20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

Cronaca News

Siderurgico, altre 13 settimane di cig ordinaria

foto di Manifestazione sindacale
Manifestazione sindacale

Altre 13 settimane di cassa integrazione per i lavoratori di Acciaierie d’Italia. Riguarderanno un numero massimo di 3500 unità in media a settimana su un totale di 8200 dipendenti diretti dello stabilimento siderurgico di Taranto. Lo ha comunicato l’azienda ai sindacati metalmeccanici con una lettera del direttore delle Risorse Umane Arturo Ferrucci.

«Nonostante nel generale contesto di mercato siano oggi percepibili segnali ottimistici nella crescente e maggiormente stabile domanda di acciaio», nel siderurgico di Taranto il blocco produttivo dei mesi passati, «ha condizionato e continua ad incidere in modo inevitabile sulla possibilità di poter saturare gli impianti di laminazione e rilavorazione a valle del ciclo produttivo sia per lo stabilimento di Taranto ma anche per i centri di lavorazione e laminazione a freddo del Nord Italia (Genova, Novi Ligure e Racconigi) con ovvie ricadute sulla possibilità di impiego in modo continuativo del personale addetto a tali impianti». E’ il contenuto della lettera del responsabile delle Risorse Umane Ferrucci inviata alle organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl, nonchè a Confindustria Taranto, in cui viene ufficializza la nuova tranche di cassa integrazione (ordinaria in questo caso) per 13 settimane e per un numero massimo di 3500 dipendenti come media settimanale. Il blocco produttivo citato nella missiva ha riguardato prima la fermata non programmata dell’Altoforno 2, che ha determinato una riduzione della capacità produttiva di ghisa di circa 5mila tonnellate al giorno, con conseguente fermata dell’Acciaieria 1 e poi la fermata dell’Altoforno 4 per 60 giorni, da aprile a giugno scorsi, con ulteriore contrazione della produzione di circa 5mila tonnellate al giorno di ghisa con conseguente fermata dell’Acciaieria 1.

La fermata dell’Altoforno 4, già programmata mesi addietro, è stata posticipata in quanto era già fermo l’Altoforno 2 con la conclusione, da parte di Ilva in amministrazione straordinaria, degli interventi di messa a norma, sia in fatto di sicurezza sia per gli aspetti ambientali, così come ordinato dalla magistratura in seguito ad un infortunio mortale sul lavoro verificatosi alcuni anni fa. Lo stop dei due altoforni, anche se effettuato in tempi diversi, ha privato lo stabilimento di Taranto di 10mila tonnellate al giorno di ghisa da trasformare a valle in acciaio. La nuova cassa integrazione ordinaria si aggancia a quella post Covid, anche questa durata 13 settimane, con la legge n. 69 del 2021 e in scadenza il 25 settembre prossimo. Infine, si è tenuto un nuovo incontro con i sindacati metalmeccanici nel pomeriggio di giovedì 2 settembre dopo la presentazione, il giorno precedente, del nuovo responsabile delle relazioni industriali del sito di Taranto Pietro Golini alle organizzazioni di categoria dei metalmeccanici.

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