16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 15:54:00

Cronaca News

Quarantena ai vaccinati Sileri: «Verrà ridotta»

foto di Pier Paolo Sileri
Pier Paolo Sileri

La quarantena per i vaccinati contro il Covid non viene eliminata da subito “perché vi è sempre il rischio di varianti. La vaccinazione sta andando molto bene in Italia, ma non è così in tutti i Paesi del mondo. Dovremo raggiungere un livello di vaccinazioni più alto, per metterci a riparo da possibili varianti. A quel punto anche le quarantene per i vaccinati dovranno prima essere ridotte, immagino da subito. E’ di buon senso farlo già a breve tempo, da oggi, e poi eliminate”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pier Paolo Sileri, intervistato a ‘Mattina 24’ su Radio 24.

Sileri ha spiegato che “nel tempo, anche la mascherina e la distanza dovranno essere abbandonati. E’ prematuro farlo oggi ma è auspicabile farlo in tempi brevi, compatibilmente con la circolazione del virus”. “Credo che arriveremo a togliere la quarantena ai vaccinati passando per un ulteriore riduzione dei contagi. Le cose stanno andando molto bene, è un momento di transizione. Stiamo attenti ad eventuale altre varianti, osserviamo ciò che accadra in merito ai contagi dopo aver riaperto tutto, compreso le scuole. E poi credo sia auspicabile e anche molto di buon senso liberare coloro che sono vaccinati dalle quarantene”.

Sulle quarantene a scuola “aspettiamo cosa dirà il Comitato tecnico scientifico, ma anche qui il buonsenso legato alla vaccinazione, e all’opera di screening nelle classi sotto i 12 anni anche con i test salivari, dovrà limitare le quarantene per le classi”, afferma il sottosegretario. Sileri precisa che “dipenderà dal tipo di classe e da quella che è la possibilità di contatto: nelle classi più piccole è più facile che si verifichi un contatto e quindi è più difficile poter gestire delle quarantene ristrette. Mentre nelle classi in cui ci sono soggetti un po’ più grandi è chiaro che è tutto più semplice perché i contatti sono più limitati”. Tra il 2020 e il 2021 “sono oltre 600 mila gli interventi chirurgici saltati per l’emergenza Covid”, ha poi aggiunto Sileri aggiornando i dati dell’allarme lanciato della Società italiana di chirurgia che per il 2020 ha denunciato 400 mila interventi chirurgici e 1 milione e 300 mila ricoveri in meno rispetto al 2019.

Sileri ha annunciato, a breve, un tavolo “che farà una revisione e un computo delle prestazioni salate per poter fare una programmazione. E saranno immesse nuove risorse”. I numeri degli interventi saltati per Covid, dunque, “sono anche maggiori rispetto alla stima sella Società di chirurgia, perché questo è il conteggio del 2020, ma c’è anche un rallentamento per il 2021. Si sta completando la revisione per capire il numero esatto ma si tratta di un cifra superiore ai 600 mila. Sono saltati, infatti, non solo gli interventi per patologia benigna, ma anche una parte che riguarda patologie più gravi, i cosiddetti interventi di classe A che devono essere svolti in un tempo determinato tra cui, purtroppo, anche patologie oncologiche o trapianti”. Il ministero della Salute, ha ricordato Sileri, “lo scorso anno ha fatto un piano e immesso risorse per 700 milioni di euro per far fronte a questo accumulo di prestazioni mancate”. Il sottosegretario ha anche ricordato che non si tratta di un problema solo italiano, nel mondo uno studio internazionale conta “oltre 25 milioni di interventi chirurgici saltati solo nei primi tre mesi di pandemia”.

Sono 5.776.021 le dosi di vaccino anticovid somministrate sinora in Puglia (dato aggiornato alle ore 06.00 di ieri dal Report del Governo nazionale. Le dosi sono il 89% di quelle consegnate dal Commissario nazionale per l’emergenza, 6.487.514). Questo il quadro delle Asl pugliesi. Sono oltre 22mila le dosi somministrate nell’ultima settimana. La campagna vaccinale continua dunque a buon ritmo nei centri della Asl Bari, anche nei punti vaccinali ospedalieri nei quali è in corso, con le prime 300 iniezioni eseguite, la fase riservata alla somministrazione della terza dose addizionale ai pazienti immunocompromessi. L’Ospedale “Di Venere”, in particolare, ha programmato ogni giorno – dal lunedì al venerdì – la somministrazione del vaccino a 30 dializzati, compresi quelli afferenti ai centri dialisi privati convenzionati, sino a coprire entro il 10 ottobre l’intera platea di circa 500 aventi diritto.

L’Ospedale di Altamura ha terminato la vaccinazione con terza dose per 154 pazienti, tra dializzati e oncologici in trattamento con farmaci immunosoppressivi, e altri 140 dializzati sono stati sottoposti a vaccinazione nell’Ospedale di Molfetta. L’Unità operativa di Oncologia dell’Ospedale San Paolo di Bari ha già stilato l’elenco dei pazienti candidabili alla terza dose, tra quelli che hanno terminato la terapia entro i sei mesi o sono in corso di terapia, per i quali a stretto giro partiranno le convocazioni per poter eseguire la somministrazione nell’hub vaccinale di Catino. Grazie al milione e 884mila dosi di vaccino iniettate sino ad oggi, la campagna anti-Covid si avvia a superare il traguardo del 90% della popolazione, con età pari o superiore a 12 anni, vaccinata almeno con la prima dose, mentre quasi otto cittadini baresi su dieci (79%) hanno già completato l’intero ciclo di immunizzazione. Quasi mille vaccinazioni in una settimana negli ambulatori vaccinali del Policlinico di Bari dove sono state somministrate complessivamente 990 terze dosi ai pazienti fragili: nella prima settimana, a partire dal 20 settembre, a essere sottoposti a vaccinazione contro il Covid19 con la dose aggiuntiva sono stati i pazienti dializzati, i minori in cura per tumori ematologici, i soggetti immunocompromessi e trapiantati. Sono in tutto 8.600 i soggetti in cura nelle unità operative ospedaliere che hanno priorità nella vaccinazione, secondo le indicazioni fornite dal piano ministeriale e dalla circolare regionale.

La somministrazione della terza dose prosegue, secondo il calendario redatto dalla control room del Policlinico di Bari, con i pazienti trapiantati e con deficit immunitari. Proseguono le somministrazioni nella Asl di Brindisi: la copertura vaccinale della popolazione ha raggiunto l’84,5% con la prima dose e il 74,5% con la seconda. Sono 67.545 le dosi erogate finora dai medici di medicina generale, di cui 15.471 (22,9%) in ambito domiciliare. Il 18,5% (12.469) delle dosi è stato somministrato a soggetti over 80, il 26,1% (17.656) a soggetti della fascia di età 70-79 anni, il 27,4% (18.504) a soggetti con età tra 60 e 69 anni e il 28% (18.916) a soggetti sotto i 60 anni. I soggetti fragili rappresentano la categoria a rischio vaccinata prevalentemente dai medici di famiglia (47.827; 70,8%), seguita dai soggetti con età superiore a 60 anni (13.375; 19,8%), dai caregiver (1.311; 1,9%) e da altre categorie (5.032; 7,5%). I dati della Asl Bt saranno aggiornati prossimamente mentre sono 838.142 le somministrazioni effettuate in provincia di Foggia dall’avvio della campagna vaccinale.

Ad oggi ha ricevuto almeno una dose di vaccino l’84,4% delle persone di età superiore a 12 anni. Ha concluso il ciclo vaccinale il 70,6% degli over 12. Hanno già ricevuto la dose addizionale 529 persone immunocompromesse. Nel dettaglio, a ieri mattina, in provincia di Foggia, hanno già ricevuto la seconda dose: 36.665 ultraottantenni (pari all’88,6%) su 39.061 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 94,3%); 48.319 persone di età compresa tra 79 e 70 anni (pari all’83,3%) su 54.662 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 93,5%); 57.964 persone di età compresa tra 69 e 60 anni (pari al 77,3%) su 68.425 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 90,7%); 68.285 persone di età compresa tra 59 e 50 anni (pari al 72,6%) su 79.326 che hanno ricevuto la prima dose (pari all’83,9%); 55.622 persone di età compresa tra 49 e 40 anni (pari al 62,3%) su 68.075 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 75,5%); 43.550 persone di età compresa tra 39 e 30 anni (pari al 56,3%) su 54.410 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 69,2%); 44.681 persone di età compresa tra 29 e 20 anni (pari al 57,3%) su 56.387 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 70,8%); 26.806 giovani di età compresa tra 19 e 12 anni (pari al 50,4%) su 35.884 che hanno ricevuto la prima dose (pari al 66,5%). I medici di medicina generale hanno somministrato in tutto 157.502 dosi di vaccino di cui 19.253 a domicilio.

Da lunedì 20 a venerdì 24 settembre, presso gli ambulatori della UOC Igiene universitaria del Policlinico Riuniti di Foggia, sono state vaccinate 2.474 persone: 44 con condizioni di vulnerabilità, 159 adulti di 60 anni di età e più, 1.903 soggetti con meno di 60 anni. Sono 368 i pazienti trapiantati e immunocompromessi in cura presso i centri di riferimento del Policlinico che hanno ricevuto la dose addizionale come parte del ciclo primario di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19. In provincia di Lecce l’83.26% della popolazione dai 12 anni in su ha ricevuto una dose di vaccino e il 76.74% ha completato la vaccinazione. Analizzando quest’ultimo dato per fasce di età, ha completato la vaccinazione: il 61.67% della fascia 12-19, il 62.63% della fascia 20-29, il 62.1% della fascia 30-39, il 71.46% della fascia 40-49, l’80.42% della fascia 50-59, l’87.43% della fascia 60-69, il 92.76% della fascia 70-79, il 93.90% degli over 80. Buona la risposta all’Open Day svoltosi ieri all’interno del Centro commerciale Mongolfiera di Surbo: circa 300 cittadini hanno ricevuto il vaccino antiCovid nel nostro ambulatorio medico mobile. In Asl Taranto prosegue la campagna vaccinale sia negli hub sia nelle strutture sanitarie che stanno procedendo con la terza dose ai pazienti fragili. Per quanto riguarda le somministrazioni effettuate negli hub vaccinali del territorio ionico, il dato aggiornato a ieri mattina riporta 1.070 dosi di vaccino, così distribuite: 507 dosi all’Arsenale di Taranto, 185 a Martina Franca, 378 a Grottaglie.

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