20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

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Non solo “canzonette” con Edoardo Bennato alla Rotonda

foto di Edoardo Bennato
Edoardo Bennato

Con un nome che ha scritto alcune delle pagine più belle della musica italiana, quello di Edoardo Bennato, domenica 5 settembre si chiude il sipario sul “MediTa”, il Festival del Mediterraneo organizzato con l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci. Stessa la location: la Rotonda del Lungomare.

EDOARDO BENNATO
Bennato è un artista che ha dato voce all’utopia e ha prodotto indimenticabili graffi alla coscienza collettiva. Venti gli album in studio al suo attivo, dieci dal vivo. Bennato ha creato un universo poetico-sonoro del tutto unico ed originale che lo colloca al di fuori dei molti musicisti che hanno calcato le nostre scene. I suoi pezzi storici e più recenti sono stati arrangiati in chiave orchestrale dal Maestro Raffaele Lopez che lo dirigerà durante l’esibizione tarantina. È ritenuto uno dei più grandi rocker italiani, genere che ha spesso unito o alternato al blues e al folk. È stato il primo cantante italiano a riempire lo stadio milanese di San Siro con più di sessantamila persone, il 19 luglio 1980 e il primo cantante italiano ad esibirsi, nel 1976, al Montreux Jazz Festival.

Tra gli altri primati, Bennato ha anche quello di essere stato il primo artista ad aver pubblicato due album a distanza di soli 15 giorni, nel marzo 1980, Uffà! Uffà! e Sono solo canzonette(dodici anni dopo Bruce Springsteen effettuerà la stessa operazione con i due album Human Touch e Lucky Town) e quello di essere stato, nel 1974, il primo cantante italiano ad essere etichettato dai giornalisti punk. Chitarrista, armonicista e cantante, dopo un’esperienza londinese cominciò a proporsi come one man band suonando contemporaneamente, oltre alla chitarra e all’armonica, anche il tamburello a pedale, il kazoo e altre percussioni.

L’influenza di grandi del blues come B.B. King e John Lee Hooker su tutti, del rock and roll e di cantautori come Bob Dylan, caratterizzò subito il suo personaggio e la sua musica, nella quale però non potevano mancare influenze mediterranee e partenopee. Tra gli altri autori che sono stati fonte d’ispirazione, vanno citati anche John Hammond, Chuck Berry, Elvis Presley, Jimmy Smith, Paul Anka e Neil Sedaka. Il MediTa, lo ricordiamo, è il Festival che guarda al Mediterraneo, che riconnette mondi diversi della musica e che si fa linguaggio comune e intergenerazionale. È il festival che in linea con la visione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci e con i progetti già avviati dall’Orchestra ICO della Magna Grecia, come l’orchestra giovanile, guarda con rinnovato interesse alle nuove generazioni

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