26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

Confindustria: «Ilva, 9 anni di follie pubbliche»

foto di Carlo Bonomi
Carlo Bonomi

«A noi bastano 9 anni di follie pubbliche sull’Ilva di Taranto che ci obbligano a importare i laminati piani che non si producono più lì, senza dovervi aggiungere anche perdite massicce di produzione e di occupati anche per il Fit-for-55».

Non ha usato mezzi termini il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, parlando dell’ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d’Italia con Invitalia, quindi lo Stato, socio di Arcelor Mittal. Nella sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione degli industriali, Bonomi si è soffermato sulla questione del Siderugico di Taranto e sulle conseguenze della bufera giudiziaria del 2012 (quindi nove anni fa) sulla siderurgia italiana. Quindi, ha affermato ancora Bonomi, «serve una valutazione seria dei governi di Italia, Germania e Francia, sia degli impatti economici e sociali dei nuovi obiettivi, sia delle risorse per affrontare i costi sociali, perchè le proposte dalla Commissione Europea, così come sono ora, sono inadeguate». L’ultima volta che il presidente di Confindustria è intervenuto sull’ex Ilva si è sollevato un polverone. E’ avvenuto durante un meeting di Confindustria Puglia, a Bari lo scorso luglio.

«Come vedete anche noi – ha detto Bonomi in quella circostanza – non evitiamo di parlare di Taranto, ma ne parliamo con le persone che ci propongono un futuro per Taranto, non con chi ci propone allevamenti di cozze». Quest’ultima affermazione ha scatenato le reazioni, soprattutto dei mitilicoltori tarantini e del presidente della Regione Michele Emiliano. Questa volta Bonomi, forse memore del precedente, non ha tirato in ballo il settore della mitilicoltura tarantina.

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