15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

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Taranto, così è blindata la difesa

Il reparto arretrato è uno dei segreti dell’ottimo avvio in campionato della compagine ionica

Mister Giuseppe Laterza
Mister Giuseppe Laterza

Ritmo e concentrazione. Il Taranto ha effettuato ieri la classica doppia razione di allenamenti, rispettando l’agenda delle attività propedeutica alla gara in programma domenica pomeriggio, in casa della Paganese. La supervisione è stata affidata al vice Lentini, coadiuvato dagli altri membri dello staff: come noto, Giuseppe Laterza ha completato la prima sessione di lezioni a Coverciano, utile al conseguimento dell’abilitazione di allenatore “Uefa A”, ed oggi sarà regolarmente allo Iacovone per dirigere il suo gruppo.
L’appuntamento mattutino è stato dedicato alla cura della potenza: il preparatore atletico Francesco Rizzo ha amministrato gli esercizi a circuito.
Nel corso del pomeriggio, invece, l’equipe rossoblu è stata impegnata in un riscaldamento tecnico, in una serie di esercitazioni tattiche ed in una partitella disputata a campo ridotto.
L’intera batteria dei portieri ha operato sulla cosiddetta forza esplosiva con gesto tecnico.
Dopo aver neutralizzato le “bocche di fuoco” del Palermo, grazie ad un’interpretazione tatticamente precisa e paziente in fase di non possesso palla, il Taranto si appresta a preservare questa dimensione di pragmatismo e concentrazione anche contro la formazione azzurrostellata: esibirsi in terra campana, contro compagini caratterizzate dal tradizionale connubio fra genialità ed agonismo, non è mai semplice.
A Pagani si è registrato il primo esonero lampo di questo avvio di torneo. Raffaele Di Napoli è stato sollevato dall’incarico dopo appena due partite, mutuate in un pirotecnico pareggio all’esordio contro il Messina (4-4) ed una marcata sconfitta in trasferta a Latina (2-0).
A sostituirlo è stato scelto Gianluca Grassadonia, il quale ha raccolto domenica scorsa i primi tre punti stagionali, piegando in casa di misura il Catania.
La retroguardia rossoblu, sebbene protagonista di una metamorfosi radicale, eccezion fatta per il perno mancino Antonio Ferrara, temprerà i suoi progressi confrontandosi con altri quotati esperti del settore avanzato e profondi conoscitori della categoria.
I nomi suggeriscono massima allerta, poiché corrispondono agli intramontabili Luigi Castaldo (autore di una doppietta nel debutto) e Federico Piovaccari, ma anche al temibile Diop.
Interessante il centrocampo, che annovera un fresco ed applaudito ex, Fernando Tissone: eccellente e determinante il suo contributo alla promozione del Taranto, indimenticabili le sue lacrime al termine della sfida epica di Lavello, l’argentino dal curriculum altisonante nei massimi campionati ha rappresentato il colpo di scena del mercato della Paganese, orchestrato dall’abile diesse Cosimo D’Eboli. Speranze vanificate per mister Laterza, estimatore dello stesso Tissone, il quale avrebbe desiderato trattenerlo in riva allo Ionio. Non solo: nelle fila della compagine azzurrostellata milita anche Antonio Zito, già promettente esterno nell’era Blasi, in una Lega Pro lontana oltre una decade ma dai ricordi avvincenti.
L’attenzione da parte della difesa rossoblu non scarseggerà: solo una rete al passivo in una triade di esibizioni, una certezza che aumenta.
“Sul gol del Palermo abbiamo commesso un errore a scalare, lasciando un varco libero sulla nostra porzione mancina. Non abbiamo spostato bene la palla da una parte all’altra: è stato importante non perdere la testa”: Giuseppe Laterza aveva illustrato così le dinamiche della marcatura di Almici, la quale aveva dimezzato temporaneamente lo svantaggio per i siciliani.
La linea di continuità in retroguardia è testimoniata da Antonio Ferrara, il cui percorso nel professionismo schiude a scenari brillanti: “E’ stato bravo a saltare l’uomo quando il Palermo indovinava i tempi per avanzare: tante volte siamo uscito dalla sinistra grazie a lui- ha commentato mister Laterza- Ferrara sta dimostrando di essere giocatore avvezzo ad alte categorie. L’anno scorso a tratti era superficiale, in quest’avvio di campionato, invece, dimostra una lettura ed una concentrazione su ogni palla devastanti, riuscendo a proporsi anche in chiave offensiva. Sta offendo molto tecnicamente e nel modo giusto, fisicamente sta lavorando benissimo: ha un piglio diverso”.
Crescita esponenziale per il terzino mancino, quindi. Sul polo opposto, invece, il trainer rossoblu ha sorpreso puntando in formazione titolare su Davide Riccardi, fra gli ultimi ad essersi aggregati al gruppo.
Disponibilità e propensione all’eclettismo è stata confidata anche dal calciatore in prestito dalla Triestina: “Mi è stato chiesto di fare questo sacrificio: non ho mai operato da terzino negli anni precedenti. Non giocavo una partita ufficiale dallo scorso torneo, contro la Juve Stabia e con la casacca del Catanzaro. Pensavo che avrei provato molta fatica, per fortuna ho tenuto il ritmo per tutto l’arco della gara. Negli ultimi minuti ho avvertito un po’ l’acqua alla gola, ma ci sta. E’ stata una gara intensa, ho resistito”, ha spiegato Riccardi al termine del sontuoso match contro il Palermo. Versatilità e meriti da condividere con l’intero reparto: “Siamo stati organizzati, abbiamo parlato molto in campo: ci siamo aiutati e questo atteggiamento ci ha facilitato nelle uscite e nelle coperture, evitando che il pallone s’impennasse- ha dichiarato Riccardi- Il contributo dei miei compagni mi ha rassicurato, mi sono sentito libero di spingermi più in avanti, nonostante le condizioni climatiche e la pesantezza del campo non fossero propizie. Mi sono adattato: la squadra è giovane, pian piano sta trovando la sua identità, ma è stata artefice di una grande prova di umiltà. Prestazione e vittoria che donano morale alto: la base c’è, si può far bene in questo campionato”.

Alessandra Carpino

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