trasporti, attività di lavoro, bar e ristoranti. In questo modo si garantirà non soltanto la sicurezza e la salute delle persone, ma – aggiunge – contemporaneamente si garantiscono anche le attività: l’economia non può riprendere in maniera completa e garantire posti di lavoro e prosperità se non c’è la salute”. Vaccino, si discute di terza dose: “Quello che sta succedendo e stiamo osservando è che gli anziani e le persone fragili vaccinate a gennaio e febbraio stanno esaurendo la loro protezione che piano piano si attenua e si trovano nuovamente vulnerabili e quindi vanno protette”, osserva.

“Occorre cominciare proprio da loro, i pazienti nelle Rsa, gli ultra ottantenni, le persone più fragili. Io credo che si possa partire con la terza dose entro l’autunno, innanzitutto da queste persone e poi c’è anche il problema degli operatori sanitari vaccinati tra gennaio e febbraio quindi anche per noi vale lo stesso discorso”, afferma Ricciardi. “Fortunatamente, anche se non protegge al 100% dall’infezione, con la variante delta la vaccinazione protegge quasi al 100% da ospedalizzazione e morte. Coloro che non sono vaccinati, con la variante delta hanno una probabilità quasi certa di essere infettati e purtroppo, come ci dice uno studio pubblicato l’altro ieri dagli inglesi, raddoppia la possibilità di morire”. “Con la variante Delta, che è contagiosissima, il Covid sta colpendo in maniera forte anche i bambini e ne stanno morendo, anche in Italia” ha detto Ricciardi a‘In Onda’ su La7. “In Gran Bretagna hanno dovuto aumentare i centri clinici pediatrici di 15 volte – sottolinea l’esperto – in Israele la stessa cosa. Quindi chi si può vaccinare è meglio che si vaccini perché o non ha effetti collaterali o li ha rarissimamente ma comunque li ha molto meno nel momento in cui si vaccina”

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