19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:02:28

Cronaca News

Leonardo, «Anche il Governo faccia la sua parte»

foto di Il consigliere regionale Di Gregorio durante il sit in dei lavoratori della Leonardo
Il consigliere regionale Di Gregorio durante il sit in dei lavoratori della Leonardo

GROTTAGLIE – Il peso della crisi del settore aeronautico non può gravare soltanto sui lavoratori del sito di Grottaglie della Leonardo. Il deputato Ubaldo Pagano interviene dopo la protesta dei lavoratori che hanno tenuto un sit in di protesta in occasione dell’inaugurazione del Mediterranean Aerospace Matching (Mam).

«La grave crisi che ha impattato il settore dell’aviazione commerciale ha sfavorito oltremodo lo stabilimento Leonardo di Grottaglie che infatti vive una crisi occupazionale senza precedenti. Riteniamo che non sia giusto che i lavoratori del sito di Grottaglie debbano sopportare tutto il peso delle difficoltà registrate dal mercato aeronautico in questi mesi e che solo lì debba “scontarsi” una diminuzione del lavoro. Soprattutto perché abbiamo attori istituzionali come la Regione Puglia sempre presenti e disposti a dare un contributo per riprendere le lavorazioni a pieno ritmo, evitando che la cassaintegrazione diventi l’unica strada percorribile». Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio a Montecitorio, chiede a Boeing, unico committente dello stabilimento di Grottaglie, chiarezza sulla gestione delle commesse, considerando che «ha preannunciato negli scorsi giorni un forte incremento della produzione di aerei per rispondere alla crescita di fabbisogno europeo di velivoli nel prossimo ventennio». Alla luce di tutto ciò, sottolinea l’onorevole Pagano, «risulta incomprensibile come questa previsione possa coesistere con il fortissimo decremento delle attività nel sito pugliese».

Quindi, «c’è assoluta necessità di capire se e come la compagnia statunitense intenda gestire le commesse affidate allo stabilimento di Grottaglie nel prossimo futuro». Secondo Pagano è «fondamentale che anche il Governo faccia la sua parte, avviando un dialogo con Boeing per avere un prospetto chiaro di quanto accadrà in quello stabilimento nei prossimi mesi». Sulla vertenza Leonardo è intevenuto il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio a margine dei lavori del Mam. «Comprendo la legittima preoccupazione delle maestranze – ha detto Di Gregorio – e come ho già fatto in altre circostanze sono qui non per una solidarietà di circostanza ma per mettere la politica al servizio di lavoratori e cittadini. Questi lavoratori vedono un orizzonte incerto e il rischio cassa integrazione che incombe». «Leonardo spa, finora, ha evitato il ricorso agli ammortizzatori sociali – ha ricordato Di Gregorio – ed ha avviato almeno due progetti che in futuro faranno uscire lo stabilimento ionico dalla monocommittenza dal Boeing 787. Di questo va dato atto all’azienda. In parallelo, però, occorre gestire una situazione contingente segnata da una profonda crisi globale del traffico aereo, dovuta alla pandemia, che ha rallentato il portafoglio ordini del Boeing 787.

Tutto ciò sta avendo ripercussioni negative sulla produzione e sui carichi di lavoro. Su questa vertenza c’è la massima attenzione della Regione Puglia, come testimoniato personalmente dal presidente Emiliano e dall’assessore Delli Noci. E’comunque necessario avviare un’interlocuzione romana con Leonardo». Anche il deputato Gianpaolo Cassese ha manifestato vicinanza al lavoratori. «Sono vicino ai lavoratori della Leonardo di Grottaglie e dell’indotto, in sciopero perché chiedono maggiori certezze per il proprio futuro. È necessario -ha evidenziato il parlamentare del M5S – che la dirigenza chiarisca ulteriormente le prospettive dello stabilimento del nostro territorio, penalizzato rispetto alle altre divisioni del Gruppo dal problema, ancora irrisolto, della mono committenza. Questo ostacolo, che è stato il perno principale delle molteplici interlocuzioni che ho avuto con i dirigenti di Leonardo, va assolutamente rimosso». Anche Cassese come Di Gregorio ha evidenziato come malgrado «la crisi in atto che si protrae da più di un anno, non si sia fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, prospettiva ora annunciata».

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