20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

Cronaca News

Vaccino, in Italia superato l’80%

foto di Il generale Paolo Figliuolo
Il generale Paolo Figliuolo

Obbligo vaccinale, Green pass e terza dose. Ad affrontare i temi caldi di questi ultimi giorni, dopo le parole del premier Draghi in conferenza stampa, è stato anche il commissario straordinario generale Paolo Figliuolo in visita all’hub vaccinale presso lo stabilimento Amazon di Passo Corese. Facendo sapere che oggi è stato “raggiunto e superato l’80% delle prime somministrazioni” del vaccino anti-covid e che “per fine settembre raggiungeremo l’80% di platea interamente vaccinata ossia 43 milioni e 200mila cittadini italiani dai 12 anni in su, ha affermato sull’obbligo vaccinale: “Noi dobbiamo convincere, dobbiamo andare avanti con la vaccinazione. Le decisioni si prendono sulle evidenze, se riusciamo a scalfire lo zoccolo duro, ne prenderemo atto, se non ci riusciamo o se si arriva ad una percentuale per cui c’è bisogno di fare di più, ritengo che i nostri decisori, saggi e illuminati, sapranno cosa fare’’.

‘’In questo momento – ha sottolineato – ci sono delle preoccupazioni per quel 1 milione e 800mila di persone tra i 50 e i 59 anni ancora non vaccinato e anche se abbiamo raggiunto l’82% delle prime inoculazioni questo potrebbe non bastare. Su 9 milioni e 600mila persone abbiamo ancora 1 milione e 800mila che non si vaccina. Il mio appello è verso queste persone’’. ‘’Abbiamo una grandissima risposta nelle fascia 19-29 anni che ha raggiunto e superato il 70%, siamo intorno al 75%, di prime inoculazioni. Una classe di persone che ha iniziato per ultima a vaccinarsi’’, ha quindi aggiunto Figliuolo.

Quanto alla terza dose, “si partirà già a settembre con coloro che vengono definiti immuno compromessi, quelle persone che hanno bisogno di un aiuto alla risposta per il sistema immunitario. Stiamo calcolando una platea di circa 3 milioni di persone. Poi a seguire, seguendo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, si andrà sulle persone più anziane, sulle Rsa, i sanitari e poi vedremo”. “Siamo pronti per fare la terza dose a tutti quelli che indicherà la comunità scientifica – ha detto ancora il commissario straordinario – I due vaccini che ad oggi abbiamo a disposizione sono Pfizer e Moderna, ne abbiamo un quantitativo più che sufficiente, le dosi ci sono’’. La decisione sull’obbligo vaccinale spetta ai singoli stati.

A spiegarlo è l’Agenzia del farmaco Ema all’Adnkronos Salute, in merito alle dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, che nei giorni scorsi ha parlato della possibilità di introdurre l’obbligo di vaccino contro il covid-19. “La decisione su come somministrare le vaccinazioni” anti-Covid “è prerogativa delle istituzioni che guidano la campagna vaccinale in ogni Stato membro dell’Ue, tenendo conto di fattori come le condizioni epidemiologiche locali, la diffusione del virus, la disponibilità dei vaccini e le capacità del sistema sanitario nazionale”, ha spiegato l’Ema. Nel dibattito sulla cosiddetta terza dose di vaccino anti-Covid, “è importante distinguere tra dosi di richiamo” per tutti, ossia “per le persone con un sistema immunitario normale, e dosi aggiuntive per quelle con un sistema immunitario indebolito”.

Ci tiene a precisarlo l’Ema, rispondendo sull’argomento all’indomani dell’annuncio, da parte del ministro della Salute Roberto Speranza al termine del G20 Salute a Roma, dell’intenzione di avviare già in settembre la campagna di terze dosi ai pazienti fragili dal punto di vista immunitario, per poi valutare il da farsi relativamente alle altre categorie, a cominciare da quelle che per prime hanno ricevuto il vaccino. In una nota diffusa il primo settembre dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e sottoscritta dall’Ema, si chiariva infatti che “dovrebbero già essere prese in considerazione dosi aggiuntive di vaccino Covid-19 per le persone con un sistema immunitario gravemente indebolito, come parte della loro vaccinazione primaria, se non raggiungono un livello adeguato di protezione con la vaccinazione primaria standard”.

Invece, “sulla base delle evidenze attuali”, si definiva “non urgente la somministrazione di dosi di richiamo a individui completamente vaccinati nella popolazione generale”. Green pass esteso a tutti i luoghi di lavoro e terza dose di vaccino anti-Covid al via da settembre per i pazienti fragili è la road map del governo. In vista della cabina di regia, che probabilmente slitterà alla settimana prossima, da Confindustria e sindacati arriva un primo passo in avanti all’obbligo del certificato verde in ufficio o in fabbrica, ma solo se i costi dei tamponi non ricadano su aziende o lavoratori. “Dobbiamo crescere ancora di più con le vaccinazione” contro Covid-19 “penso all’estensione del Green pass e ad ulteriori ipotesi che sono state dibattute e che possono consentirci, se dovesse servire, di rafforzare ancora di più la nostra campagna”, ha detto dal canto suo il ministro della Salute Speranza, annunciando che “la terza dose” di vaccino anti-Covid “in Italia ci sarà, partiremo sicuramente già nel mese di settembre per le persone che hanno fragilità di natura immunitarie”. Fronte politico: tutti i partiti della maggioranza, compresa la Lega, hanno ritirato gli emendamenti al decreto Green pass, come riferito via Twitter il deputato della Lega Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio di Montecitorio, che scrive: “Ritirati emendamenti maggioranza. A seguito di ciò il Governo ha detto che non ci sarà fiducia e si potrà discutere in aula il decreto green pass. Mi sembra doveroso per un minimo rispetto al Parlamento”.

“Evitando la fiducia si discuteranno e voteranno gli emendamenti di opposizione articolo per articolo”, ha scritto Borghi in un altro post. La Lega potrebbe votare però a favore su alcuni degli emendamenti Fdi in discussione alla Camera. Fonti di Montecitorio del partito di Salvini confermano alle agenzie questa ipotesi, dopo che il governo ha fatto sapere che non ci sarebbe stato un voto di fiducia. L’Aula della Camera ha respinto nel frattempo i tre emendamenti, presentati da Fratelli d’Italia, soppressivi dell’articolo 3 del decreto sul Green pass in discussione a Montecitorio, quello che riguarda appunto l’applicazione della certificazione verde.

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