16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 16:30:00

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“Fatti così-2”, il nuovo libro di Arturo Guastella

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“Fatti così-2”, il nuovo libro di Arturo Guastella

Sarà presentato venerdì, 1 ottobre, alle 18, alla Biblioteca “Acclavio” (zona Bestat), il nuovo libro di Arturo Guastella (nella foto in alto a sinistra) dal titolo “Fatti così-2”. All’incontro con l’autore interverranno Annalisa Adamo (assessore agli Affari generali al Comune di Taranto), Antonella Montanaro (Procuratore Capo Tribunale dei Minori – Taranto), Roberta D’Andria (chirurgo plastico Ospedale SS. Annunziata) e l’editore e scrittore, Piero Massafra.

Caro Arturo, come dirtelo! Sei di pessimo esempio! La tua scrittura, il gusto di indagare tra vite parallele davvero tali, o suggerite agli stessi ignari protagonisti, l’irrefrenabile esigenza di tornare ad illustrare ciò che caratterizzò la passata umanità (esautorata e pian piano ridotta al silenzio delle società “liquide”), obbligata ormai alla contemplazione del banale, ben più offensivo del nulla, eccetera eccetera eccetera, e tutti gli eccetera possibili; ebbene, tutti gli “eccetera” citati ti rendono unico, indigesto, amabile, prezioso per le cose che ci racconti e per il modo unico con cui rispetti nella forma il tuo unico dominus, il lettore! ormai inondato purtroppo di fesserie, di coserie, di lumiarie a pagamento e fuochi molto fatui. Io e molti riconosceremmo, tra infiniti scritti resi anonimi dal tempo, il tuo inconfondibile stile che si giova delle tinte naturali, delle sfumature e della corposità d’ogni colore.

Leggerti è un impegnativo esercizio e un nutrimento che non rende mai … obesi, anzi, per miracolo, opera più di ogni “cura dimagrante”, che i grassi e le scorie, davanti le tue cose, si sciolgono da sé e il lettore mentre “tu sai di sapere” e molto (ma socraticamente e umilmente), si accorge che dovrebbe incominciare a voler conoscere di più della vita e delle sue umane forme, che spesso si fanno “personaggi”, che la natura non ha stabilito fossero operosi solo oltre la “Linea Gotica” o al di là di ogni linea che escludesse Taranto, resa “nobilissima urbs” (come un tempo si diceva) proprio anche da quanti descritti in questo “libro – breviario” di varia e varie qualità. E nel volume, però, non solo compaiono i viventi nella piccola-grande Taranto, patria parvi amoris, ma anche molti che cominciarono a renderla nobile sin dal passato e che hai voluto celebrare, riammettendoli nel tempo (sempre contemporaneo) della fama, sentendoti a diritto loro concittadino, e in ogni età. Ed eccoli, ritornati, in abito buono, restaurati, ma non scioccamente “aggiornati”, alcuni pilastri della nostra storia (ma non solo nostra) e del sapere: Aristofilide, Morone, Democrate, Etra e Falanto, Filolao, Skanderberg, Capecelatro, Ikkos, Leonida, Lisippo, Pacuvio, Rintone, D’Aquino e tutti i… “santi”, compresi quelli “certificati” e dai caratterini avvincenti, come “Cataldo e Nicola” sempre impegnati nel derby Taranto-Bari. Dunque, “udite udite”!

Nell’odierno tripudio babbione del “copia incolla” che produce salme di storici rubamazzetto, ricercatori da cantina, filosofi della insipienza, seminatori di già seminato e mai fiorito, il signor Guastella Arturo se la fa con nomi e cognomi che, ad avere un po’ di convinto e necessario pudore, non possono essere pronunciati, se non “in ginocchio”, per pregare non so chi e cosa a difesa di quell’umana civiltà, che ci ha fatti e rifatti con una certa qualità, oggi silente, zittita, e a rischio di lapidazione. Ma finché ci saranno gli Arturo Guastella c’è speranza che il poeta possa dire che “il valor non è ancor morto”. E vorrei chiudere con una… scioccheria. Un mio “maestro” professore di Liceo, don Peppino Ettorre (“don”, come si deve a un sacerdote), ci parlò una vota di un personaggio del quale nessuno trattava, e figuriamoci oggi: tal Varrone. Avversario di Cesare, che, magnanimo (avendo stravinto), lo nominò responsabile dei… libri di Roma (curatore di biblioteche ed affini). E pare che colui che a tutto il mondo fe’ paura (Cesare, cioè, per dirla con Dante) lo avesse scelto non tanto perché stupito da quanto scritto, ma per quanto dovette aver letto per scrivere tanto. Così Arturo, ma nel suo caso lo stupore è non solo per il quanto abbia letto e scritto, ma direi davvero soprattutto per la “qualità” dell’uno e dell’altro suo impegno. La cosa si presenta come evidente da bel manifesto allegato alla Biblioteca Acclavio, il primo di ottobre, con interventi tutti al… femminile.

Piero Massafra

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