21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 19:54:00

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Paisiello, il monumento mai realizzato e gli artisti contemporanei

foto di Apeiron, l’opera di Giulio De Mitri
Apeiron, l’opera di Giulio De Mitri

La vicenda del monumento astratto di Nino Franchina non realizzato, nonostante avesse vinto il concorso bandito dal Comune di Taranto nel 1956 non lascerà mai Taranto. Oggi viene riproposto, ma in modi originalissimi, in una due giorni di dibattito culturale ad alto livello. Un complesso evento, Opera nell’Opera. Omaggio a Giovanni Paisiello. Progettualità ambientale per un monumento alla Musica, svolto l’11 e il 12 settembre presso la sede del CRAC, nell’ex convento dei Padri Olivetani, in Città Vecchia, in primo luogo una mostra con lavori di diciannove affermati artisti contemporanei, con linguaggi artistici e provenienze geografiche diverse. Studi progettuali inediti, in mostra fino al 20 novembre, i cui fini per la circostanza sono solo espositivi. Lavori che insieme alle bellissime foto di Giorgio Ciardo, sono presentati in un contesto che esalta la creatività contemporanea dei valori che la musica di Paisiello rappresenta. Ma tradotta per la bella città di Taranto. Inaugurata con gli interventi dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Taranto Ubaldo Occhinegro e di Giulio De Mitri del Crac Taranto, ha visto anche l’intervento del musicologo Giovanni Fornaro, sulla importanza della musica di Paisiello nell’ambito dell’innovazione musicale, nel contesto europeo nel quale il compositore tarantino primeggiava.

Il professor Massimo Bignardi, curatore della mostra e notissimo critico e storico dell’arte, ha portato quindi l’attenzione sulle opere proposte, sostenute da una visione volta a progettare luoghi per la città nel suo divenire. Ha mostrato i contesti che le splendide foto di Giorgio Ciardo presentavano, dei luoghi eventualmente deputati a “contenere” le opere monumentali. Madrina la professoressa Annapaola Petrone Albanese, già Presidente degli “Amici dei Musei”. La serata si è felicemente conclusa con un bellissimo concerto del soprano Nadia Divittorio, accompagnata mirabilmente al piano dalle note del maestro Vincenzo Lentini. Protagonista della serata seguente il volume di Aldo Perrone La libertà dell’arte ferita a morte. Storia del concorso per il monumento a Paisiello a Taranto, che ha la prefazione di Massimo Bignardi (Edizioni Gutenberg). La dottoressa Annalisa Adamo, Assessore agli Affari Generali del Comune di Taranto ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, sottolineando l’importanza di buoni lavori culturali nella nostra città, che spera molto nell’innovazione. Il dibattito sul libro è stato intenso ed articolato.

Dapprima con Roberto Lacarbonara, direttore artistico del CRAC, che ha parlato delle nuove utopie dello spazio. Quindi Massimo Bignardi ha sapientemente esposto una visione storica del dibattito culturale nell’ambito del partito comunista negli anni precedenti e successivi al concorso sul monumento a Paisiello. Sottolineando la capacità di Perrone di documentare gli eventi locali ma di legarli con successo ai movimenti culturali nazionali ed internazionali. Successivamente la professoressa D’Elia ha reso una puntuale illustrazione dei contenuti del libro, accentuando l’attenzione sul personaggio chiave di quegli avvenimenti, il grande operatore culturale tarantino Antonio Rizzo. E il bel libro di Perrone, ha sottolineato, riesce persino a far (anche se amaramente) sorridere. Il direttore del quotidiano TarantoBuonasera, Enzo Ferrari, ha posto l’accento sui quesiti della comprensione dell’arte moderna in ambito cittadino, che riguarda la qualità che occorre abbiano le nostre nuove generazioni per comprendere l’arte. Tematica alla quale si è agganciato l’intervento – a seguire – del professor Carmine Carlucci (Comitato Qualità della vita) che ha evidenziato come le amministrazioni locali non curino l’educazione all’arte delle giovani generazioni, tanto che a tutt’oggi il locale Liceo Artistico “Calò” non ha una sede.

Hanno concluso il dibattito il professor Antonio Basile, direttore del Museo Etnografico “Majorano”, con un richiamo alla visione storica degli anni in cui ci fu il concorso per il monumento e la professoressa Annapaola Petrone Albanese che ha espresso l’idea che le opere presenti nella mostra siano realizzate, come eredità e sviluppo dell’opera di Franchina. Belle ed emozionanti le letture dell’attrice Roberta Fiordiponti, di alcune pagine tratte dal libro. E’ bello che ci siano delle rivincite. Delle rivincite dell’arte e della cultura sull’oscurantismo e l’arroganza, una rivincita che riguarda la nostra comunità. Perché non solo l’arte fu ferita a morte, quando nel ‘56 fu annullato in maniera scandalosa il concorso per il monumento a Paisiello di Franchina, lodato persino a livello internazionale, ma anche la nostra città, depauperata di un’opera d’arte splendida e capace di dare emozioni.

Angelo Raffaele Pace

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