22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

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Sfida difficile per il Taranto

Primo derby pugliese per il Taranto. I rossoblu di mister Laterza affronteranno domenica 3 ottobre in trasferta la Virtus Francavilla guidata da Roberto Taurino, compagine reduce dal blitz potentino ed in ascesa di classifica, nella quale è arroccata al terzo posto, ad una sola lunghezza di distanza dagli ionici collocati a quota 11. La sfida in programma al “Nuovarredo Arena”, impianto ristrutturato e di proprietà della famiglia Magrì, inizierà alle ore 17.30 e sarà trasmessa in diretta sulla consueta piattaforma streaming esclusivista di Eleven Sports.

La due compagini rinnovano il duello consumatosi in occasione del turno secco di Coppa Italia di Serie C ad agosto: molto è cambiato nelle fila del Taranto estromesso dalla competizione, previa sessione di mercato estiva da perfezionare. Ad arbitrare la gara di matrice pugliese, che torna a disputarsi in campionato dopo quattro stagioni, è stato designato Alberto Ruben Arena della sezione di Torre del Greco; a coadiuvarlo, saranno gli assistenti Riccardo Vitali (Brescia) e Simone Biffi (Treviglio), mentre come quarto ufficiale opererà Samuele Andreano (Prato). Meditazioni tattiche, monitoraggio fisico, atletico, riflessioni sull’energie già dispensate nelle due gare incastonate nel breve arco cronologico di tre giorni, ma anche limitazioni imposte dall’infermeria: Giuseppe Laterza dipanerà ogni enigma sino all’immediata vigilia del match, soprattutto perché i rebus sembrano essere distribuiti in tutti i reparti.

Primo focus sulla difesa che, in occasione dell’impegno infrasettimanale contro il Monterosi, ha registrato l’abdicazione di Riccardi dopo venti minuti: il rinnovato connubio al centro fra Zullo e Benassai ha funzionato egregiamente, sia nell’ottica generica della fase di non possesso a rintuzzare la pressione alta azzardata dagli avversari viterbesi, sia sotto il profilo individuale. Il tecnico rossoblu auspica di avere a disposizione Riccardi, che ha rimediato una botta sul fianco, avvertendo un dolore osseo che gli ha impedito di calciare e scattare: l’eclettismo dell’ex Triestina si è dimostrato prezioso sia nell’adattamento a terzino destro, che nel dirottamento verso il cuore della retroguardia, suo habitat naturale. In finale di gara, anche Tomassini aveva chiesto un cambio, poi evitato. Concentrazione massima al cospetto della Virtus Francavilla, che adotta un impianto votato ad un 3-5-2 non contenitivo, consegnato alle bocche di fuoco volitive come Perez, Maiorino, Puntoriere, Ventola: quest’ultimo, parente d’arte ed autore del gol che ha permesso di espugnare il Viviani di Potenza, conta di recuperare dal colpo alla spalla rimediato mercoledì.

Non parteciperà alla contesa, invece, il centrocampista Franco, vittima di un guaio muscolare. Per il Taranto, invece, affiorano rebus di matrice strutturale ed ideologica sia in zona nevralgica che nel tridente offensivo, ragionando sempre sull’assetto di base del 4-3-3. L’indisponibilità degli infortunati Diaby e Versien ti, ma anche del giovane Ghisleni e dei lungodegenti Guastamacchia e Falcone (il quale si sta allenando col gruppo e dovrebbe rientrare nei ranghi presto), influiscono sul tipo di scelte che Laterza pondererà. Nella circostanza della partita col Monterosi, l’effervescenza dei giovani Labriola e Mastromonaco era stata prediletta sulla corsia destra della mediana e dell’attacco. Bellocq e Pacilli erano stati inseriti in corso d’opera al fine di aggredire con qualità gli spazi e di garantire una gestione logica: non è escluso che il trainer ionico opti per una rotazione all’insegna degli over, quindi per un tasso d’esperienza e di furbizia superiore al cospetto dell’ambiziosa squadra di Taurino. Dalla cintola in su, il Taranto sembra aver appurato una sorta di imprescindibilità in merito alla fruizione di quattro elementi: capitan Marsili e l’onnipresente Civilleri in nevralgica, Saraniti al centro dell’attacco e Giovinco sistemato alla sua sinistra.

Non è un mistero che quest’ultimo aspiri ad agire in simbiosi con la prima punta, magari ad ispirarla alle sue spalle, in versione trequartista. Eventuali sviluppi tattici in futuro potrebbero schiudere a qualche novità. “In questo Taranto, fatta eccezione per i due portieri Antonino e Loliva, sono scesi in campo tutti gli effettivi. Ed io mi sento “titolare” sin dal mio arrivo- aveva confidato Marco Civilleri, assurto agli onori della cronaca grazie alle sue brillanti prestazioni- Così è lo spirito di tutti i ragazzi nello spogliatoio. Mi è piaciuta una recente dichiarazione di Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, il quale sosteneva che coloro che non si sentono titolari solo perché sono stati impiegati per pochi minuti, non possono giocare a calcio. Nel contesto rossoblu, mister Laterza ha dimostrato l’importanza di tutti, aldilà del minutaggio. Ed io condivido questa filosofia”.

“Al termine della gara col Monterosi, i volti contrariati mio e dei miei compagni sono stati emblematici: valutiamo l’importanza del pareggio, poiché la categoria è difficile e non esistono matricole arrendevoliha commentato il centrocampistaSiamo però consapevoli che si tratti di un punto perso, non guadagnato: è la mentalità giusta”. “Il rigore fallito da Giovinco? Sbaglia chi li tira, fa parte del calcioha rassicurato- Lui rimane un giocatore fondamentale per noi. Sono partite strane, in cui l’ideale sarebbe sbloccarle prima. Alla lunga, si rischia persino di perderle”.

Alessandra Carpino

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