19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:02:28

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Taranto, punto e a capo. Due pareggi diversi con Monterosi e Francavilla

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Il Taranto

Carisma e resilienza. Il Taranto che supera indenne l’ostacolo Virtus Francavilla conferma il rafforzamento della sua filosofia e la consapevolezza del suo ruolo nella rinnovata dimensione del professionismo. Indossa maschere sul proscenio agonistico e sa adattarle agli atti da recitare, compilati o improvvisati che siano. Il carisma è quello della lettura immediata, dell’approccio arrembante, invocato come dogma dallo stratega Giuseppe Laterza ed indovinato nell’arco cronologico di venti minuti di monologo contro i biancazzurri di Roberto Taurino, incastonati proprio dall’inaugurazione della partita. Predominio territoriale, impostazione logica della manovra, indole audace: è la versione estetica che emerge, seppur offuscata da una carente convinzione al tiro.

La preparazione è interessante, l’ispirazione non latita, ma necessita di liberarsi dall’adescamento della frenesia, a vantaggio di uno sfruttamento eccellente del talento insito negli interpreti dell’artiglieria pesante offensiva. Vero è che il Taranto ha dovuto accogliere un processo di metamorfosi in occasione delle tre gare comandate dal calendario in una sola settimana: la gestione del gruppo da parte di mister Laterza è una sorta di “inno ecumenico”, presupposto di scelte democratiche e meritocratiche che non possono essere etichettate come semplice “turn over”. Contro la Virtus Francavilla, il tecnico rossoblu ha ridisegnato la catena di destra, dispensando l’ennesima sorpresa, ovvero De Maria collocato a piede invertito sull’esterno del tridente. E se il recupero di Riccardi ha sistemato la retroguardia, il dualismo fra il più esperto Bellocq ed il giovane ed intraprendente Labriola sull’asse nevralgica innesca il pensiero di una stabilità in materia di uomini ancora da cementare.

L’assenza del duttile Versienti ha influito sui recenti avvicendamenti e sulle scommesse garantite, come nel caso del ripristino in rosa di Mastromonaco. Coerenza maggiore è invece rintracciata sulla corsia opposta, quella mancina, dove progressioni, sovrapposizioni e dialogo sulla direttrice Ferrara-Civilleri-Giovinco sono ribaditi con frequenza. La sensazione è che un aumento di spunti essenziali e fantasiosi per la produzione e la concretizzazione nelle porte avversarie possa essere stimolato dal ritorno in campo di elementi non ancora visti all’opera, a causa degli infortuni: in primis Falcone, che potrebbe suggerire soluzioni tattiche e meccanismi originali ed imprevedibili per il prosieguo del campionato. Il concetto di “coralità offensiva” è caro al tecnico Laterza, è risultato propedeutico all’ascesi di categoria, aldilà degli stereotipi e delle critiche: per insistervi occorre un’efficacia costante sulle fasce, ed il giusto connubio fra razionalità e spigliatezza tra la trequarti e l’attacco. L’evoluzione degli eventi e dei momenti della partita di Francavilla racconta anche della resilienza rossoblu.

Il calcio di rigore fallito da Maiorino ha animato paradossalmente la stessa squadra biancazzurra, la quale ha rinnegato ogni scoria di panico per ritrovarsi insistente e spavalda, costringendo il Taranto ad arretrare il proprio baricentro. E la compagine ionica si è votata allo spirito di sacrificio, all’abnegazione verso la fase di non possesso, alla rielaborazione pragmatica dell’amministrazione attenta. Ha sofferto, ha resistito. Ha vissuto di strappi illuminanti. Ed avrebbe potuto recitare in un “coup de theatre” clamoroso nell’epilogo, complice la trasformazione del reparto avanzato, consegnato ai giovani di belle speranze in organico (Mastromonaco, Italeng, Santarpia e Labriola a centrocampo). “Abbiamo avuto azioni nitide per fare gol, in una partita bellissima, fra due squadre che se la sono giocata a viso aperto, alla grande, senza timore d’imporsi- ha commentato il direttore sportivo Francesco Montervino- La gara è divisa in tre spezzoni: primi venti minuti solo il Taranto, poi abbiamo subito le avances del Francavilla tra la fine del primo tempo e l’avvio di ripresa; l’ultima porzione ci ha visto riemergere, grazie al contributo dei cambi effettuati dal mister”. Demiurgo fiero dei giovani prescelti per la missione rossoblu: “Freschezza, brio, rapidità: finire con sei under e schiacciare il Francavilla nella propria metà campo mi riempie d’orgoglio e mi lascia un po’ di rammarico- ha confidato Montervino- Però di fronte avevamo un avversario forte, che ci ha messo in difficoltà in tante circostanze.

Abbiamo sbagliato qualche impostazione nell’area piccola”. “La Virtus Francavilla ha fallito un penalty ed ha effettuato conclusioni pericolose, sulle quali Chiorra è stato artefice di interventi miracolosi- ha continuato-Ai punti avremmo meritato qualcosa in più, ma ribadisco l’eccellente prestazione contro un avversario fra i migliori allestiti nel girone”. “Un bellissimo passo avanti”: così ha qualificato la prova offerta dai rossoblu, il d.s. Montervino. “C’è da correggere il nostro aspetto morale- ha precisato- Tutte le compagini del nostro girone sono attrezzate bene. La differenza la fa il dettaglio, il particolare, forse il singolo. Noi sappiamo dove vogliamo arrivare e dove dobbiamo crescere”. Fa eco anche l’opinione del vice allenatore Giuseppe Lentini, il quale ha sostituito nel colloquio mister Laterza, partito alla volta di Coverciano per partecipare al corso per il conseguimento del patentino Uefa A: “Esistono tante partite in una stessa gara: ci possono stare i primi venti minuti a favore del Taranto e poi l’ostinazione del Francavilla. Siamo stati sì attenti in fase di non possesso, ma quando avevamo la palla tra i piedi abbiamo creato parecchi grattacapi ai tre difensori opposti. Il Taranto ha dimostrato cattiveria e determinazione, da grande squadra”.

Alessandra Carpino

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