18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:07:14

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Cinti: «Battiato è stato per me come un padre»

foto di Fabio Cinti
Fabio Cinti

«Franco Battiato per me è stato come un padre. Io ho perso il mio papà da piccolo e lui si è sostituito da un punto di vista artistico e anche umano in certi frangenti della mia vita». Fabio Cinti ha appena finito di cantare le canzoni di Battiato dal palco di Piazza San Francesco, a Grottaglie, ulteriore tappa di un lungo tour che lo ha già visto più volte protagonista in Puglia. Una serata dai tratti emozionanti, grazie anche all’elegante accompagnamento dell’Orchestra della Magna Grecia, diretta dal maestro Marco Battigelli.

Una operazione coraggiosa, quella di riproporre il repertorio del compositore siciliano, soprattutto i brani de “La voce del padrone”, album che ha segnato la storia della musica italiana, che Cinti già tre anni fa aveva proposto su disco in un “adattamento gentile”: strumenti classici e abito cameristico fedele tuttavia alla partitura originale. Un rispettoso omaggio alla “sacralità” di quelle composizioni per un arrangiamento che sarebbe piaciuto allo stesso Battiato. Ma per porsi all’ascolto di queste riproposizioni, non bisogna commettere un errore fondamentale: chi ascolta non deve sperare di ritrovare Battiato, che resta unico e irraggiungibile; chi canta non deve scimmiottarlo per evitare di cadere nel grottesco. «Sì – ammette Fabio – è una grossa responsabilità cantare le canzoni di Battiato, anche perché le conoscono tutti ed è difficile sbagliare.

Ma forse la cosa che più ha insegnato Franco ai cantautori della mia generazione è stata quella di affrontare quelle altezze che sono nelle sue canzoni con un po’ di leggerezza. Io ho ricevuto il dono del timbro che va in quella direzione e mi sono impegnato su Battiato con molta dedizione e passione, così come un pianista di musica classica si dedica a Mozart, a Beethoven e Bach».

Tra un brano e l’altro anche alcuni gustosi aneddoti sul Battiato meno conosciuto, quello scherzoso e barzellettiere che non t’aspetteresti. E allora ecco un divertente siparietto a casa del musicista, a Milo, con Morgan che stramazza su un divano, Battiato che chiede alla governante di preparagli una camomilla e nel frattempo tenta di intrattenere un imbarazzatissimo Cinti improvvisando una incomprensibile barzelletta. «Anche questo aspetto faceva parte della sua dualità. Franco era una persona molto rigorosa, soprattutto dal punto di vista etico, ma gli piaceva ridere e trascorrere momenti di convivialità con gli amici ai quali sapeva essere molto vicino». Il 21 settembre all’Arena di Verona il grande omaggio a Battiato con un concerto al quale parteciperà lo stesso Cinti: «Sarà molto bello, con artisti di livello nazionale e internazionale. Canterò “Segnali di vita”, probabilmente proprio con Morgan. Non vedo l’ora». Resteremo orfani di Battiato, non della sua musica che ha la grazia dell’eternità.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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