20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

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Apicoltura, chiesto stato di calamità

“La Regione Puglia chieda lo stato di calamità al Mipaaf per l’apicoltura pugliese, e lo Stato di calamità anche per tutte le altre colture danneggiate dalla siccità”. A sollecitare la Regione Puglia è Raffaele Carrabba, presidente di Cia Agricoltori Italiani della Puglia. In tutta la regione, la combinazione di una serie di fattori negativi – gelate, incendi, siccità e infine grandine e nubifragi – hanno causato un drammatico calo della produzione di miele e il conseguente crollo della redditività dal 30% al 50%.. Gli alveari censiti in Puglia ammontano a quasi 19mila e gli apicoltori professionisti sono circa 400.

L’apicoltura in Puglia conta molti appassionati che gestiscono quasi 13mila sciami. La maggior parte delle apicolture sono destinate all’autoconsumo, mentre solo 366 sono incentrate sulla commercializzazione. Circa il 16 per cento degli apiari è gestito secondo il disciplinare del biologico. “Nei territori di Brindisi e Taranto, purtroppo, è andata male – ha sottolineato Pietro De Padova, presidente di Cia Due Mari – soprattutto per i problemi riscontrati negli ultimi mesi sui mieli d’agrumi, penalizzati anch’essi da una lunga serie di calamità, tra cui prima le gelate, poi le temperature di fuoco e, infine, grandinate e nubifragi”. Gli eventi atmosferici avversi hanno gravemente compromesso le fioriture di mandorli, ciliegia, asfodelo, trifoglio ed agrumi, azzerando di fatto le produzioni di nettare necessario per permettere alle api di colonizzarsi e svilupparsi per i raccolti successivi.

Le avverse condizioni atmosferiche degli ultimi mesi hanno reso difficoltosa la raccolta e l’immagazzinamento del nettare, che è servito innanzitutto per il nutrimento delle api ed in molti casi gli allevatori sono stati costretti a costosi interventi di nutrizione artificiale degli alveari per evitare che morissero di fame e per salvare gli allevamenti. Le avverse condizioni atmosferiche hanno inoltre compromesso le fecondazioni delle api regine che si sono ridotte a circa il 20%, con grave compromissione dell’utile di aziende apistiche dedite alla vendita di api regine. E’ nota a tutti l’importanza produttiva del comparto apistico, fondamentale nell’equilibrio della nostra agricoltura e per garantire l’equilibrio del nostro ecosistema. “Occorre intervenire subito”, ha concluso Raffaele Carrabba, presidente di Cia Agricoltori Italiani della Puglia.

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