16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 16:30:00

Cronaca News

La mossa del governo: green pass obbligatorio per tutti i lavoratori

Il nuovo provvedimento entrerà in vigore dal prossimo 15 ottobre

Green pass, le nuove norme
Green pass, le nuove norme

Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori, dai privati ai dipendenti pubblici. E’ quanto prevede il decreto sull’estensione del certificato verde approdato al tavolo del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi e composto da otto articoli e sei pagine appena. Il provvedimento entrerà in vigore il 15 ottobre e sarà valido, stando alla bozza, fino a fine anno. “Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine prevenire la diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, al personale delle amministrazioni pubbliche, al personale delle Autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui svolgono l’attività lavorativa, è fatto obbligo di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde Covid-19”, si legge all’art. 1 della bozza del decreto all’esame del Cdm. “La disposizione si applica altresì a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o formativa presso le amministrazioni, anche sulla base di contratti esterni”. Green pass anche per settore privato: “Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da Sars-CoV-2, a chiunque svolge una attività lavorativa nel settore privato è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui la predetta attività è svolta, di possedere e di esibire su richiesta la certificazione verde Covid-19”, si legge nell’art. 2 della bozza del dl all’esame del Cdm. Per il settore privato si applicano le stesse norme previste per la pubblica amministrazione, compreso il fatto che “i datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni” e che non si applica l’obbligo di green pass “ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute”. Per soggetti esenti da vaccino è prevista la non obbligatorietà: “Le disposizioni di cui al comma 1” ovvero l’obbligo di green pass “non si applicano ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute”. Datori di lavoro tenuti a verifica green pass: “I datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni” sull’obbligo di green pass e definiscono “entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi”. “L’accesso del personale nei luoghi di lavoro” senza green pass è punito con una “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500”, mentre il costo dei tamponi sarà di 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni; “l’esecuzione gratuita dei test è altresì assicurata ai soggetti esenti dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute, al fine di tutelare la salute individuale e collettiva” si legge nella bozza del dl all’esame del Cdm.

RICOVERI, IL RAPPORTO GIMBE

“In ospedale quasi esclusivamente non vaccinati” contro il covid-19. Lo evidenzia il report della Fondazione Gimbe sulla settimana 8-14 settembre. “Rispetto alla settimana precedente, tutti i numeri sono in calo. Scendono i nuovi contagi (33.712 contro 39.511), i decessi (389 contro 417), i casi attualmente positivi (122.340 contro 133.787), le persone in isolamento domiciliare (117.621 contro 128.917), i ricoveri con sintomi (4.165 contro 4.307) e le terapie intensive (554 contro 563)”. “Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.816”. Nella settimana 8-14 settembre 2021, rispetto alla precedente, “4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi e in sole 2 Regioni crescono i casi attualmente positivi – sottolinea il report – Scendono a 56 le province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100 mila abitanti: in Sicilia e Umbria tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. Solo in 2 province si contano oltre 150 casi per 100 mila abitanti: Siracusa (178) e Messina (168) (tabella 2). In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente”. “Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe – dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell’1,6% in terapia intensiva”. “E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”, ha rimarcato poi Cartabellotta tornando sulle polemiche intorno ai protocolli di cure domiciliari anti-Covid rilanciati sui media.
E ricorda il contesto in cui si innestano queste polemiche. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia – osserva – con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid”.
Continua intanto la campagna vaccinale in Asl Taranto. Le somministrazioni effettuate negli hub vaccinali del territorio ionico mercoledì pomeriggio sono state 591 dosi, così suddivise: 301 all’Arsenale di Taranto, 33 a Ginosa, 150 a Grottaglie, 107 a Massafra. Ieri mattina, invece, le dosi somministrate negli hub vaccinali sono state 1869.

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