24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 10:28:00

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Ritorna il latte della Centrale

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Ritorna il latte della Centrale

Potrebbe essere definita un’operazione nostalgia con lo sguardo rivolto però al futuro. Storia e innovazione insieme. Così si cerca di recuperare il famoso marchio del Latte della Centrale, che già da lunedì 4 ottobre tornerà sulla tavola dei tarantini. Questo grazie all’iniziativa imprenditoriale di Vincenzo Fanelli, 36enne con robusto curriculum di studi e vice presidente della Sezione Giovani di Confindustria. Fanelli, la cui principale attività di famiglia è quella delle lavanderie industriali, ha rilevato dal fallimento lo storico complesso produttivo della Centrale e ha progettato un percorso per la commercializzazione di latte di alta qualità. L’impresa è stata presentata giovedì 30 settembre alla biblioteca Acclavio, dove Fanelli, insieme al general manager Giuseppe Fischetti, è stato accompagnato da un nutrito parterre istituzionale: il sindaco Rinaldo Melucci, l’assessore comunale al marketing, Fabrizio Manzulli, l’assessore regionale all’agricoltura, Donato Pentassuglia. A sostenerlo anche il reggente di Confindustria, Pietro Chirulli.

«Il mio sogno – ha detto Fanelli – è creare un’azienda simbolo della rinascita di un territorio, di una imprenditorialità sostenibile, sana. Il mio sogno è quello di riattivare la Centrale del Latte di Taranto, oggi l’unica rimasta in Puglia». Va infatti chiarito che lo stabilimento di via Galeso al momento resta fermo. Per la sua ristrutturazione saranno investiti 10 milioni in cinque anni tra capitali privati e risorse regionali e fondi europei. Alla nuova azienda verrà fornito il prodotto finito: latte, in bottiglie di vetro per garantirne la conservazione, proveniente da selezionati allevamenti di Puglia e Basilicata. «Se, senza conoscere il mercato, avessimo dovuto riaccendere subito gli impianti di via Galeso, alcuni dei quali non sono affatto vetusti, avremmo rischiato il fallimento come purtroppo già capitato ad altri prima di noi». Quindi si procederà per gradi: prima la commercializ zazione del prodotto, poi, eventualmente, la riapertura vera e propria dello stabilimento. Intanto parte degli investimenti – la Centrale ha la configurazione di società benefit – sarà destinata ad attività sociali. Al momento la squadra della Centrale è composta da una quindicina di persone.

L’obiettivo è quello di conquistare almeno il mercato regionale e non a caso il nuovo marchio è “Centrale del latte di Puglia”. Il logo è un giglio – un richiamo alla mitologia greca – dai colori che miscelano l’antico rossoblù. Al momento due saranno i prodotti lanciati sul mercato: il latte fresco “Alta qualità” e il latte fresco “Leggero” con il 40% di grassi in meno. Filiera cortissima: il latte sarà nei frigo dei punti vendita entro 24 ore dalla mungitura. Al momento sono già una ottantina i punti vendita che hanno aderito alla commercializzazione del latte della Centrale. Con una novità assoluta: la possibilità, tramite apposita applicazione, di poter prenotare le bottiglie e ritirarle presso il punto vendita più vicino. L’attenzione alla qualità è la filosofia di fondo di questa nuova impresa: per garantire la scelta del latte proveniente dai migliori allevamenti sono stati infatti coinvolti il Dipartimento Interdisciplinare di Medicina e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. Quella di Fanelli si propone come modello di un nuovo modo di fare impresa. Il sindaco Melucci e l’assessore Manzulli ne hanno parlato come esempio di «giovane imprenditoria capace di agganciarsi alla transizione per superare la monocultura dell’acciaio». L’assessore Pentassuglia ha invece dato notizia dell’approvazione di un protocollo che dà solidità a tutta la filiera: «Ci è costato sei mesi di lavoro e indica un indirizzo preciso: remare tutti nella stessa direzione». Infine, niente affatto ultimo per importanza, il prezzo: una bottiglia da 750 ml costerà 2,25 euro. Ora la parola passa ai consumatori.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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