21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 08:58:00

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Il ritorno di Katundo: a Rimini una mostra tra arte e impegno

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Il ritorno di Katundo: a Rimini una mostra tra arte e impegno

Apre a Rimini una mostra di lavori pittorici di Katundo, alias Vincenzo Leone, pittore e cardiologo nato a San Marzano di San Giuseppe nel 1948 ed impegnato nella città ionica per molti anni ad esercitare la professione presso il Servizio Sanitario Nazionale. Avendo presto avvertito l’esigenza di portare il suo ausilio in Paesi in cui la organizzazione sanitaria è meno sviluppata ed il bisogno di salute più stringente, è stato promotore di iniziative di cooperazione internazionale, con un sostanziale consenso da parte dell’Azienda sanitaria presso cui ha operato.

La sua azione si svolge per oltre 20 anni, dalla fine degli anni ’80 fino ai primi del 2000, in Romania, Nicaragua, Somalia, Brasile, Kenia, Ruanda, Bosnia, Albania, El Salvador, Congo, Libano, Siria, Armenia, Georgia, Bulgaria: Paesi tutti in cui le condizioni politiche e sociali richiedevano massima prudenza. La fine degli interventi di cooperazione coincisero con il suo collocamento a riposo e con il suo ritorno alla terra ed alla cultura di origine, riprendendo la sua attività artistica che aveva rallentato in costanza del suo impegno socio-professionale.

Sin da giovane, infatti, aveva avuto molteplici frequentazioni con la scultura in pietra, l’incisione su rame, la pittura murale. Intensifica la pittura di acrilico su tela, ricorrendo in alcuni casi anche al grande formato (2m x 3m), rappresentando il degrado umano ed il dolore che avevano accompagnato le sue esperienze di cooperazione. Il riaffiorare, in questo periodo, anche della cultura arbresh che aveva caratterizzato la sua infanzia, lo induce a scegliere Katundo (“Il paese”) come suo nome d’arte; intanto, diverse sue opere sono sparse per il mondo perché espressamente commissionate mentre il ricavato della vendita di diverse sue opere è stato reimpiegato in azioni di cooperazione internazionale verso la quale, pur se non più impegnato fisicamente, l’artista continua a mostrare una viva partecipazione. Dopo una mostra realizzata a Taranto nel 2018, si intensificano i contatti con la galleria d’Arte Contemporanea di Palazzo Spina, a Rimini e si concretizza, a fine 2018, l’idea di una personale. La pandemia incombente costringe, tuttavia, a sospendere la realizzazione della mostra per un periodo molto lungo.

Finalmente ieri il via all’evento presso la galleria Augeo, in corso d’Augusto 217, a Rimini, fino alla prima decade di ottobre.

Le opere esposte costituiscono, quasi integralmente, una produzione rinnovata rispetto alla mostra del 2018: nel periodo di obbligato isolamento, infatti, si è rafforzato nell’artista l’impeto alla produzione pittorica, essendo le motivazioni troppo fori per farlo recedere ed il suo stile iperrealista, inizialmente timido, è viepiù diventato la cifra che caratterizza la sua espressione e rappresentata al meglio l’oggetto delle sue opere, realizzate prevalentemente in acrilico su tela di medio formato. La principale causa di sollecitazione nasce dal dolore e dal degrado cui è ridotta la condizione umana, realtà che, per un “occidentale benpensante”, è lontanamente immaginabile (anche se spesso è proprio la “distrazione” di quest’ultimo la causa principale di tale condizione. E a tale “distrazione” Katundo non vuole partecipare…

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