19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 14:59:00

Cronaca News

«A Taranto un eccesso di mortalità negli anni 2011-2020»

Marescotti presidente di Peacelink: L’allarme da una ricerca

Marescotti presidente di Peacelink
Marescotti presidente di Peacelink

TARANTO – Un nuovo studio sul numero dei morti a Taranto che mostrerebbe un eccesso rispetto al dato regionale della Puglia nel periodo 2011-2020 fa scattare la reazione di Peacelink. Il presidente Alessandro Marescotti ribadisce la sua richiesta di soluzioni drastiche.

«Questa ricerca pubblicata su una rivista internazionale di alto profilo scientifico – la definisce Marescotti – conferma un eccesso di mortalità nei tre quartieri più vicini all’area industriale di Taranto. E ci spinge – continua Marescotti – a chiedere azioni risolutive perché è evidente, dai dati pubblicati, che ogni anno che passa muoiono troppe persone che hanno la sola colpa di vivere troppo vicine alla ciminiere. Una palese violazione del diritto alla vita che lo Stato avrebbe il dovere di proteggere».

Secondo l’indagine pubblicata sul sito www.sciencedirect.com. e dalla rivista Enviromental Research, «la città di Taranto mostra diseguaglianze rilevanti in termini di mortalità tra i quartieri settentrionali, più prossimi alla zona industriale (Paolo VI, Tamburi e Città Vecchia-Borgo), con un eccesso di mortalità evidenziato nell’arco di 10 anni descritto da SMR sempre superiore a quello dell’intero Puglia, con punte superiori al 50% tra il 2015 e il 2017 sia nelle donne che negli uomini. I significativi eccessi di mortalità sono aumentati dal 2011 al 2020 e si sono progressivamente estesi in diversi quartieri della città di Taranto. Rispetto al regionale Puglia, abbiamo registrato un eccesso di mortalità del 68% per gli uomini residenti nel distretto Paolo VI nel corso dell’anno 2019. Nei 3 quartieri nord della città sono stati registrati 1020 decessi in eccesso con significatività statistica confermata».

Il capoluogo ionico è stato scelto come caso di studio utilizzando per la prima volta a fini epidemiologici i dati ufficiali di mortalità di tutti i quartieri forniti dal Comune.

«I nostri dati – si legge sul sito – sono coerenti con quelli di studi condotti nell’ambito di indagini nazionali e regionali che hanno evidenziato aumento della mortalità per tutte le cause e per cause specifiche, nonché aumento della morbilità e incidenza di tumori nella città di Taranto o in alcuni quartieri (caratterizzati anche per forte degrado socioeconomico) vicino all’acciaieria».

Il periodo a cui fa riferimento il dato è successivo al sequestro penale dell’area a caldo (2012) dell’Ilva in cui si è registrato un calo della produzione.

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