22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

Taranto in lutto, addio all’ex sindaco Michele Armentani

Michele Armentani
Michele Armentani

È venuto a mancare Michele Armentani, già sindaco di Taranto a cavallo tra il 1990 e il 1991. Aveva 83 anni. I funerali si svolgeranno stamattina, sabato 2 ottobre, alle ore 11 nella chiesa dei Ss. Medici, in via Lago di Scanno, al quiartiere Salinella. Alla famiglia le più sincere condoglianze di tutti noi di TarantoBuonasera. Qui di seguito il ricordo di alcuni dei suoi compagni di militanza nel Psi

di Mario Guadagnolo

E così Michele Armentani se n’è andato. Era una persona per bene, soprattutto buona e sempre pronto ad aiutare gli altri. Quella che normalmente si dice una brava persona. Era un socialista per cultura e formazione cresciuto alla scuola della prima repubblica dei Craxi, dei Mancini, dei De Martino. Aveva sposato la figlia di Giuseppe Giancane, vecchio senatore socialista alla cui scuola si era formato e dal quale è stato accompagnato nella la sua carriera che lo ha visto giovane dirigente socialista negli anni ’70, diventare Segretario provinciale del PSI e poi membro del Comitato centrale del partito al tempo della Segreteria Craxi. Armentani è stato prima consigliere comunale nel gruppo del PSI poi Assessore alle Finanze nella mia giunta e infine Sindaco di Taranto succeduto a me da cui ha preso le consegne il 9 agosto del 1990. Infatti Michele Armentani è stato sindaco dal 9 agosto 1990 al 13 gennaio 1991. Armentani era una persona competente, affabile, disponibile. Questo lo faceva amare e stimare dai suoi interlocutori. Era un totus politicus perché per lui la politica era la vita. Laureato in Economia e Commercio lavorava nelle poste come dirigente ma in fondo era ammalato di politica come chi come i socialisti di quegli anni la politica la faceva con passione e impegno ideologico.

E lui la faceva per passione ed impegno ideologico. Amava profondamente questa città e si è speso sempre per essa ma la città non lo ha ricambiato con lo stesso amore. La sua esperienza di Sindaco è stata breve (appena sei mesi), ma contrastata e irta di ostacoli che gli furono frapposti da coloro che vedevano male l’eccesso di consensi che il PSI era riuscito ad avere tanto da “pretendere” dopo il sindacato di Guadagnolo un secondo mandato per un altro socialista. Occorreva tagliare le unghie ai socialisti e Michele Armentani è stato l’agnello sacrificale di quel clima di faide, di lotte intestine, di scontri tra e nei partiti che preludevano all’avvento del populismo di destra al governo della città. E lui fu defenestrato dalla carica di Sindaco della città per una questione di cavilli burocratici che per una città industrializzata come Taranto che aveva l’ambizione di affacciarsi all’Europa avrebbero dovuto essere delle tupidaggini superabilissimi. Non fu così. Si ingigantì la cosa ed Armentani dovette fare le valigie. Il dopo con il suo portato di un decennio di ingovernabilità della città è ormai storia e non certo positiva della città. Con Armentani militavamo nello stesso partito ma non nella stessa corrente interna. Lui era un craxiano doc io militavo nella sinistra di Riccardo Lombardi. Siamo stati perciò politicamente su sponde opposte ma questo non ci ha mai impedito di stimarci reciprocamente, di rispettarci e addirittura di volerci bene.

Negli ultimi mesi, quando già il male che lo ha portavo via galoppava, ci incontravamo spesso e lui mi confidava le sue angosce, le sue paure, i suoi timori, il grande bene che nutriva per la moglie e per i due figli. Complice forse l’età che cancella tutto e fa dimenticare rancori e rivalità avevamo imparato a volerci bene e andavamo a prendere spesso insieme il caffè al bar. Era certo un po’ abbattuto a causa della malattia ma non aveva perso la passione per la politica e non era per nulla diminuito il suo amore per questa città. Con la perdita di Michele Armentani un altro segno nero cancella un uomo che è stato al vertice delle istituzioni della città che lui ha servito con onore, onestà e dedizione. Personalmente con Armentani ho perso non solo un compagno di tante battaglie socialiste ma soprattutto un caro amico. Ciao Michele.

SI OPPOSE ALLE INFILTRAZIONI DELLA MALAVITA
Purtroppo tocca a me scrivere de la scomparsa del mio compagno di partito Michele Armentani (psi). Vivemmo insieme tutte le belle stagioni del partito socialista dall’esperienza Nenniana a quella con De Martino, poi giunse Craxi che imbrogliò le carte anche per noi, lui fu craxiano ed io andai con la sinistra socialista (che poi diventò più craxiana dello stesso Craxi): Michele era l’amministratore socialista per eccellenza del comune di Taranto, da Assessore alle Finanze sino alla carica di Sindaco. Poi il partito cominciò ad inquinarsi con personaggi senza storia e senza politica una situazione che Michele soffrì tremendamente perchè dovette cedere a condizionamenti interni al partito. Michele Armentani si era laureato in Economia e Commercio e subito si preoccupò di trovare lavoro. Io all’epoca lavoravo a Roma al Ministero del Turismo e venni a conoscenza della disponibilità ad Amsterdam di un posto di lavoro presso l’ENIT (ente turistico italiano) glielo proposi fu felice e accettò, ma questioni familiari gli impedirono di partire. Così rinunciò a diventare “figlio dei fiori” e fu condannato a fare l’amministratore.

Negli anni ‘80 ci furono momenti veramente tristi per il Partito, vedemmo affacciarsi soggetti malavitosi in federazione, Michele si allontanò da questi metodi pur voluti da personaggi della sua corrente politica, ci incontrammo e ci si resev conto che bisognava ricostruire il partito, ma era troppo tardi non si era più nella fase delle scelte politiche ma solo delle clientele elettorali e lui qualche responsabilità ce l’aveva. Le ultime volte ci siamo incontrati di domenica mattina all’edicola su viale Magna Grecia, mi confidò tante cose e di tanti tradimenti di coloro che riteneva compagni, ma che erano stati avvoltoi alle sue spalle Ci sarebbe da scrivere un libro. Io so Michele che negli ultimi anni hai sofferto vivendo nei ricordi delle tue battaglie socialiste, ora la tua mente riposa, la tua storia è stata scritta. Carlo Marchese

FU ESPRESSIONE DEL RIFORMISMO SOCIALISTA
Sono addolorato per la scomparsa, avvenuta questa mattina, di Michele Armentani, già sindaco di Taranto nei primi anni ’90. Armentani è stato un rappresentante di spicco del Psi a Taranto, espressione di quel riformismo che cercava il dialogo ed il confronto con le altre forze politiche. Alla famiglia di Michele Armentani, a tutti i suoi cari, esprimo il mio cordoglio e porgo sentite condoglianze.

Vincenzo Di Gregorio Consigliere regionale Pd

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