16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 15:54:00

Cronaca News

Mobbing, il Comune di Roccaforzata dovrà pagare i danni

foto di Il vicepresidente nazionale Anmil Emidio Deandri e l’avvocato Maria Luigia Tritto
Il vicepresidente nazionale Anmil Emidio Deandri e l’avvocato Maria Luigia Tritto

Il Comune di Roccaforzata dovrà risarcire i danni ad un tecnico licenziato e vittima di un presunto caso di mobbing. A raccontare la vicenda è l’Anmil (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). «Nel 2010 il giovane C.G.F. venne assunto tramite concorso dal Comune di Roccaforzata e assegnato all’ufficio Urbanistica e Agricoltura con la qualifica di istruttore tecnico geometra; dopo alcuni mesi il dipendente – si legge in un comunicato – subiva un progressivo isolamento da parte dei suoi colleghi e una serie di comportamenti lesivi della sua dignità. Seguiva l’iter consueto in cui si manifesta la condotta mobbizzante: contestazioni disciplinari pretestuose, trasferimento da un ufficio all’altro, privazione degli strumenti minimi di lavoro, confinamento in stanze non adeguate – continua il comunicato – sino il licenziamento in base ad una segnalazione anonima!

Il Tar di Lecce ed il Giudice del Lavoro di Taranto ribaltavano gli esiti dellicenziamento dichiarandolo illegittimo: il dipendente veniva così reintegrato, ma le condizioni di lavoro non mutavano, anzi peggioravano, come le sue condizioni di salute. La sua richiesta al Comune di Roccaforzata (i fatti contestati si sono conclusi nel 2017 ndr) di danno materiale, biologico differenziale, esistenziale e morale provocati dalla condotta mobbizzante non dava esito, costringendo così il dipendente a rivolgersi all’autorità giudiziaria con gli avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone. Una sentenza esemplare che, riconoscendo il danno subito, di fatto ha sancito che, all’epoca dei fatti, il Comune di Roccaforzata – spiega l’Anmil – ha compiuto un reato penalmente perseguibile». «Vicende che in un ente pubblico non dovrebbero mai accadere. Per questo ci lascia basiti, per usare un eufemismo – dichiara il vicepresidente nazionale Anmil, il tarantino Emidio Deandri – apprendere della sentenza del giudice Lorenzo De Napoli, della Sezione Lavoro del Tribunale di Taranto, che ha riconosciuto al dipendente il diritto ad essere risarcito nella misura di 43.846 euro per danno biologico differenziale e morale, con interessi legali e diritto al rimborso di spese mediche, per danni a lui causati dalla condotta mobbizzante perpetrata dal datore di lavoro; il malcapitato è stato assistito dagli avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche