20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 18:58:00

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Caso De Felice a San Giorgio Jonico, lui fa un passo indietro

Il Palazzo di Città di San Giorgio Jonico
Il Palazzo di Città di San Giorgio Jonico

SAN GIORGIO JONICO – E’ scoppiato il caso De Felice a San Giorgio Jonico. Anche per le prossime elezioni comunali del 3 e 4 ottobre (eventuale turno di ballottaggio 17 e 18 ottobre), il Pd ha deciso di “schierare” come capolista l’ingegnere Salvatore De Felice, ex Ilva, condannato nel processo “Ambiente Svenduto” dalla Corte d’Assise il 31 maggio scorso a 17 anni di reclusione, pena sospesa trattandosi di una sentenza di primo grado. De Felice risponde di pesanti reati ambientali come capo area Altiforni dal 9 dicembre 2003 al 26 luglio 2012 e direttore dello stabilimento dal 3 luglio 2012 al 26 luglio 2012, durante la gestione Riva. Capolista del Pd anche alle comunali del 2016, a poche settimane dall’inizio del processo, è stato il candidato più suffragato del partito.

Questa volta, non essendo un semplice imputato ma un condannato, si è scatenata un’accesa polemica. Il commissario provinciale del Pd di Taranto Nicola Oddati ha chiesto a De Felice di fare un passo indietro e ha attribuito la scelta al circolo cittadino di San Giorgio. «La candidatura di Salvatore De Felice nella lista del Pd è stata decisa dal circolo locale. Non contravviene al codice etico del Pd e non ci sono impedimenti normativi. Tuttavia è evidente che essa risulti inopportuna e incompatibile con la linea politica che il Partito Democratico si è dato sia sul processo “Ambiente Svenduto”, che più in generale sulla vicenda legata all’ex Ilva.

Per questo motivo gli ho chiesto di autosospendersi dal Pd e di evitare iniziative e ogni altra attività di campagna elettorale. Sono certo – dichiara Oddati – che De Felice comprenderà le ragioni di questa posizione e vi aderirà senza frapporre alcun ostacolo». De Felice ha subito raccolto l’invito: «Mi autosospendo per tutelare l’immagine del Partito Democratico, degli iscritti al partito, dei candidati e della mia persona». Così in poche righe di De Felice ha spiegato la sua scelta. Ma le liste sono già state presentate in Comune, infatti il 4 settembre scorso scadeva il termine; quindi il suo nome resta fra quello dei candidati del Pd. Sulla vicenda sono intervenuti, ponendo una questione di opportunità, il commissario regionale di Forza Italia, on Mauro D’Attis e il coordinatore provinciale di Taranto Vito De Palma. «Per quanto il garantismo sia a fondamento della nostra democrazia ed il nostro sistema giuridico preveda la non colpevolezza fino a sentenza definitiva, non possiamo che ritenere quantomeno inopportuna la candidatura al Consiglio comunale di San Giorgio Ionico di una persona condannata in primo grado a 17 anni nel processo “Ambiente Svenduto”.

Non si tratta di una bella proposta da fare ad un territorio fortemente provato dalla vicenda del siderurgico. Non possiamo, peraltro, non stigmatizzare le dichiarazioni del commissario provinciale dei democratici, che ha invitato il candidato a fare un passo indietro: può mai essere – sottolineano D’Attis e De Palma – che non fosse già al corrente del suo inserimento nelle liste? C’è qualcosa che, onestamente, non convince e le valutazioni su quanto accaduto – concludono – le faranno gli elettori».

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