22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

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Così è rinata l’antica Casa Cappellari a Martina Franca

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Così è rinata l’antica Casa Cappellari a Martina Franca

MARTINA FRANCA – Da immobile chiuso per anni, a contenitore culturale e di attività lavorative, a meta dei percorsi turistici nel centro storico. Casa Cappellari, o Ospedaletto, è rinata negli ultimi anni. E’ stata completamente ristrutturata nell’ambito dell’iniziativa della Regione Puglia “Bollenti Spiriti”, varata nel 2013 e rivitalizzata, sempre attraverso un progetto del Comune di Martina Franca finanziato dalla Regione Puglia, in quest’ultimo caso nell’ambito di “Luoghi Comuni” (“vincitore!” ricorda una targa in plexiglass affissa vicino al portone).

La candidatura da parte dell’Amministrazione comunale ha avuto come obiettivo quello di attivare spazi per la creatività l’apprendimento e l’innovazione sociale attraverso iniziative promosse dai giovani del territorio. Una struttura e un progetto sui quali ha puntato molto l’Assessorato comunale alle Politiche giovanili, come spiega lo stesso assessore Valentina Lenoci: “Nel 2018 siamo stati fra i primi comuni della Puglia a candidare l’immobile all’iniziativa regionale Luoghi Comuni. Poi è stata selezionata la proposta ‘Ospedaletto Lab’ presentata dall’Associazione di promozione sociale ‘Terra Terra’ nella gara per le associazioni. Dopo incontri, tavoli di coprogettazione e varie fasi dell’iter che si è concluso lo scorso anno, malgrado i rallentamenti della pandemia. Quindi, le attività sono partite.

Oggi – sottolinea l’assessore – è un posto per chi fa smart working e non solo. Uno spazio in cui le start up possono sviluppare i loro progetti e le associazioni giovanili possono incontrarsi. Un luogo dove fare musica, teatro e bere una buona birra sotto un tetto di stelle e in una cornice meravigliosa”. Il portone, rimasto chiuso per diversi anni, adesso è aperto nelle ore mattutine e dal primo pomeriggio fino a sera. Inoltre in questa seconda estate dell’era Covid è diventato meta dei percorsi serali guidati di “Cattivi maestri” e anche di concerti. Forse sconosciuta a tanti, Casa Cappellari o Ospedaletto, è uno degli immobili di maggiore pregio del centro storico martinese. Le insegne turistiche dei monumenti di interesse storico la indicano a 6 minuti di cammino da piazza Garibaldi.

Nelle stradine che conducono all’Ospedaletto, in via Orfanelli, c’è un mix di suoni di campane, è a pochi passi dalla Basilica di San Martino e soprattutto dalla chiesa di San Domenico e di musiche di pianoforte di musicisti del Festival della Valle d’Itria. Nelle strade vicine, infatti, si affacciano anche le finestre della Fondazione Paolo Grassi che ha sede nel chiostro di San Domenico. Un’atmosfera sempre suggestiva di musiche e luci che cambiano a seconda dell’ora del giorno. Casa Cappellari, come spiega la lunga iscrizione in latino sul portale d’ingresso, fu costruita nel 1783 col denaro ricavato dalla vendita della casa del canonico Michele Cappellari, di una famiglia facoltosa del Settecento. L’epigrafe illustra anche le finalità dell’edificio, un hospitio destinato ad accogliere i forestieri ma soprattutto i poveri; da qui il nome Ospedaletto.

Per un periodo, nei secoli successivi, fu dotato anche di una “ruota”, a sinistra del portale d’ingresso, nella quale venivano abbandonati i bambini indesiderati. Questa drammatica usanza diede il nome alla strada, via Orfanelli. L’antico immobile è un esempio di casa a corte costruita su due piani che si sviluppano intorno ad un cortile interno con un pozzo. Sui due piani sono dislocati i diversi monovani, ognuno dei quali dotato di focolare. Nei secoli passati servivano a garantire il minimo indispensabile alle famiglie più bisognose che venivano accolte. Le finalità sociali per le quali è stato costruito non si sono perse ma si sono trasformate e adeguate alle esigenze del tempo. Prima luogo di accoglienza per i bisognosi, oggi l’Ospedaletto è luogo di coworking, di smart working room, sala riunioni, sala studio, spazio eventi e laboratorio, con bar e altri servizi. E’ frequentato da giovani del posto e da turisti dagli sguardi catturati dalla bellezza del centro storico e dei suoi antichi palazzi che fanno di Martina una cittadina unica. E non solo nella sua Valle d’Itria.

Annalisa Latartara

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