16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 15:54:00

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Lombalgia, il dolore della zona lombare e i problemi viscerali

foto di Lombalgia
Lombalgia

Uno dei dolori più comuni è sicuramente il “mal di schiena” il quale non è altro che la manifestazione di un problema che riguarda le strutture che compongono la colonna vertebrale o delle strutture annesse (muscoli, legamenti, etc.). Molte persone arrivano in studio con una Lombalgia (letteralmente dolore della zona lombare) pensando di “avere l’ernia” o dicendo di avere “dolore ai reni”, a seconda del tipo di dolore che hanno. Ma la maggior parte delle volte il problema non è né l’ernia, né i reni anche se a volte possono esserci anche questi casi. Come abbiamo detto, di solito questo tipo di dolore si presenta sotto forma di una forte tensione o di un blocco vero e proprio.

Infatti la persona che ne è affetta, riferisce di il più delle volte di avere un dolore che aumenta durante alcuni movimenti e a volte di essersi proprio “bloccata” mentre per esempio stava eseguendo un movimento anche banale. Allora, come è naturale che sia, il paziente in questi casi mi dà il suo parere, mi racconta che secondo lui il blocco è stato causato da un movimento sbagliato, da un sollevamento di un oggetto molto pesante o per aver praticato un esercizio fisico intenso. Il dolore che insorge dopo uno sforzo fisico o un movimento sbagliato molte volte è dovuto a qualcosa che non ha a che fare direttamente con questi eventi ma che sottende ad un problema pre-esistente e che a volte è da ricercare alla sofferenza di una struttura che non è la colonna vertebrale. La colonna vertebrale non è una struttura a sé stante, ma è sorretta e mantenuta stabile da muscoli e legamenti che ne permettono allo stesso tempo mobilità e stabilità. Ma non sono solo queste le strutture connesse con la schiena. La colonna vertebrale infatti contrae rapporti anatomici importanti con molte strutture e in special modo con alcuni organi. Per esempio prendiamo il caso dell’intestino.

L’intestino è un’organo cavo (viscere) che fa parte del sistema digestivo, e non fluttua nell’ addome ma è saldamente ancorato alle vertebre per mezzo di legamenti che appunto servono ad “appendere” l’intestino alla schiena; inoltre questo è un viscere molto grande a livello di dimensioni, ed è un organo pesante ed oltre a questo sviluppa forti tensioni a causa delle contrazioni della sua muscolatura che permette la peristalsi (movimento proprio dell’intestino che permette alcune sue funzioni). Detto ciò, è facile comprendere come una tensione derivante dall’intestino si possa ripercuotere sulla funzionalità della colonna vertebrale. Mettiamo il caso in studio, di una persona che avverte un dolore a livello lombare, mi racconta che mentre stava facendo un movimento sbagliato alzandosi per raccogliere un oggetto da terra si è “bloccata con la schiena”. In questo caso l’osteopata in primis deve controllare la funzionalità della schiena (vertebre, muscoli, etc.) e sincerarsi che questa sia integra e non vi siano patologie acute o croniche, dopo di che controllerà la parte viscerale per ricercare eventuali tensioni e verificare che possano avere qualche tipo di connessione con il suo mal di schiena. Cioè che ci sia un’alterata tensione del viscere ad aver predisposto la zona al blocco mentre si eseguiva quel movimento. Mettiamo il caso che nel valutare il paziente, io rilevi una tensione a livello del sigma (ultimo tratto del colon). E facciamo l’esempio che la persona soffra di stipsi (stitichezza).

Allora, dopo aver escluso che l’organo abbia delle patologie (previa visita medica), procederò trattando l’intestino con manipolazioni atte a diminuire la tensione (spasmo) di quel tratto del colon e permettendo quindi anche un migliore transito delle feci. Dopodichè consiglierò comunque al paziente di sottoporsi a visite specialistiche per determinare l’origine del suo disturbo che potrebbe per esempio essere dovuto ad una disbiosi (alterazione della flora batterica) e quindi potrebbe essere legato all’alimentazione e di conseguenza lo specialista di riferimento potrebbe essere il gastroenterologo e successivamente un nutrizionista. Lo stesso può avvenire per altri organi. Per esempio molte donne soffrono di un mal di schiena in zona bassa “lombosacrale”, sopra i glutei per intenderci, e anche in questo caso la paziente adurrà le sue motivazioni affermando che il dolore è iniziato dopo aver fatto un movimento errato. Effettivamente è così. Ma la sua zona sacrale era già in sofferenza, le strutture in quella zona erano estremamente tese e quindi non hanno permesso al bacino e alla schiena un movimento libero e fluido edi conseguenza hanno provocato un dolore da contrattura muscolare o un vero e proprio “blocco lombare”. Quindi il dolore e il blocco sono stati provocati da questa tensione che la paziente aveva da prima che si verificasse il problema. Ma perché la zona lombo-sacrale era in sofferenza? Questo si deve chiedere un osteopata. Nella donna questo tipo di sofferenza a volte è legato al ciclo. Ed infatti una cosa da verificare è se la paziente in questione abbia cominciato ad avvertire dolore durante o in prossimità del periodo del ciclo. Questo perché il bacino (e quindi il sacro che ne costituisce la parete posteriore) e tutte le sue strutture sono il contenitore di tutti i visceri del piccolo bacino (l’utero e le ovaie, la vescica e la parte finale del colon), che ne sono, quindi, il contenuto. Nel caso preso in esame, del dolore durante o in prossimità del ciclo, dobbiamo fare particolare attenzione all’utero. L’utero riveste un incidenza abbastanza alta in questo tipo di lombalgia.

Molte volte questo succede perchè per esempio, durante il ciclo si sviluppano molte tensioni dovuta a spasmi o congestione dell’organo. Quindi l’osteopata dovrà escludere patologie acute o croniche che possono essere presenti a livello dell’organo (previa visita medica) e successivamente, ricercare le tensioni che si sono sviluppate a livello dell’utero o delle sue strutture annesse, e attraverso alcune manipolazioni specifiche, cercare di diminuire lo stato di tensione e diminuire l’eventuale stato di congestione creato nella zona in questione. Dopo di che l’osteopata se dovesse rilevare qualche aspetto patologico, indirizza la persona verso lo specialista, in questo caso in primis, il ginecologo per una visita medica. Quindi è molto importante per le persone che soffrono di lombalgia sapere che molti dei loro dolori alla schiena sono dovuti a problemi legati a sofferenze di alcuni organi e che, se affrontano il “mal di schiena” solo con farmaci (che devono essere usati nel periodo acuto, ma non avendo un’azione curativa e avendo effetti collaterali non vanno usati per lungo tempo) senza ricercare la causa dei loro dolori, renderanno croniche problematiche che potrebbero essere risolte con l’aiuto dell’osteopata.

Dott. Francesco Fedele
Osteopata

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