20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 17:50:00

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Settembre 1934: si inaugura il Palazzo del Governo

foto di Il Palazzo del Governo
Il Palazzo del Governo

Questa settimana Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, si soffermerà in particolare sull’evento storico relativo al 7 settembre 1934 quando, alla presenza di Benito Mussolini, fu inaugurato il nuovo Palazzo del Governo. Benito Mussolini si trasferì nella Città Antica, alla Discesa Vasto, e dal terrazzo di Palazzo Saracino, che era ubicato dove oggi si trova la scuola materna ‘Del Vasto’ del Comune, dette il cosiddetto ‘colpo di piccone’ per dare inizio all’abbattimento delle case lungo via Garibaldi e per costruire quelle che sono le attuali palazzine. Ma veniamo al commento di Antonio Fornaro: il Palazzo era stato ideato e progettato dall’architetto Armando Brasini, accademico d’Italia, che era stato coadiuvato da tecnici dell’Amministrazione Provinciale.

Il Palazzo del Governo è collocato tra via Anfiteatro e il Lungomare ma abbraccia anche una parte di via Massari. La costruzione costò 21 milioni di lire, è alta 52 metri di altezza ed è formata da una grandiosa speronata ad arcate, come una specie di fortificazione. La Rotonda davanti al Palazzo, che oggi è intitolata Marinai d’Italia, può contenere fino a 50 mila persone. Dal momento in cui il Palazzo del Governo fu inaugurato furono messi all’ingresso del portone principale due fasci littori alti circa venti metri e sulla sommità furono collocate due antenne di bronzo che raggiungono sul mare complessivamente l’altezza di 85 metri. In alto, nell’ultimo ordine delle torri, troviamo le grandi campane che erano state destinate per comunicare alla cittadinanza eventi importanti. Inoltre era stata destinata come sede della Prefettura, della Questura e degli uffici della Provincia. Come sappiamo, per costruire questo grande palazzo, fu sacrificato il grande Politeama ‘Alhambra’.

Fu costruito in quattro anni a partire dal 1929 e che fu affidato a due ditte campane. Il Palazzo al suo interno sviluppa su ben sei piani, il centro del prospetto ospita l’enorme portale d’accesso con il vano terminante a semicerchio inserito tra due alte insegne romane in bronzo. All’interno ci sono mobili di grande pregio e i locali sono impreziositi di opere d’arte della cosiddetta scuola grottagliese del Novecento, ma nel palazzo ci sono anche opere di Bernardo Cavallino, di Paolo de Matteis, di Francesco Solimeno, di Leonardo Antonio Olivieri e di Francesco de Mura, tutti autori che operarono fra il XVII e il XVIII secolo. Questi dipinti provengono in gran parte dalla collezione di monsignore Ricciardi che fu donata alla città nel 1907. Ci sono, inoltre, grandi lapidi marmoree intitolate a personaggi dell’antica Grecia e di Roma. Questa settimana la galleria dei Santi risulta molto affollata per cui Fornaro si limiterà ad elencarli facendo un brevissimo commento relativamente a Santa Teresa di Calcutta e a San Nicola da Tolentino. Santa Teresa non era di Calcutta ma di origine albanese; operò in India e particolarmente a Calcutta in favore dei poveri. Fu Nobel per la pace e fu definita dalla Chiesa come la madre dei poveri. Altri santi della settimana sono: San Zaccaria, San Germano, la Natività di Maria, San Pietro Claver, San Pietro Nguyen Van Tu, Sant’Eleuterio di Spoleto, San Marco Crisini, San Sergio I, San Nicola da Tolentino al quale è dedicato un altare nella Chiesa di Sant’Agostino, nella Città Antica di Taranto.

Anche una confraternita tarantina porta il suo nome. San Nicola da Tolentino nacque nel 1245 e morì nel 1305. A lui vengono attribuiti oltre 300 miracoli, le sue braccia, recise dopo la morte, hanno la proprietà di sanguinare periodicamente. Da vivo dedicava i suoi giorni alla preghiera e al digiuno. Sempre circondato da una fama miracolosa, nel 1275 si stabilì a Tolentino dove rimase fino alla morte. Fin qui i santi della settimana, ma Fornaro ricorda anche, per quanto riguarda la provincia di Taranto e la stessa città, che in questi giorni si sarebbero dovuti svolgere festeggiamenti civili e religiosi, ma, a causa del covid, saranno soltanto religiosi nella parrocchia di Sant’Egidio al Quartiere Tramontone, a Pulsano per festeggiare la Madonna dei Martiri e San Trifone, a Massafra il Bambinello miracoloso e la Madonna delle Grazie, a San Giorgio la Madonna del Popolo e a Grottaglie la Madonna di Campitelli. Questa settimana la Chiesa cattolica ricorda la Madonna sotto i titoli di: Madonna dei Lavandai, della Stella, del Rimedio e della Luce. Questi i detti della settimana: “Bere l’acqua la mattina è una buona medicina”, “Chi ha orecchie lunghe vive molto”, “La legge è uguale per tutti, anche per i farabutti”, “L’odio ara il terreno per piantare il veleno”, “Ama a chi ti ama e rispondi a chi ti chiama”, “Chi usa piedi e mano si mantiene sano”, Vale più un amico che cento parenti”.

Giuseppe Cravero questa settimana, oltre a ricordarci che il 7 settembre 1934 fu inaugurato il Palazzo del Governo, ricorda anche che il 5 settembre 1803 morì a Taranto il generale francese Pierre Ambroise Françoise Choderlos de Laclos, che l’11 settembre 1966 morì a Santa Marinella di Roma Anna Fougez, la diva tarantina degli anni Venti. Fornaro tra le sue effemeridi ricorda che l’8 settembre 1929, organizzata dalla locale sede della Lega Navale, fu inaugurata la prima ‘Festa del Mare’, l’11 settembre 1929 iniziarono i lavori per la costruzione di quella che sarebbe diventata la regia azienda demaniale del Mar Piccolo ed infine ricorda che il 6 settembre 1945 Taranto dovette fare i conti con la peste.

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