15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca News

Green Pass, «presto l’estensione dell’obbligo»

foto di Green Pass
Green Pass

L’obbligo del green pass in Italia sarà esteso presto. Come riporta l’importante agenzia di stampa Adnkronos, nel corso del Consiglio dei ministri il premier Mario Draghi avrebbe detto che a breve ci sarà una ampia estensione dell’obbligo del green pass. Fonti di governo presenti al Cdm – che ha dato l’ok all’estensione del passaporto anti-covid per il personale esterno delle scuole, Rsa e università- sostengono che nessun commento sarebbe stato fatto dai ministri leghisti presenti alla riunione.

Ecco le misure presenti nella bozza del dl: Scuola – “Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative (…) deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde”, si legge nella bozza del decreto sul Green pass .”La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”. L’obbligo del green pass per accedere nelle scuole “non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute”. “I dirigenti scolastici e i responsabili di tutte le istituzioni scolastiche, educative sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni” sul green pass nelle scuole. Si legge nella bozza del decreto sul Green pass approvato oggi in Cdm.”

Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni (…) deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro. Le verifiche delle certificazioni verdi sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell’istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica”. “Le disposizioni di cui all’articolo 9-ter si applicano anche al personale scolastico dei servizi educativi per l’infanzia, dei corsi serali e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti (C.p.i.a.), dei sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.), dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) e degli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.). Le verifiche di cui al comma 4 dell’articolo 9-ter sono effettuate dai dirigenti scolastici e dai responsabili delle predette istituzioni”, si legge ancora. Rsa – Lavorare in una Rsa, anche come personale esterno, comporterà l’obbligo vaccinale. Chi vorrà sottrarsi verrà sospeso dal lavoro e non percepirà alcuna retribuzione.

E’ quanto stabilisce il decreto approvato oggi in Cdm, che applica quanto già previsto per il personale sanitario “a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nelle strutture” di ricovero per anziani, si legge nella bozza. Dall’obbligo sono esclusi i “soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute”.

Per tutti gli altri che vorranno sottrarsi alla vaccinazione si introduce dunque “la sospensione della prestazione lavorativa”, il che “comporta che non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato” fino “all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, fermo restando quanto previsto dall’articolo 4 comma 10”. Università – “Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede alle strutture appartenenti alle istituzioni universitarie e dell’alta formazione artistica musicale e coreutica, nonché alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle università deve possedere ed è tenuto a esibire la certificazione verde di cui all’articolo 9, comma 2”, recita la bozza.

Multe da 400 a mille euro per il personale, anche esterno, che verrà trovato sprovvisto di green pass nelle scuole e nelle università. E per i lavoratori che, nelle Rsa, non hanno rispettato l’obbligo vaccinale, prevede la bozza. La sanzione sarà applicata anche ai dirigenti e ai datori di lavoro chiamati a vigilare attuando i controlli. La Camera ha approvato il decreto Green pass con 259 voti a favore. Il provvedimento passa ora al Senato. A Montecitorio, anche la Lega ha dato via libera al decreto. Solo 295 deputati hanno però partecipato alla votazione finale.

In aula, dunque, al netto degli assenti ‘giustificati’ per missione c’erano meno della metà dei deputati del plenum e i visivamente vuoti (anche se ormai l’assemblea, per ragioni di sicurezza sanitaria e prevenzione del Covid, è distribuita parte nell’emiciclico e parte in Transatlantico) si sono notati ancor prima che il display dell’aula rendesse ufficiale il risultato: 295 presenti, 293 votanti, favorevoli 259, contrari 34 e due astensioni. Tutti i gruppi, chi più chi meno, erano largamente sottorappresentati. Alla fine la Lega aveva in aula 45 deputati su 132 (20 in missione) con uno striminzito 34% di presenza. Poco sopra, al 35%, è il dato di Fi con 27 presenti su 76 e 10 onorevoli in missione. Il Pd è al 52,6% con 49 votanti su 93 (20 in missione); Fdi al 54% con 20 presenti su 37 (4 assenti giustificati) e il M5s al 64,7% con 103 votanti su 159 e 30 in missione. Da registrare infine i voti in dissenso dal gruppo di Veronica Giannone (Fi) e di Guido De Martini (Lega). I due astenuti sono Vittorio Sgarbi e Rosa Menga, ex 5Stelle ora al gruppo Misto. “Se accolgono le nostre proposte, i nostri odg, sui tamponi gratuiti, rapidi, salivari, sul no alla vaccinazione obbligatoria per tutti i lavoratori, sul no al green pass per i mezzi pubblici, e anche per la sanatoria delle cartelle esattoriali, allora voteremo a favore”, le parole di Matteo Salvini in piazza a Castrovillari, in Calabria, prima della votazione.

NO-VAX, SCATTA IL BLITZ
No Vax nel mirino della Polizia di Stato in 6 città, otto indagati nell’operazione. Su Telegram, venivano progettate azioni anche con l’uso di armi ed esplosivi fai da te, in occasione delle manifestazioni ‘No green pass’ organizzate in tutta Italia. Riflettori in particolare puntati su quella in programma a Roma per l’11 e il 12 settembre. Perquisizioni domiciliari e informatiche sono scattate in diverse città, nei confronti di soggetti attivi in particolare attraverso un gruppo Telegram. Gli 8 indagati dalla Procura della Repubblica di Milano per istigazione a delinquere aggravata risultano membri attivi del gruppo ‘I guerrieri’. Oltre a Milano le perquisizioni, condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale di Milano in collaborazione con gli Uffici competenti, hanno interessato le province di Roma, Venezia, Padova, Bergamo e Reggio Emilia.

Dall’analisi dei messaggi pubblicati sulla chat dei ‘Guerrieri’ è emerso che gli indagati, uno dei quali titolare di porto d’arma e già noto alle forze dell’ordine per la sua vicinanza al separatismo veneto, oltre all’intenzione di partecipare in massa alla manifestazione di protesta in programma a Roma sabato 11 settembre, incitavano gli altri membri del gruppo a compiere azioni violente nelle rispettive province di residenza, contro non meglio precisati ‘obiettivi istituzionali’ o approfittando della visita di esponenti del governo, come quella, poi annullata, prevista a Padova lo scorso 2 settembre da parte del ministro Roberto Speranza. Inoltre le indagini hanno riscontrato l’effettiva intenzione di alcuni membri del gruppo di realizzare una “riunione preparatoria” in vista dell’appuntamento romano e di procurarsi armi bianche da utilizzare in quell’occasione.

IL PUNTO IN PUGLIA
Sono 178 i nuovi casi registrati ieri in Puglia su 14.233 test giornalieri eseguiti con una incidenza dell’1,2% in lieve calo rispetto alle 24 ore precedenti. Non ci sono state vittime. I nuovi casi sono così distribuiti per provincia: Bari: 33; Bat: 34; Brindisi: 8; Foggia: 24; Lecce: 61; Taranto: 17. Le persone attualmente positive sono 3.854, le ricoverate in area non critica sono 205 e 25 i malati ricoverati in terapia intensiva. Secondo il report settimanale della fondazione Gimbe, dall’1 al 7 settembre i nuovi casi sono diminuiti del 15,5%, e parallelamente l’indicatore relativo agli attualmente positivi ogni 100mila residenti è sceso a 104. Per quanto riguarda gli ospedali, non si registra un sovraccarico: nei reparti di Medicina Covid il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti positivi al coronavirus è pari all’8% rispetto al totale; mentre nelle terapie intensive è del 6%.

Continua la campagna vaccinale in Asl Taranto. Presso gli hub, mercoledì pomeriggio, sono state registrate 432 vaccinazioni, così suddivise: a Taranto, 135 all’Arsenale e 25 alla Svam; in provincia, 34 a Ginosa, 99 a Grottaglie, 63 a Martina Franca e 76 a Massafra. Ieri mattina, invece, sono state somministrate 1.485 dosi di vaccino: 257 all’Arsenale e 245 alla Svam a Taranto, 164 a Ginosa, 171 a Martina Franca, 194 a Manduria e 454 a Massafra.

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