21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 09:58:00

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L’ultimo saluto a Emanuele Palmisano - Anpi

Si sono svolti sabato i funerali di Emanuele Palmisano, Presidente Onorario dell’Anpi della provincia di Taranto. Palmisano è stato una delle figure più significative dell’antifascismo tarantino, che fino all’ultimo ha dedicato il suo impegno e la sua passione civile all’Associazione nazionale dei partigiani di cui ha ricoperto l’incarico di Presidente Onorario.

Riportiamo di seguito una sintesi del discorso pronunciato in occasione della cerimonia funebre da Giuseppe Stea, già Presidente provinciale dell’Anpi: “Caro Manuele, nei giorni scorsi ti ho chiamato per sapere come stavi. Hai liquidato l’argomento in poche parole ed ho capito che quello che ci tenevi a farmi sapere era che avevi chiamato Peppe Ruggi per farti mandare delle tessere dell’Anpi perché ne dovevi rinnovare alcune. Fino all’ultimo il tuo pensiero era rivolto all’Anpi, che sentivi una tua creatura e di cui sei stato degno Presidente Onorario. Sei stato espressione di un’epoca: a tutto tondo uomo del ‘900; fermo nei propri ideali, concreto nell’azione per renderli concreti. Uomo del ‘900 italiano, segnato dalla ferita profonda del fascismo. Tu non hai conosciuto il fascismo sui libri di Storia, ma sulla pelle tua e della tua famiglia. Tuo padre Angelo, antifascista, perseguitato, arrestato, condannato dal fascismo; la tua famiglia perseguitata, vessata senza alcuna pietà dalla ferocia fascista.

Hai raccontato in una bellissima intervista rilasciata a Maristella Bagiolini lo scorso 25 Aprile le peripezie della tua famiglia durante gli anni del fascismo che ti impedì di andare a scuola dove potesti andare solo nel 1948, a 13 anni. Lottare per l’emancipazione ed il riscatto delle classi subalterne è stato subito il tuo obiettivo; e naturale è stato il tuo approdo nel partito, nel sindacato ed infine nell’Anpi. La Cultura come strumento potente per raggiungere tale obiettivo: cominci a leggere di tutto, a studiare nelle ore libere dal lavoro e dall’impegno politico e sindacale. Non ti fermi mai: vai in pensione e ti iscrivi all’Università della Terza Età per studiare filosofia. Nel tuo percorso di vita l’Antifascismo è il faro del tuo agire. Un agire in cui la trasmissione della Memoria è fondamentale: ti ridevano gli occhi quando andavi nelle scuole in occasione delle conferenza organizzate dall’Anpi per parlare degli antifascisti e dei partigiani di Taranto e provincia, della Costituzione e quando premiavi gli studenti che avevano partecipato ai concorsi indetti dalla stessa Anpi. Trasmettere la Memoria era per te anche la cura nel conservare documenti spesso ormai introvabili. Caro Manuele, ti abbiamo voluto tutti bene. Abbraccio la tua famiglia, che può andare orgogliosa di te e di come hai speso la tua vita, a nome di tutta l’Anpi”.

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