22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Cronaca News

«Costruzioni, dati positivi ma poco personale nei cantieri»

foto di Fabio De Bartolomeo
Fabio De Bartolomeo

«L’ultima rilevazione di settembre del Centro Studi Ance sulla congiuntura del settore delle costruzioni mostra una dinamica particolarmente positiva con un +54% rispetto al secondo trimestre 2020. Un risultato che si riflette negli investimenti in abitazioni (+53,1%) e in quelli in fabbricati non residenziali e altre opere (+55%)». Lo afferma Fabio De Bartolomeo, presidente di Ance Taranto in riferimento alla congiuntura del settore delle costruzioni. «Certamente, sull’intensità della variazione pesa il confronto con i livelli eccezionalmente bassi dei mesi di aprile e maggio 2020, determinati dalle misure restrittive sull’attività nell’intero territorio nazionale. Tuttavia, il secondo trimestre 2021 rispetto all’analogo periodo “pre-pandemia” del 2019 rimane comunque positivo (+12,8%), a conferma che le costruzioni si sono avviate verso una graduale ripresa».

Secondo il Centro Studi Ance questa dinamica «dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, grazie ad importanti misure come il Superbonus 110% ed alle opportunità offerte del Recovery Plan. La previsione Ance per il 2021, formulata a febbraio scorso, è di un rimbalzo del +8,6% dei livelli produttivi, trainato dal recupero abitativo (+14%) e da progressivo recupero nel comparto non residenziale privato (+5%) e pubblico (+7,7%)». «Vi sono però alcune questioni che meritano attenzione, al fine di non verificare tutti i positivi effetti moltiplicatori, in termini di investimenti ed occupazione, connessi alla ripresa ed alla effettiva capacità di spesa delle ingenti risorse a disposizione – evidenzia De Bartolomeo – Innanzitutto, occorre monitorare con estrema cura le impennate nei prezzi delle commodity, dando tempestività e concretezza ai meccanismi compensativi messi in campo nel settore pubblico, meccanismi che sarebbe quantomeno opportuno introdurre anche nel mercato privato alle prese anch’esso con incrementi spesso non sostenibili dalle imprese esecutrici. È un’altra questione comunque che sta letteralmente esplodendo e preoccupando molte nostre imprese. Dopo oltre un decennio di contrazione e crisi, sta emergendo il problema della scarsità di manodopera e della difficoltà di ricostituire organici adeguati, per consistenza e livello di competenze, alla nuova programmazione delle imprese.

La crisi ha negli anni un po’ nascosto le questioni connesse ad un ricambio generazione mai avvenuto, ad una età media del personale assai avanzata, ad una difficoltà nel reperire alcune figure professionali chiave ed a costruire competenze aggiornate alle nuove tecnologie ed ai nuovi processi costruttivi. Oggi, ribadiamo, tutto questo sta emergendo in tutta la sua gravità e le imprese non possono esser lasciate da sole. Negli anni tanto è stato fatto, grazie allo sforzo del nostro Formedil, ma oggi si tratta di affiancare la nostra bilateralità, di mettere in campo azioni pubbliche e risorse nuove per far fronte all’emergenza. Non servono sussidi e disincentivi al lavoro, serve invece con i giusti argomenti far comprendere che il lavoro edile sta profondamente cambiando e molto ancora cambierà, che imprese e lavoratori molto stanno facendo insieme per far sì che l’edilizia sia un settore sicuro nel quale trovano applicazione i contratti nazionali e territoriali di lavoro. Anche a Taranto, con la grande trasformazione urbana ormai avviata ed in piena corsa e con una importante programmazione di lavori pubblici messa in campo dal comune capoluogo e dalle diverse stazioni appaltanti territoriali, c’è un futuro da realizzare, anzi da costruire. Per farlo, servono risorse umane pronte e qualificate, da immettere prontamente nei cantieri del territorio». «Per questo – conclude – riteniamo si debba da subito cominciare a discutere operativamente e concretamente di come individuare e formare rapidamente le tante figure professionali di cui il settore ha urgente bisogno».

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