19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 14:59:00

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Convegno di studi sulla Magna Grecia: tutto pronto per la 60a edizione

foto di . Da sinistra: Riccardo Pagano, Fabiano Marti, Aldo Siciliano, Mario Lombardo e Barbara Davidde
Da sinistra: Riccardo Pagano, Fabiano Marti, Aldo Siciliano, Mario Lombardo e Barbara Davidde

Di grande interesse scientifico e culturale il tema, che sarà affrontato (misure anti-Covid permettendo) da oltre 70 relatori (61 in presenza, dieci da remoto, per ora): “Magna Grecia e Sicilia. Storia e strutture a confronto tra VII e V secolo a.C.”.

Nelle 59 precedenti edizioni erano stati scandagliati i rapporti fra quella che noi chiamiamo Magna Grecia, è che è – come ha sottolineato Mario Lombardo, presidente del Comitato scientifico dei Convegni – una costruzione culturale, non una realtà geografica – e praticamente, in sincronia e diacronia, tutte le aree geografiche e culturali del Mediterraneo antico; tranne una: la Sicilia greca, la Sikelìa. Per noi Italia e Sicilia sono una cosa sola; per i Greci, e dopo di loro per i Romani, no. Anche se le due aree furono colonizzate dai Greci praticamente in contemporaneità, anche se per ovvi motivi furono strettamente interconnesse (pensiamo anche solo al sistema duale Zancle-Rhegion, ovvero Messina-Reggio). Il Convegno scandaglierà, a partire dal periodo arcaico, somiglianze e diversità delle due aree; diversità, soprattutto, perché il compito di indagare sul tentativo di omologare o quantomeno “unificare” le due aree, così vicine (geograficamente e culturalmente) e così lontane, che avverrà nel IV secolo, ed avrà quali protagoniste due superpotenze del Mediterraneo antico, Taranto e Siracusa (Taras e Syrakousai), è affidato al 61° Convegno, in programma a Taranto per il 2022.

Il Convegno si aprirà con i saluti istituzionali, alle ore 10, nella sede principale del Polo jonico dell’Università di Bari Aldo Moro, in via Duomo 259 (Città Vecchia; Acropoli, se preferite); alle 11 è prevista la conferenza inaugurale di Lorenzo Braccesi, un accademico che è anche un grande divulgatore, su “Magna Grecia e Sicilia nella letteratura greca di V secolo”. A seguire, il debutto di Barbara Davidde nelle vesti di soprintendente della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, con sede in Taranto e competenza di Soprintendenza di Archeologia belle arti e paesaggio per la Provincia jonica. Giovane e con uno strepitoso curriculum internazionale, Barbara Davidde regge due istituzioni di grande spessore: “parlare di Magna Grecia, ovunque nel mondo – ha ribadito ieri – significa parlare dei Convegni Taranto”; non solo: “per quanto riguarda la Magna Grecia, Taranto è uno dei siti d assoluto rilievo”. Quanto all’archeologia subacquea, è “un’occasione per aprire Taranto ad esperienze mondiali di condivisione delle buone pratiche”.

Avremo modo di riparlarne. Veniamo adesso ad alcune buone notizia, che secondo un certo cinismo giornalistico non sarebbero neppure notizie. E invece no. La conferenza stampa di presentazione del Convegno si è tenuta nella Sala degli specchi del Palazzo di Città. “Non è un caso – ha sottolineato Aldo Siciliano, presidente dell’Isamg, Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, l’istituzione di alta cultura che, tra l’altro, organizza i Convegni – perché, dopo qualche incomprensione, il rapporto fra Isamg e Comune è solido, ed operiamo insieme per il progresso della città. Avevamo bisogno di certezze strutturali, e intanto il Comune di Taranto, con la predisposizione di protocolli di intesa, ai quali osno certo che seguirà un protocollo d’intesa con la Regione, ce le sta assicurando. Ed anche sul problema della sede, che ci angustia da decenni, siamo certi che la soluzione sia in arrivo”.

“Io devo porgere le scuse, a nome della città, per il ritardo col quale arriviamo al protocollo d’intesa con l’Isamg – ha affermato il vicesindaco ed assessore alla Cultura Fabiano Marti – e non a caso, sia pure in ritardo, questo protocollo arriva in un momento in cui è in atto una svolta culturale e turistica (spesso le due cose sono collegate). Secondo noi, il Convegno è parte integrante della città: ed è giusto che sia una manifestazione di carattere scientifico, non ne va compromesso in alcun modo l’altissimo livello culturale, che lo contraddistingue nel mondo da ormai 60 anni. Altra cosa è trovare i modi, i fondi, gli accordi strutturali per affiancare al Convegno attività di divulgazione e di avvicinamento alla cultura archeologica; così come lavorare, di concerto con l’Isamg e l’Università, per il progresso culturale e la crescita dell’intera comunità”. Altra buona notizia: sul finire della sua vita, dopo aver fatto moltissimo per Taranto (segretario ed anima dei Convegni Magna Grecia fin dalla prima edizione, per 50 anni; soprintendente archeologo della Puglia; segretario e poi presidente dell’Isamg ecc. ecc.), Attilio Stazio fu finalmente – dopo una campagna di stampa che aveva riscontrato molti anni di sorda ostilità istituzionale – fatto cittadino onorario di Taranto; questa volta, la proposta di attribuire la cittadinanza onoraria di Taranto al successore di Stazio nella presidenza dell’Isamg, Aldo Siciliano, è venuta, motu proprio, dal vicesindaco Marti. Per ultima notazione, non ultima per importanza: Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento jonico dell’Università di Bari, ha ribadito che anche per l’Ateneo è una necessità il rapporto strutturale con l’Isamg (attualmente ospite dell’Università in Palazzo d’Aquino), “perché l’Università è la casa della cultura scientifica e della ricerca”, e perché insieme enti territoriali, Università, Soprintendenza ed Isamg possono e debbono collaborare per un progresso culturale e civile tutt’altro che localistico ma aperto al Mediterraneo.

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