26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 16:57:00

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A Palazzo di Città a Taranto tavola rotonda su Paisiello e Napoleone

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A Palazzo di Città a Taranto tavola rotonda su Paisiello e Napoleone

«Paisiello e Napoleone, Napoli e Parigi» è stato questo il tema della tavola rotonda svoltasi mercoledì sera presso il Salone degli Specchi di Palazzo di Città, nell’ambito della XIX edizione del Giovanni Paisiello Festival, dedicata quest’anno proprio ai rapporti tra il musicista tarantino ed il generale francese. In apertura il direttore artistico Lorenzo Mattei ha sottolineato come il tema della tavola rotonda fosse incentrato non solo sui rapporti di committenza che legarono Paisiello alla Parigi napoleonica, ma anche su tutti gli aspetti relativi alla produzione e alla fruizione della musica vocale e strumentale degli italiani in Francia nel primo Ottocento. All’incontro hanno preso parte Giulia Giovani ricercatrice dell’Università di Siena, Galliano Ciliberti del Conservatorio di Monopoli, docente di Storia della musica per la didattica, Teresa Bosco dell’Alliance Française ed Ennio Pascarella, autore della monografia «Il sogno di Napoleone» per l’editrice Scorpione.

Nella sua relazione Giulia Giovani ha spiegato come le biblioteche musicali del Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli e del Conservatoire di Parigi videro l’una nel 1794 l’altra l’anno dopo con il fine comune di servire la didattica e divenire luoghi cardine per la costruzione di una memoria collettiva. I risultati dello studio condotto sono stati poi raccolti in un volume in cui si sono messe a confronto le differenti modalità di accrescimento delle due collezioni, in cui è evidente l’interesse generale dei francesi per il patrimonio musicale napoletano anche in considerazione della quantità di musica che migrò dalla cittá campana verso la Parigi napoleonica. L’archivio napoleano del Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli invece era tutto espressione della scuola napoletana, con una politica di acquisizioni strettamente legata ad essa limitando al minimo la presenza di compositori d’oltreconfine. Galliano Ciliberti, ha poi incentrato la sua relazione su altri documenti d’archivio parigini inediti dai quali si evince l’entusiastica accoglienza che Paisiello ebbe nel 1802 quando arrivò a Parigi.

In occasione della rappresentazione degli “Zingari in fiera” fu infatti incoronato con una corona di alloro, fatto direttore della Chappelle Consulaire e ricompensato con un appannaggio di 10.000 franchi annui e una carrozza consolare a disposizione. Teresa Bosco, presidentessa dell’Alliance Française di Taranto, ha presentato la traduzione inedita di una lunga nota manoscritta apposta su una copia a stampa del «Barbiere di Siviglia» facente parte della collezione Ruta. Tale nota costituisce una vera e propria recensione in positivo su Paisiello, fatta da un giurista del tempo. Era infatti socialmente diffusa l’abitudine di argomentare di musica in ogni fascia della popolazione, avendo essa un peso rilevante anche per la politica. Al termine Ennio Pascarella ha ricostruito l’assetto della città di Taranto attraverso documenti tratti dal catasto murattiano durante il decennio di occupazione francese.

Daniele Lo Cascio

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