22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 08:50:00

Cronaca News

I no vax? «Sono come i perseguitati politici»

foto di Protesta No Vax - archivio
Protesta No Vax - archivio

Il post è del 30 agosto, ore 10.50; il giorno della ormai famosa manifestazione “no green pass” dinanzi al Ministero dell’Istruzione, a cui lei – Rosa D’Amato, eurodeputata tarantina, tra le più appassionate sostenitrici del Movimento Cinquestelle prima del cambio di casacca e dell’approdo nei Greens – dichiara di aderire.

«I liberi cittadini e lavoratori onesti hanno TUTTO IL DIRITTO (in maiuscolo nel messaggio originale, ndr) di esercitare un consenso libero e informato e di scegliere in base ad un vaglio rischi/ benefici se praticare sulla propria persona un vaccino che non immunizza, pare renda meno gravi le conseguenze in caso di contagio, ma può anche aver importanti effetti collaterali irrimediabili. Chi fa la scelta di NON SOTTOPORSI AL VACCINO può essere a tutti gli effetti ritenuto un PERSEGUITATO POLITICO? Si, credo proprio di si. Aderisco alla manifestazione delle 11.00 dinanzi al MIUR di oggi».

Le parole sono importanti, è una celebre frase di un regista-icona della sinistra italiana come Nanni Moretti. E “perseguitato politico”, in un Paese che ha conosciuto la dittatura fascista, sono parole molto importanti. Soprattutto quando ai “perseguitati politici”, a differenza di quanto accade nei totalitarismi, è consentito manifestare pubblicamente e liberamente il proprio pensiero, nelle piazze come sul web. La manifestazione del 30 agosto è quella nel corso della quale un manifestante ha aggredito Francesco Giovannetti, un giornalista videomaker del gruppo Gedi, che edita Repubblica e La Stampa. Dopo quell’episodio il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha convocato il Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti per “esaminare recenti episodi di intolleranza e violenza nei confronti, tra gli altri, di cronisti che documentavano manifestazioni di protesta contro le misure governative anti Covid-19”.

Un post, quello dell’eurodeputata D’Amato, che raccoglie 119 like, 33 condivisioni e 23 commenti – non tutti favorevoli all’uscita social della ex grillina. In realtà, il primo commento è proprio il suo, della D’Amato: «Sappiate leggere…» con probabile riferimento ad un nome, quello di Bianca Laura Granato, autrice del post ‘originario’ che comunque, ripubblicandolo, D’Amato fa anche suo. Infatti Granato, senatrice del Gruppo Misto, eletta con il M5s, alle 9.37 del 30 agosto aveva postato, sempre su Fb: «A tutti i colleghi parlamentari: ora non è più tempo del “politicamente corretto”, nè delle disquisizioni da salotto! Bisogna schierarsi: o pro o contro la discriminazione POLITICA di liberi cittadini e lavoratori onesti, che hanno TUTTO IL DIRITTO di esercitare un consenso libero e informato e di scegliere in base ad un vaglio rischi/ benefici se praticare sulla propria persona un vaccino che non immunizza ma può anche uccidere, come avviene quotidianamente sotto i nostri occhi! Chi fa la scelta di NON SOTTOPORSI AL VACCINO oggi nel nostro Paese può essere a tutti gli effetti ritenuto un PERSEGUITATO POLITICO ! Se a voi cari colleghi fa piacere che in questo Paese il 40% dei cittadini venga ignobilmente quanto ingiustificatamente DISCRI-MINATO sotto i vostri occhi, continuate pure a stare a guardare! Altrimenti uscite pubblicamente e scendete in piazza!! ESPONETEVI!! Le vostre voci possono ancora evitare tutto questo!!».

Un appello a cui con il post delle 10.50 D’Amato, di fatto, risponde. Nello stesso profilo di Rosa D’Amato poi si possono trovare altri post, firmati da altre persone, da cui emergono quelle che si possono definire senza timori di smentite delle ‘perplessità’ sulla vaccinazione anti-Covid. La senatrice Granato da parte sua, ieri primo settembre ha scritto così: «Erano i primi di settembre del 1938. Le leggi razziali fecero ingresso nella scuola italiana. La data di promulgazione coincide sinistramente con quella del decreto 111/2021: il 6 agosto!Oggi come allora l’inizio anno scolastico avviene all’insegna dell’ingiustizia, della discriminazione, dell’esclusione. Sono vicina a tutti i colleghi docenti e al personale ATA, che per problemi di salute o per scelta non si sono vaccinati e non intendono farlo. Hanno il mio pieno appoggio! (…) Ci hanno dichiarato guerra con mezzi scorretti? Ci hanno umiliato in ogni salotto televisivo con le loro menzogne e omissioni? incitando i nostri colleghi a discriminarci, insegnando agli studenti a escludere e bullizzare i compagni non vaccinati, mettendo le loro mani sudice dei soldi delle Big Pharma nelle nostre famiglie, sui nostri salari, facendo di noi, onesti lavoratori, padri e madri di famiglia, dei paria, degli intoccabili? Hanno detto che chi non si è vaccinato si debba pagare le terapie intensive se no non dovrebbe nemmeno accedere alle cure mediche, nonostante i non vaccinati paghino tutti loro malgrado con le proprie tasse e con il debito pubblico una costosissima politica sanitaria vaccinale fallita in ogni Paese in cui è stata adottata?

Ma siamo noi a chiedere il conto a loro di come hanno speso i nostri soldi e con quali risultati! Non possono sperare in ogni caso di cavarsela pure facendo le vittime dei “NoVax” per qualche sporadico e isolato episodio di reazione sopra le righe, amplificato a dismisura dai media di regime». Le parole sono importanti. Sempre.

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