19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 07:41:00

foto di La presentazione della Biennale del Mediterraneo
La presentazione della Biennale del Mediterraneo

Il progetto pilota partirà il prossimo anno, poi dal 2023 la Biennale del Mediterraneo dovrebbe diventare in pianta stabile un centro di attrazione internazionale per l’arte e l’architettura.

«A questo progetto – spiega a TarantoBuonasera l’assessore comunale all’urbanistica, Ubaldo Occhinegro – stiamo lavorando da circa due anni, da quando partecipammo ad un bando del Mibact, poi vinto da Bari, sui festival dell’architettura. In realtà la nostra proposta era molto più ampia e la proponemmo al ministro Franceschini, che si mostrò subito molto interessato perché Taranto poteva riempire il vuoto lasciato dalla Biennale d’arte di Istanbul, che fino a prima dell’avvento di Erdogan era la manifestazione più rappresentativa dell’intero bacino del Mediterraneo. In questi due anni abbiamo avviato un tavolo tecnico col Ministero della Cultura, insieme al sindaco Melucci e all’assessore Marti, e abbiamo allargato il campo ad altri obiettivi, come l’istituzione della Pinacoteca a Palazzo Archita e il riconoscimento della Città Vecchia come patrimonio Unesco. Alla Regione una ulteriore spinta a queste nostre proposte la stiamo ricevendo dall’assessore Massimo Bray».

Ma in cosa dovrebbe consistere la Biennale di Taranto? «L’obiettivo – spiega sempre l’assessore Occhinegro – è quello di affacciarsi alle grandi problematiche del Mediterraneo attraverso l’arte e l’architettura. Parliamo della desertificazione, delle guerre, dei flussi migratori. Si tratta di realizzare contaminazioni culturali connesse alla rigenerazione urbana. Noi ad esempio stiamo lavorando alla rigenerazione della Città Vecchia: Palazzo Troilo diventerà il Palazzo della Cultura, il Palazzo di Vico Nove Lune sarà residenza per studenti, mentre all’inizio del prossimo anno saranno avviati i lavori di recupero di Palazzo Carducci. Al Borgo, Palazzo Archita ospiterà la Pinacoteca (tra ottobre e novembre, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso di una ditta dovrebbero finalmente essere sbloccati i lavori, ndr), avremo l’Acquario Green alla Stazione Torpediniere grazie a fondi per 50 milioni di euro, il Museo del Mare all’Arsenale Militare, per il quale sono a disposizione 35 milioni e c’è l’idea di valorizzare a fini turistico-museali la Garibaldi».

Il motore di questo ambizioso progetto sarà una fondazione pubblicoprivata che, oltre ai fondi ministeriali, prevede la presenza di Comune, Regione e istituzioni private: «Sì, vogliamo che la Biennale diventi un laboratorio culturale permanente capace di alimentare processi economici innovativi, come già avviene per il Maxxi. Il prossimo anno partiremo con un progetto pilota, denominato “Archipelago Taranto”, la cui configurazione è stata affidata al professor Mario Lupano, ordinario di “Storia dell’architettura” presso l’università Iuav di Venezia. Già il mese prossimo dovremmo presentare il progetto pilota. Poi nel 2023 avremo la prima vera edizione. Si tratta di una iniziativa davvero di livello internazionale, che candidiamo come progetto bandiera per il Just Transition Fund, che prevede 50 milioni in 7 anni». La Biennale è stata presentata ufficialmente alla Biblioteca Acclavio con il sindaco Rinaldo Melucci, l’assessore regionale Massimo Bray, lo stesso assessore comunale Occhinegro e l’assessore alla cultura Fabiano Marti. Attraverso un video messaggio il ministro Dario Franceschini, ha ribadito tutto il suo sostegno al progetto.

«Da qualche tempo – le parole del sindaco – stiamo raccontando ai nostri concittadini che l’idea di transizione che abbiamo per Taranto si poggia su fatti concreti, eventi e progetti che intendono cambiare in maniera radicale la nostra identità culturale, lo stesso sistema economico: li chiamiamo “test di resilienza”. Uno degli assi lungo il quale ci siamo mossi è la rigenerazione urbana, per questo abbiamo pensato di innestarvi un profondo percorso di riflessione e approfondimento, che muovesse dall’arte e dall’architettura con un taglio specifico, ossia ragionare su quel che accade nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, evitando di replicare modelli già consolidati. Rispetto ad altri storici eventi di questo tipo, infatti, la “Biennale del Mediterraneo” avrà una spiccata vocazione innovativa, mirata alla transizione ecologica e alle nuove tecnologie. Sarà anche un modo per restituire a Taranto un ruolo da protagonista in un’area geografica che coincide con quella dei Giochi del 2026: non un evento estemporaeo, ma qualcosa in grado di incidere in maniera duratura sul destino di cittadini e imprese».

foto di La presentazione della Biennale del Mediterraneo
La presentazione della Biennale del Mediterraneo

«Sono convinto – ha detto infine l’assessore Bray – che la “Biennale del Mediterraneo” sarà una delle iniziative culturali che segneranno la storia di Taranto dei prossimi anni. Una manifestazione dedicata alle culture del Mediterraneo, capace di avvicinare storie e culture differenti sarà lo strumento migliore per una diplomazia culturale di cui abbiamo bisogno. Ma sarà anche il luogo della sperimentazione, della cultura libera da qualunque forma di condizionamento».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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