23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 09:49:00

foto di Quattro colpi di pistola tra la folla - foto di Francesco Manfuso
Quattro colpi di pistola tra la folla - foto di Francesco Manfuso

Mezzogiorno di fuoco in via Oberdan. Ferito in un agguato il trentottenne Angelo Bleve. Quattro i colpi di pistola esplosi da due persone che erano in sella ad una moto. L’episodio, sotto gli occhi di numerosi passanti, ieri in via Oberdan, all’angolo tra via Gorizia e via Monfalcone. I proiettili hanno mandato in frantumi la vetrata di un portone e le schegge hanno raggiunto Bleve.

L’uomo è stato soccorso dai sanitari del 118 e medicato nell’androne dello stabile. Dato l’allarme sul posto sono piombati gli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volante e i loro colleghi della Polizia Scientifica. Gli investigatori della Questura in queste ore stanno ascoltando persone che potrebbero fornire elementi utili alle indagini. Stanno anche passando al setaccio le riprese filmate dei sistemi di videosorveglianza della zona. Secondo una delle prime ipotesi alla base dell’agguato potrebbe esserci un regolamento di conti legato ad un omicidio dello scorso giugno. Angelo Bleve, infatti, è il fratello di Antonio Bleve, accusato del delitto di Alessio Serra e attualmente detenuto.

A sparare contro Bleve due centauri che potrebbero avere le ore contate. A quanto pare si tratterebbe di persone già note alle forze dell’ordine. I motociclisti per entrare in azione hanno atteso che la vittima uscisse dal palazzo in cui abita. Appena hanno scorto Angelo Bleve hanno esploso i colpi di pistola che, come detto, hanno centrato la vetrata del portone. In queste ore gli investigatori della Squadra Mobile si stanno concentrando sui possibili collegamenti con l’omicidio avvenuto nella notte del 28 giugno scorso quando Alessio Serra, rimase vittima di uno scontro tra il suo fratellastro e Antonio Bleve, che fu fermato poche ore dopo dalla Squadra Mobile in un appartamento del rione Tamburi.

Dalle indagini emerse che Antonio Bleve si era recato in via Capocelatro (una via che non è molto distante dalla zona in cui ieri è avvenuto l’agguato) per affrontare il suo rivale. A questi avrebbe imputato una relazione con la sua ex compagna. Il movente dell’omicidio di giugno è quindi riconducibile a forti contrasti di natura personale. Antonio Bleve incontrò sia il rivale, sia Alessio Serra che poi uccise. Secondo la ricostruzione fatta di quella tragica notte l’obiettivodell’agguato, vedendo la pistola nelle mani di Bleve si rifugiò velocemente dietro un’autovettura in sosta. Serra, invece, tentò di bloccare e di disarmare Antonio Bleve. A quel punto, Bleve esplose alcuni colpi di pistola. Il fratellastro di Alessio Serra riuscì a schivare i colpi mentre uno dei proiettili raggiunse al petto il malcapitato ventunenne, il quale morì poco dopo il suo arrivo in ospedale.

Bleve fu dichiarato in arresto con l’accusa di omicidio e tentato omicidio. La pistola utilizzata quella notte fu recuperata dopo il suo arresto alla periferia di Taranto. L’arma, una Beretta calibro 9 short, con matricola cancellata e completa di caricatore con quattro proiettili dello stesso calibro, era stata nascosta sotto un masso, in una zona di campagna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche