26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 15:16:00

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Sipario sul “Paisiello Festival”: emozioni in musica e videomappig

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Il “Premio Paisiello 2021” è stato assegnato all’architetto Augusto Ressa

È stato assegnato all’architetto Augusto Ressa il “Premio Paisiello 2021” nel corso della serata conclusiva della XIX edizione del Giovanni Paisiello Festival svoltasi giovedì nella Cattedrale di San Cataldo. Il premio che dal 2007 è assegnato ogni anno ad una personalità che si è contraddistinta per l’impegno nella promozione dell’opera di Giovanni Paisiello, vede al suo attivo un albo d’oro composto da artisti, musicologi, politici, giornalisti ed enti.

La Fondazione del Teatro San Carlo, il Festival della valle d’Itria, Dino Foresio, Roberto de Simone, Paolo Isotta, per citarne solo alcuni degli esponenti il mondo della cultura che si sono contraddistinti nella valorizzazione e nella riscoperta dell’arte Paisielliana. L’architetto Augusto Ressa presiede dal 2020 il Comitato scientifico del Museo Centro Studi Casa Paisiello seguendone i lavori sin dalle prime fasi. Nell’assegnare il premio il direttore artistico del Festival, Lorenzo Mattei, lo ha così motivato: “Per aver creduto in un contenitore culturale così complesso che fa onore alla politica culturale del Comune e che vede la figura del massimo compositore cittadino un volano e un mezzo concreto per il miglioramento non solo delle attività culturali e musicali della comunità tarantina ma anche della qualità della vita”, sottolineando il suo impegno che lo vede da sempre coinvolto, anche rivestendo importanti cariche istituzionali, a che Taranto avesse un turismo culturale di alta qualità.

Nel ricevere il premio l’architetto Ressa si è detto sorpreso dell’inatteso riconoscimento e adesso maggiormente impegnato nella valorizzazione della figura dell’illustre concittadino. A fare da scenario un importante impianto di videomapping, nella parte retrostrante l’altare, su tre grandi pannelli montati ad arte, venivano proiettate ininterrottamente dapprima scene allegoriche, poi le vetrate della cattedrale di Notre Dame e poi immagini delle gesta eroiche di Napoleone. La serata è poi proseguita in musica con la prima esecuzione moderna dei Mottetti della Real Cappella Palatina, composti per il fratello di Napoleone che era il reggente di Napoli. e poi della Messa in si bemolle per l’incoronazione di Napoleone. In pratica due cose molto diverse tra loro. In apertura una selezione di cinque dei mottetti conservati presso il fondo Noseda a Milano.

«I motetti sono come delle arie d’opera ma su testo sacro, vedendo arie soliste per tenore, baritono e soprano con degli interventi corali piuttosto limitati – ci spiega Lorenzo Mattei – la messa per l’incoronazione di Napoleone invece è una composizione nata per doppio coro e doppia orchestra che noi abbiamo scelto di ridurre, con una formazione evidentemente molto più contenuta pensando a quello che era la cappella privata di Napoleone, per la quale Paisiello compose altri pezzi. Una operazione ardita che vuol portare in uno spazio più piccolo la musica che fu suonata da due orchestre messe insieme. Il carattere musicale della messa è giocato su questa stereofonia, nel rapporto dialettico tra coro e orchestra e con un particolare impegno per il soprano solista».

A dirigere l’orchestra da camera e il coro del Giovanni Paisiello Festival il Maestro Pierluigi Lippolis, che nei suggerimenti espressivi ha staccato tempi decisi e ha fatto emergere l’identità ed il carattere del musicista. Lo stesso maestro ci ha confidato la sua grande emozione nell’eseguire la musica di Paisiello a due passi dalla sua casa natale. «La musica di per se è un’arte effimera – ci dice Lippolis – cioè nasce e muore nel momento in cui la si rappresenta e finchè questa musica e questi capolavori rimangono sulla carta nessuno ne potrà fruire se non i pochi addetti ai lavori capaci di leggere una partitura. Questa sera, a due passi dalla casa di Paisiello, riusciamo a far rivivere queste pagine bellissime dei mottetti e della messa con un gruppo di musicisti provenienti da Taranto e da altre parti della Puglia. Quanto allo stile dobbiamo dire che Paisiello era un compositore sì, ma fondamentalmente un operista per cui nella sua musica sacra riecheggia sempre lo stile operistico. Così come Paisiello è stato il primo musicista a tradurre la psicologia del personaggio nella musica operistica, allo stesso modo queste musiche sacre ripercorrono la psicologia del messaggio religioso reinterpretata dall’uomo Paisiello non in una visione mistica ma molto umana, terrena, passionale.

È una musica sacra atipica ma particolarmente coinvolgente». Alla messa eseguita nelle sue parti classiche dell’ordinarium missae si è aggiunto il Salvum fac domine Deus dell’incoronazione di Napoleone che costituì l’inno scelto per l’elezione al soglio di imperatore di Napoleone. Pubblico plaudente e stupito da tanta bellezza visiva e in musica.

Daniele Lo Cascio

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