21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 19:54:00

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Paisiello, “Celebriamo il genio ma non trascuriamo l’istituto a lui dedicato”

foto di Giovanni Paisiello nel suo celebre ritratto
Giovanni Paisiello nel suo celebre ritratto

Caro direttore, Pietro Colletta, nella sua “Storie del Reame di Napoli” scrisse: “nel 1816 morì Giovanni Paisiello; la musica per lui cangiata, da smisurata e ristretta, divenne spontanea ed abbondante. Ebbe compagno in virtù, nei suoi primi anni, il Cimarosa, negli ultimi Gioachino Rossini. Antonio Ranieri nei suoi “Sette anni di sodalizio” si inteneriva a ricordare che Leopardi a Napoli al teatro del Fondo, facendosi sollecchio per i lumi che lo ferivano sempre, si godeva il famoso “Socrate, immaginario” musicato da Paisiello per l’arguzia e la bellezza della musica”.

Taranto fa bene a ricordare, a celebrare il suo illustre figlio, con concerti e talune sue composizioni, fa bene a ricordare e a far risplendere un lontano progetto di monumento a Paisiello, opera dello scultore moderno Franchina, fortemente voluto da Antonio Rizzo, ma, purtroppo in epoca nella quale una tale opera avveniristica non poteva essere concepita o seguita dalla maggioranza dei tarantini. Lavoro encomiabile, ma al di là di quei tempi nei quali Taranto era legata ad una concezione classica dei monumenti come poi avvenne con il monumento-busto del Canonica, prima sistemato in piazza Castello, di fronte al Municipio, poi relegato alla discesa del Vasto e non so per quale ascoso motivo. Tuttavia Canonica fu uno degli allievi prediletti del grande Antonio Canova; e tuttavia una sua indicazione al “monumento” sarebbe una forma di civico rispetto. Non dimentichiamo che Lecce ha un secolare teatro dedicato a Paisiello, Taranto, sua patria, nulla. Nemmeno, come avrei desiderato, una sala, o qualcosa di simile. Noi avevamo un bel tradizionale teatro a Paisiello dedicato. È stato abbattuto per un palazzo che mortifica l’aspetto del lungomare nuovo. Ma, ora, caro direttore, come da tempo personalmente e non solo, vedo e poco comprendo la mancata risoluzione non della sua abitazione che, in vero, è in via di risoluzione gradita e culturalmente positiva, ma dell’Istituto musicale a Paisiello dedicato.

Ancora una volta mi sono rivolto a quell’aureo libretto di Vito Forleo “Taranto, dove la trovo” (Dragone e comp. editore, 1929, la copia che ho) e a pagina 46 ho trovato parole di vita e sconcertante attualità. Ed è quel ricordo dello storico Colletta, così pieno di luminosa vita spirituale e con il ricordo anche del grande Leopardi amante della musica paisielliana. Il liceo musicale di Taranto è il più antico istituto superiore di Puglia e dovrebbe essere da tempo Conservatorio come lo sono minori città pugliesi. È stato sempre diretto da illustri direttori. Da Campanelli a Milella per nominare solo taluni dei non pochi altri eccellenti; da allievi che hanno meritato in seguito elogi ed impegno educativo e da docenti di alta e qualificata cultura e dirittura morale.

Un istituto per il quale personalmente ho da tempo, modestamente, scritto in proposito di valore pedagogico e magistralmente costruttivo. Sarebbe stato veramente, dopo tante promesse politiche, mai realizzate, per Taranto, la città, la patria del grande Paisiello. Che fu battezzato nella Chiesa cattedrale di San Cataldo, ove c’è una breve iscrizione murale, alla sinistra di chi entra nel tempio. Paolo Isotta, il più grande studioso e critico musicale, ha scritto di Paisiello che è stato “un genio che ha aperto le porte a Mozart e a Rossini”. L’onore di un monumento è un bene, la consacrazione di un istituto a “Conservatorio” è veramente il più alto e significativo elogio e memoria per un grande cittadino che ha onorato con prestigio internazionale (Napoleone lo voleva sempre con sé) Taranto e la musica italiana nel mondo. Paisiello attende l’onore di uno Stato e la risoluzione politica dei politici o tali rappresentanti di Taranto. Onore al genio, ma, sistemiamo il glorioso istituto a lui dedicato.

Paolo De Stefano

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