20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 17:50:00

Cronaca News

Ludovico Vico, mai risucchiato dal vortice della demagogia e del populismo

foto di Ludovico Vico
Ludovico Vico

Ludovico Vico era uno degli ultimi politici che parlava per argomenti e non per slogan. Non si era lasciato risucchiare dal vortice del populismo becero che fa così moda tanto a destra quanto a sinistra. Non era alla ricerca di facili like su facebook. Sapeva argomentare perché era persona di eccellente cultura e aveva un vissuto sindacale e politico che gli permetteva di esprimere conoscenza profonda dei temi che affrontava. Non era uno dei tanti politici improvvisati dai quali oggi siamo inondati. «Non chiedetemi di fare sorrisi prestampati», disse una volta mentre affrontava la durissima e coraggiosa campagna elettorale che lo vide contrapposto ad una Rossana Di Bello all’apice del successo.

Questo tenersi lontano dalle pose e dalla facile demagogia non gli aveva agevolato simpatie, soprattutto sulle questioni del siderurgico, rispetto alle quali gli si rimproverava – con la furia giustizialista e forcaiolo tipico di certe frange che anche in occasione della sua morte si sono distinte sui social per l’orrore di alcuni commenti – di aver ricevuto un contributo elettorale dai Riva, peraltro debitamente registrato a norma di legge. Era e rimase coerente con la sua visione di tutela del lavoro e delle dinamiche di sviluppo del territorio. Aveva una visione, appunto. Condivisibile o meno che fosse, ma argomentata e vissuta con coerenza. Ci mancherà l’uomo colto, garbato e disponibile all’ascolto; ci mancheranno queste sempre più rare qualità di politici, sì, ormai d’altri tempi.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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