21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

foto di Vittorino Curci
Vittorino Curci

Nella terna dei finalisti del Premio Viareggio-Repaci per la Poesia 2021 figurava Vittorino Curci, poeta pugliese di Noci e collega di “Repubblica Bari”, oltre che collaboratore della rivista “Nuovi Argomenti”. Essere arrivato in finale e vedere riconosciuto il valore della propria voce poetica è già di per sé una soddisfazione grandissima per il poeta e non solo per lui, perché il Viareggio ha portato alla ribalta un angolo della nostra bella Puglia dove si è formato questo poeta, fra le migliori espressioni della feconda vitalità della cultura pugliese.

Curci, nello scorso mese di giugno, è stato ospite in streaming del Comitato di Taranto della Società Dante Alighieri, in rete coi Comitati di Dante della Puglia, nell’ambito di un progetto, promosso dal Comitato tarentino, di conoscenza e valorizzazione dei poeti pugliesi contemporanei. Curci ha così inaugurato il progetto ottenendo un alto indice di ascolto e di gradimento. Per la cronaca: gli altri incontri riprenderanno in autunno, sempre in streaming, con il poeta Giuseppe Lagrasta, già vincitore del Premio Montale, preside e presidente del Comitato della Dante Alighieri di Barletta. Ora torniamo a parlare di Vittorino Curci, poeta e sassofonista di musica improvvisata, che nello scorso mese di marzo ha pubblicato, con “La vita Felice” di Milano, un’antologia delle sue liriche composte in questi ultimi ventiquattro anni, dal 2020 al 1997, e scelte, quindi, “à rebours”, cioè andando a ritroso nel tempo, dal presente al passato. “Poesie” è il titolo dell’antologia arrivata in finale al Premio Viareggio-Repaci. La prefazione è di Milo De Angelis, troppo bella per non pubblicarla, anche perché centra nel cuore e nell’anima la poesia di questo nostro poeta pugliese. Leggiamo: “L’infanzia percorre tutte queste pagine, con le sue scene antiche e il suo eterno , il suo giocare < a morra con le ore della notte>. Ma non è l’infanzia crepuscolare del rimpianto. È una stagione vivissima che non possiamo situare nel passato, che ci raggiunge e ci supera, a volte ci aspetta. È un inizio incessante in cui siamo immersi, quello che ha ispirato un momento esemplare di quest’opera (di tornare sui miei/ passi …) e sollecita nel profondo la sua ispirazione, ponendosi come continuo esordio o come rinascita dopo la caduta e accendendo una corrente impetuosa che scorre tra le righe nei momenti dello sconforto, della sconfitta, dell’essere vulnerabili alle potenze del cosmo: quando « il tuo mandala sarà disfatto/ al primo sogno di vento» ecco che un altro vento misterioso scuote il disfacimento e lo consegna alla metamorfosi.

Così il fascino di questa poesia è un soffio polifonico che raccoglie in sé diverse tonalità – dall’elegia alla riflessione sapiente, dall’invettiva alla supplica – per ricrearsi continuamente dalle sue ceneri, che sono le ceneri personali ma anche quelle della Storia: è una prospettiva vasta e generale, un’inquadratura in campo lungo, uno sguardo nitido e insieme visionario”. Nato nel 1952 a Noci dove vive, Curci è un poeta lirico, impegnato nella scrittura poetica da almeno cinquant’anni, con una fedeltà assoluta al linguaggio che crea relazioni autentiche di verità e bellezza fra le persone. Ecco i titoli delle ultime raccolte di poesie: “La stanchezza della specie” (LietoColle 2005), “Un cielo senza repliche” (LietoColle, 2008), “Il frutteto” (LietoColle, 2009), “Il pane degli addìi”( La Vita Felice, 2015), “Verso i sette anni anch’io volevo un cane” (La Vita Felice, 2015), “Liturgie del silenzio” (La Vita Felice, 2017).

L’antologia pubblicata quest’anno raccoglie il fior da fiore della produzione di Curci e quindi il riconoscimento ottenuto in uno dei premî letterarî più importanti d’ Italia è un’ ulteriore consacrazione ufficiale di una feconda attività di poeta, già gratificata nel 1999 dal premio Montale per la sezione “Inediti”. Curci è presente in varie antologie di poesia contemporanea pubblicate in Italia e all’estero; alcuni suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, rumeno e arabo. È autore anche di un libro di poetica, “La ferita e l’obbedienza” (I libri di Icaro, 2008) e di un libro di racconti, “Era notte a Sud” (Besa, 2007). La poesia “pensante” di Curci si fonda su temi ricorrenti che sono valori: la memoria, l’infanzia e quindi la Storia, microstoria e macrostoria, la terra di Puglia e la parola che è immagine e musica, la musica dai ritmi spesso fratti e sincopati del jazz. Il poeta in tal modo sperimenta vie espressive di ascendenza surrealista tese verso l’ideale della perfezione che è poi la perfetta capacità di comunicare un messaggio etico e la testimonianza di un’ esistenza confitta nella Storia. Nel profilo biografico leggo che Curci ama esibirsi in reading poetici – nei quali esegue anche partiture sonore- insieme con piccole formazioni musicali oppure, in completa solitudine, accompagnandosi con un sassofono. Curci ha collaborato con musicisti italiani e stranieri, ha pubblicato dischi, ha composto la musica del cortometraggio ALR (2020) di Ignazio Fabio Mazzola e ha collaborato con il fotografo Roberto Masotti, la Banda di Ruvo, l’Orchestra della Provincia di Bari, con l’attore-regista Vito Signorile, i Solisti Dauni e i cantautori Vinicio Capossela, Bobo Rondelli e Luca Bassanese.

Nella veste di organizzatore culturale ha ideato e diretto l’Europa Jazz Festival di Noci e la rassegna Noci-Cinema. Nel 2002, con Pino MInafra, Roberto Ottaviano e Nicola Pisani, ha fondato la Meridiana Multijazz Orchestra e Canto General. Questo è solo un brevissimo schizzo di Vittorino Curci, ma a parlare siano le sue poesie come questa, pubblicata sulla copertina dell’antologia “Poesie”: fermiamo qui il racconto perché qui la musica si fa incerta come un dolore chiuso tra due corpi nel teatro delle variazioni e dei ritorni sei soltanto un grido esausto, quella sostanza umana che susciti con lingua mortale, quella terra sconsolata sfuggita alle carte geografiche dell’eterno.

Josè Minervini
Presidente della Società Dante Alighieri Comitato di Taranto

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