18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:26:00

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Il Taranto festeggia la vittoria a Campobasso

Pragmatismo, comprensibile dicotomia della prestazione, ma anche un’ideale simbiosi fra intuito e didattica. Il Taranto che capitalizza al massimo la prima trasferta del campionato, in casa di un Campobasso accomunato da varie analogie (vincitore del proprio girone in Lnd e propenso alla valorizzazione dei giovani, speculare nel modulo e proiettato al mantenimento della categoria), può essere identificato secondo tali criteri. Innanzitutto, un primo tempo di sacrificio e di inevitabile sperimentazione, conservativo di necessità: il tecnico Giuseppe Laterza dispone l’undici iniziale calibrando estro (Giovinco) e controllo (Versienti) nel tridente avanzato, mentre cambia solo un tassello in nevralgica rispetto alla gara d’esordio contro la Turris, ovvero l’arretrato Longo che, al pari di Civilleri rimasto in panchina, dimostra di aver bisogno di recuperare la migliore forma fisico atletica.

Spesso il Taranto è stato costretto ad abbassare il proprio baricentro, emblematico di una sinergia fra reparti ancora da rintracciare e collaudare, autentica missione affidata allo stratega Laterza, il quale è consapevole della metamorfosi di un organico sottoposto ad ulteriori interventi. In primis, l’ingaggio di un esterno destro d’esperienza e di qualità, invocato all’epilogo della finestra estiva del calciomercato e che dovrebbe essere stipulato a breve: le quotazioni di Gianmarco De Feo, svincolato dalla Vis Pesaro, sono diventate più insistenti. Il concetto della “coralità offensiva” rossoblu, già metabolizzato nella scorsa trionfale stagione, consta ora di interpreti diversi ed alternati in sole due performance professionistiche: intesa e dialogo da affrettare, al fine di evitare una certa sterilità offensiva attraverso suggerimenti razionali dalle fasce, propedeutici a sfruttare le peculiarità del centravanti Saraniti, quasi obbligato ad un lavoro oscuro, di sponda, comunque intelligente (come in occasione della ripartenza a metà campo, che ha innescato il fallo di Fabriani e la conseguente inferiorità numerica del Campobasso).

“Una vittoria che ci dona tanto, al di là dei tre punti pesanti per la classifica: autostima, consapevolezza, voglia di migliorarsi- Giuseppe Laterza crede nel gruppo- E’ stata un partita dura, contro un avversario già collaudato, con una precisa idea di gioco, con otto undicesimi della squadra ereditati dalla passata stagione, con staff tecnico invariato. Gara complicata, però abbiamo stretto i denti, siamo stati bravi a soffrire nei periodi più importanti ed abili a colpire al momento giusto”. Taranto cinico e pragmatico, appunto; ma straordinario nella lettura della partita il suo stesso condottiero, il quale ha saputo osare e rimodellare la compagine a trazione anteriore, inserendo la sorpresa Bellocq, centrocampista argentino efficace nel conferire dinamismo e spunti a rete personali, nonché nel rivitalizzare le fiammate di Giovinco, propiziandone l’incornata decisiva.

“Questa deve essere la mentalità: essere bravi nella lettura delle situazioni, sacrificarsi nelle fasi di difficoltà, essere lucidi ad uscire nel momento giusto, per colpire e poi difendersi- ha commentato mister Laterza a bottino pieno acquisitoNella seconda parte della ripresa, forse, avremmo dovuto ostentare maggiore lucidità nella gestione dell’uomo in più: spesso abbiamo buttato la palla in avanti, ma confido nell’evoluzione della nostra sicurezza”. Sostituzioni indovinate da parte dell’allenatore ionico, propedeutiche anche a tutelare da insidiosi cartellini gialli: “Ho cambiato in apertura di secondo tempo, decidendo di modificare lo schema in 4-2-3-1, perché stavamo soffrendo troppo contro l’ultima linea del Campobasso, coi due centrali ed il play. I ragazzi sono stati corretti a chiudere gli spazi e ripartire. C’è tanto da lavorare, questo successo ci dona forza morale”.

Ieri è stata inaugurata la preparazione in vista dell’affascinante match in programma nel pomeriggio del prossimo sabato, precisamente alle 17.30 e fra le mura amiche dello stadio Iacovone: dopo oltre trent’anni, si rinnova il duello fra Taranto e Palermo. Fasti di cadetteria lontana per due club meridionali blasonati, le cui storie si sono sviluppate in modo drasticamente opposto, con il Taranto costretto a combattere fra aspirazioni in serie C e spettri del dilettantismo, mentre i rosanero collezionavano ascesi sino all’olimpo della serie A, impreziosito dalle qualificazioni per le competizioni europee, prima dell’anatema del fallimento. Nel pomeriggio di ieri, la squadra di Laterza ha effettuato un’unica seduta sul sintetico del campo B: dopo la fase di riscaldamento, si è dedicata ad esercizi di mobilità, prove tecniche attraverso una serie di partitelle a terreno ridotto, concludendo con un allenamento di tipo aerobico.

Alessandra Carpino

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