23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 08:46:00

Cronaca News

I presidi: «Scuola, sui trasporti soltanto parole»

foto di Studenti a bordo di un bus
Studenti a bordo di un bus

La scuola che vuole riparire rischia di ingolfarsi sul nodo-trasporti. La denuncia è di Roberto Romito, presidente regionale dell’Anp Puglia, l’associazione dei presidi. «L’immobilismo dei trasporti: questo ossimoro può compendiare efficacemente la vicenda (ancora non del tutto conclusa, in verità) riguardante gli orari dei servizi di trasporto pubblico utilizzati dagli studenti delle scuole superiori della nostra regione per raggiungere le rispettive sedi scolastiche.

Ai tavoli prefettizi convocati sembra prevalere, infatti, la pressione delle aziende concessionarie del servizio di trasporto pubblico locale per imporre la soluzione di minimo sforzo (per loro), consistente – in buona sostanza – in un potenziamento delle corse scolastiche mediante il raddoppio di alcune di esse utilizzando gli stessi mezzi con orario sfalsato fra prima e seconda corsa. La scuola si adegui, dunque, e con essa gli studenti e le loro famiglie, che si dovranno rassegnare a sperimentare due differenti turni». Romito ricorda «gli orari di ingresso previsti 8.00 e 9.40 a Bari e provincia, ma anche 7.50 e 9.30, come sembra» aggiunge «si voglia fare a Taranto». Il presidente dell’Anp pugliese ricorda che «le province pugliesi sono andate in ordine sparso a questo appuntamento con i prefetti e le aziende: laddove, però, c’è stata una maggiore attenzione ai problemi degli studenti e delle scuole il turno d’ingresso sarà unico, come a Foggia e a Lecce; quest’ultima è stata l’unica prefettura, a quanto si sa, ad aver convocato formalmente al tavolo una rappresentanza i dirigenti scolastici in quanto tali. Ce ne rallegriamo, almeno per queste province, e crediamo di non essere estranei al conseguimento di questo risultato. Nel contempo, in attesa di sapere qualcosa di più preciso per quanto riguarda la Bat non possiamo però nascondere la nostra amarezza conseguente ad alcune semplici osservazioni, molte delle quali andiamo evidenziando da mesi».

«La pandemia» dice Romito «ha aggravato i problemi di deficit formativo nella nostra regione, in misura maggiore di quanto avvenuto in altre regioni d’Italia, anche più gravemente colpite dal virus. Lo testimoniano i dati del rapporto Invalsi pubblicato a luglio scorso: solo chi non si intende di scuola può minimizzarne la negatività, assumendo posizioni che ricordano sinistramente quelle negazioniste in tema di pandemia e vaccini; ad una tale situazione, che ha visto la maggioranza degli studenti pugliesi delle superiori lontano dalla scuola per molti mesi, si aggiunge oggi il disagio conseguente all’allungamento della giornata scolastica, a causa dei doppi turni.

A questo disagio, vissuto anche in termini di più difficile gestione della vita familiare e sociale, si sommerà la perdita di un consistente pacchetto orario di attività didattiche che molto difficilmente potrà essere recuperato (le prime due ore di lezione dovranno necessariamente avere una durata di 50 minuti, si tratta di 20 minuti al giorno la cui mancata effettuazione va considerata sull’arco dei 200 giorni di lezione previsti dal calendario scolastico)».

Ancora, «è da più di un anno che si discute del potenziamento del sistema di trasporti in Puglia. Ma lo sconfortante risultato è che esso si riduce oggi, nella maggioranza dei casi, a far fare avanti e indietro agli stessi mezzi per raddoppiare alcune corse, con orari sfalsati. Tutto qui. E tutto ciò è ancora più sconcertante se si considera l’abbondanza degli strumenti normativi e dei mezzi finanziari che sono stati messi a disposizione del mondo dei trasporti: molti milioni di euro stanziati dal “decreto-sostegni bis” dello scorso luglio e ben due delibere regionali qui in Puglia, l’ultima delle quali addirittura di gennaio, che dispongono la possibilità (adeguatamente finanziata anch’essa) di incrementare i mezzi circolanti ricorrendo al noleggio di quelli privati, largamente sottoutilizzati. E’ quello che abbiamo più volte proposto, senza avere alcuna risposta formale. La limitazione del secondo turno imposto a Bari e provincia ad una quota pari al solo 25% degli studenti, dà la misura di quanto poco sarebbe bastato a impostare una soluzione organica del problema avvalendosi degli strumenti e delle risorse di cui sopra, evitando così il doppio ingresso a scuola e la conseguente doppia uscita.

E’ mancata la volontà, o cosa? Per parte nostra, continueremo a sostenere le proposte già da tempo avanzate, sperando di avere un ascolto maggiore di quello avuto fino ad ora e tenendo presente che la situazione potrà sempre essere modificabile in corso d’opera, anche in tempi brevi. Questo è ciò che abbiamo sentito dire da Regione e aziende concessionarie, le quali per migliorare l’offerta di trasporto lavorerebbero ad una “calibrazione” sul campo dei flussi di pendolarismo scolastico (che, peraltro, dovrebbero essere arcinoti, visto che le iscrizioni alle scuole si sono chiuse a gennaio scorso e che le scuole stesse hanno più volte fornito i dati in loro possesso). Sullo sfondo, emerge con tutta evidenza la mancanza di respiro nell’affrontare un problema che richiederebbe ben altra visione, ossia quella che dovrebbe portare ad un sistema di trasporti che sia ad esclusivo servizio delle scuole e che si avvalga delle sinergie fra pubblico e privato. Visto il profluvio di risorse in arrivo a favore della scuola e dei settori ad essa collegati, invitiamo politici e istituzioni locali e nazionali a non perdere l’occasione di seguire questa direzione … con fatti, e non solo parole».

Sul fronte dei contagi, ieri in Puglia sono stati registrati 243 nuovi casidi coronavirus su 15.241 test effettuati e 5 decessi. Questa la suddivisione per provincia: Bari 94, Bat 49, Brindisi 16, Foggia 16, Lecce 60, Provincia di Taranto 10. Attualmente risultano 3.978 persone positive; 213 quelle ricoverate in area non critica e 26 in terapia intensiva. Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 265.267 casi su 3.393.145 di Test eseguiti; 254.555 le persone guarite e 6.734 quelle decedute. Questa, infine, la suddivisione per provincia: Bari 97.728, Bat 27.746, Brindisi 20.998, Foggia 46.708, Lecce 30.195, Taranto 40.473, residenti fuori regione 970, provincia in definizione: 449. Continua la campagna vaccinale anche in Asl Taranto. Presso gli hub, martedì pomeriggio sono state registrate 620 vaccinazioni, così suddivise: a Taranto, 152 all’Arsenale e 32 alla Svam; in provincia, 79 a Ginosa, 71 a Grottaglie, 64 a Manduria e 222 a Massafra.

Ieri mattina, invece, sono state somministrate oltre 2.250 dosi di vaccino: 376 all’Arsenale e 299 alla Svam a Taranto, 193 a Ginosa, 330 a Grottaglie, 289 a Manduria, 332 a Martina Franca e 437 a Massafra. Oggi intanto importante riunione del Consiglio dei ministri ma, sul fronte Green pass obbligatorio in Italia, a quanto apprende l’Adnkronos nel Cdm in programma l’estensione dovrebbe essere prevista solo per il mondo della scuola – che riapre i battenti il 13 settembre – ossia per chi lavora nelle mense scolastiche e per il personale delle pulizie. L’estensione del ‘passaporto’ anti-Covid per il personale scolastico ci sarà, mentre per il resto della Pubblica amministrazione e del settore privato il governo, salvo accelerazioni dell’ultimo minuto, dovrebbe procedere step by step. La cabina di regia tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza al momento risulta ancora in stand-by.

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