19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:02:28

Cronaca News

Madonna della Pace a Paolo VI, i tempi in cui si festeggiava alla Marina

foto di Madonna della Pace a Paolo VI
Madonna della Pace a Paolo VI

Torna a Taranto una delle feste mariane un tempo fra le più sentite, quella in onore della Madonna della Pace, che si svolge l’ultima domenica di settembre o la prima di ottobre. Quest’anno infatti la ricorrenza si celebrerà domenica 3, al quartiere Paolo VI, nella parrocchia della Madonna del Galeso, guidata da don Salvatore Magazzino. Anche questa volta non ci sarà la processione per l’emergenza sanitaria, ma ci saranno alcuni segni di festeggiamenti esterni, a partire dal musical “Un prete così: la storia di padre Pino Puglisi” che stasera, sabato 2, alle ore 19.30, la compagnia “I Giullari di Dio” di Grottaglie presenterà nel cortile della parrocchia.

Nella mattina di domenica 3 ci sarà il giro per le vie della banda “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci che alle ore 10.30 porgerà l’omaggio musicale al simulacro della Vergine, esposto in chiesa assieme a quello di San Michele Arcangelo. Le due immagini avranno la scorta d’onore dei confratelli di Santa Maria della Pace (commissario arcivescovile del sodalizio, il cav. Antonio Gigante). Nel corso della giornata sante messe saranno celebrate alle ore 8-10-11.30-18. La Madonna della Pace un tempo era venerata nella omonima chiesa che si affacciava sulla Marina con grandiosi festeggiamenti che si svolgevano nell’ultima domenica di agosto. Cataldo Portacci ne “Memorie di un tarantino verace” ricorda la sua partecipazione, all’età di sette anni, nell’ultima processione prima degli abbattimenti. Racconta nel libro che vi prese parte tra le forcelle, indossando un vestititino bianco; invece il papà, Angelo, maestro d’ascia, fu scelto dalla confraternita come uno dei quattro portatori per motivi di prestigio personale. All’uscita del simulacro, Portacci ricorda che “Cilorme Cappelline”, conduttore di una barca che trasportava pietrisco e materiale edile, gridò al maestro della banda di attaccare subito la “Marcia Reale”.

“Nel prosieguo della processione – prosegue – ero tanto frastornato dallo scoppiettio delle numerose batterie di mortaretti fatte brillare sulle rive di Mari Piccolo che scoppiai a piangere. La mia nonna materna che mi seguiva, preoccupata per il mio stato d’animo, mi condusse presto a casa”. A Portacci rimase impresso, in quella circostanza, l’intenso aroma di cucina casalinga proveniente dalle numerose cantine di via Garibaldi i cui titolari avevano tutti un soprannome, fra cui: “Cicce ‘u barone”, “Mentine”, ‘U savaione”, “Sumarare”… La chiesa della Madonna della Pace fu poi demolita nel 1934 dal “piccone” fascista con tutte le case del pittaggio Turripenne e l’immagine fu costretta a un lungo e continuo peregrinare. Dapprima fu portata nella vicina chiesa dello Spirito Santo (anche questa abbattuta), poi in San Giuseppe e quindi nella cappella della Regina Pacis, a Porta Napoli. Il 28 agosto del 1943 una pioggia di fuoco dagli aerei degli alleati si abbattè sul quartiere provocando decine di morti. Crollarono diversi edifici e anche la chiesetta fu distrutta. La statua, miracolosamente indenne, fu ospitata dai salesiani e nel ‘45 portata al Carmine per lo svolgimento della festa. La processione giunse alla discesa Vasto dove l’arcivescovo mons. Bernardi pose la prima pietra per la nuova chiesa della Madonna della Pace. In attesa della realizzazione, la statua fu posta in una nicchia della cattedrale. Per poco più di un anno le celebrazioni e le varie attività parrocchiali ebbero luogo in locali provvisori.

Poi il parroco incaricato, un salesiano, non volle più saperne e abbandonò tutto. La chiesa non fu più realizzata e quell’area fu ceduta al Comune, in cambio degli spazi destinati ad oratorio affianco alla chiesa di San Giuseppe. Proprio a quest’ultima chiesa, raccontava il cav. Enzo De Vincentis (commissario arcivescovile di numerose confraternite della Città vecchia) toccò daccapo ospitare la statua, che lì fu portata alla chiesetta di San Gaetano (ora adibita a spazio per attività culturali). Infine, nel febbraio ‘56 l’immagine trovò posto in Sant’Agostino, rimanendovi fino al 1995 quando fu trasferita nella chiesa di Santa Maria del Galeso al Paolo VI, da dove ogni anno usciva in processione fino a prima della pandemia. Sono molti i fedeli, da ogni parte della città, che rendono omaggio alla Madonna della Pace, implorando pace in tutte le famiglie, nella nostra città, in Italia e in tutto il mondo.

Angelo Diofano

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