21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 10:52:00

foto di Un reparto dello stabilimento siderurgico di Taranto
Un reparto dello stabilimento siderurgico di Taranto

«Emissioni dal camino E 312 e polverosità diffusa di cui ci si può rendere conto a occhio nudo anche dall’esterno: è quello che accade quotidianamente in Agglomerato». La segnalazione è del coordinamento provinciale dell’Usb Taranto. Secondo l’organizzazione sindacale, si tratta di «un impianto che ha compiuto 70 anni e che mostra tutti i limiti legati alla ormai persa funzionalità».

L’Usb contesta, anche alla luce delle condizioni dell’Agglomerato definite «disastrose», il ricorso alla cassa integrazione per gli addetti alla manutenzione: «Si continua a mettere in cassa integrazione proprio chi è addetto alla manutenzione e ricopre un ruolo fondamentale soprattutto ora, di fronte alle condizioni particolarmente precarie degli impianti. Si tratta degli operatori che si occupano del Pronto Intervento meccanico-elettrico e di tutta la Manutenzione ed Esercizio». Ciò, secondo l’Usb, provoca «inquinamento e rischio costante per la vita e la salute dei lavoratori», malgrado la presenza dello Stato «che ormai è parte integrante della gestione dell’acciaieria». «Non ci stancheremo – conclude il coordinatore provinciale Franco Rizzo – di chiedere al Governo un’inversione di rotta e una programmazione diversa per la fabbrica e per la città».

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