22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Cronaca News

«Arca Taranto ancora senza amministratore»

Le accuse lanciate dalla Sicet Cisl: «Omissione regionale inaccettabile»

Paolo Cicerone e Massimo Caliandro
Paolo Cicerone (Sicet Cisl Puglia) e Massimo Caliandro (Sicet Cisl Taranto)

«Eravamo stati facili profeti quando, poche settimane addietro, avevamo pubblicamente additato gli imperscrutabili processi della politica pugliese, che continuano a far da sfondo alla mancata nomina, dopo un fine mandato risalente ad almeno un anno fa, degli Amministratori unici delle Agenzie Regionali per la Casa e l’abitare (Arca – ex Iacp) di Bari, di Foggia e di Taranto».
Lo affermano Paolo Cicerone, segretario generale Sicet Cisl Puglia, e Massimo Caliandro, Segretario reggente Sicet Cisl Taranto Brindisi
Tornavamo a rivendicare, nella circostanza, che nessuna scelta prescindesse dal più volte richiesto alla Regione Puglia e mai concesso confronto con le Organizzazioni sindacali di categoria, al netto dei nominativi da scegliere; al contempo, che nessuna opzione ignorasse le singole esperienze e competenze dei 40 candidati Amministratori unici inseriti nell’elenco ufficiale della Regione, senza tener conto di presunte affinità partitiche, ove esistenti.
Notizie di stampa danno oggi conto dell’avvenuta designazione, da parte della Giunta regionale, dell’avv. Pietro Augusto De Nicolo, quale Amministratore Unico di Arca Puglia Centrale (Bari) e della contestuale proroga, fino al prossimo 15 ottobre, dei commissari di Arca Ionica e di Arca Capitanata.
Per le Arca di Taranto e di Foggia, il messaggio che passa è, ancora una volta, quello di una politica che occupa le istituzioni anziché esserne a servizio, mentre la persistente non appropriatezza di un welfare che contempla diritti costituzionali come quello alla casa, che decisamente segna i destini sociali ed economici delle fasce deboli, lavoratori dipendenti e pensionati in primis, viene degradato in secondo ordine come conseguenza di irritabili ed oltremodo inaccettabili logiche spartitorie.

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