19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

Cronaca News

Lo studio: vaccini ok a sette mesi dalla seconda dose

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Ieri in Puglia si sono registrati 143 nuovi casi di contagio da Covid su 15.420 test analizzati (0,9% tasso positività). Non ci sono stati decessi legati alla malattia. I nuovi casi sono così distribuiti: 45 in provincia di Bari, 6 nella provincia Barletta-Andria-Trani, 22 nel Brindisino, 22 nel Foggiano, 30 in provincia di Lecce, 18 in quella di Taranto. Delle 2.499 persone attualmente positive 150 sono ricoverate in area non critica e 18 in terapia intensiva. Sono 5.868.325 le dosi di vaccino anticovid somministrate in Puglia (dato aggiornato alle ore 06.00 di ieri dal Report del Governo nazionale. Le dosi sono l’ 86.3% di quelle consegnate dal Commissario nazionale per l’emergenza, 6.800.651). Continua la programmazione della Asl Bari dedicata alle terze dosi nelle RSA.

Dopo le strutture residenziali di Noci, Putignano e Casamassima, dove ieri sono state eseguite 228 vaccinazioni a ospiti e operatori, il Dipartimento di Prevenzione Area Sud oggi ha organizzato una seduta dedicata in una residenza per anziani di Conversano. Parallelamente prosegue la campagna anti-Covid rivolta alla popolazione generale, con circa 3.200 dosi somministrate nelle ultime 24 ore, tra cui una quota riservata a pazienti dializzati immunocompromessi, vaccinati nell’Ospedale “Di Venere” e in un Centro dialisi convenzionato di Acquaviva. La copertura vaccinale con ciclo completo della popolazione over 12 si attesta a livelli elevati tra le diverse fasce d’età e nelle realtà territoriali. Sono infatti già 24, sui 41 dell’Area Metropolitana di Bari, i Comuni che hanno raggiunto o superato l’85% di residenti che hanno ultimato il ciclo vaccinale con dose unica o doppia. Spiccano la città di Bari, con l’86% di over 12 vaccinati completamente, i comuni di Putignano e Noci, entrambi all’89%, Sammichele di Bari (88%), Bitonto, Giovinazzo e Monopoli (87%) e ancora Molfetta, Polignano, Rutigliano, Capurso e Bitetto, tutti all’86%.

Nella Asl di Brindisi prosegue la campagna vaccinale: martedì sono state somministrate circa 1200 dosi, tra cui 193 all’istituto Marconi-Flacco di Brindisi, 213 al PalaGentile di Ostuni, 52 nel centro commerciale Conforama di Fasano, 222 nella palestra della scuola Falcone a Mesagne, 125 al pressostatico di San Vito dei Normanni, 11 nella struttura tensostatica di Oria e 320 nel poliambulatorio territoriale di Francavilla Fontana. Le percentuali di adesione alla campagna vaccinale continuano a crescere i tutti i comuni della provincia Bat. Ad Andria le percentuali su prime e seconde dosi ammontano a 87 e 73 per cento, a Barletta a 87 e 76 per cento, a Bisceglie 88 e 75 per cento, a Canosa a 83 e 73 per cento, a Margherita di Savoia a 85 e 72 per cento, a Minervino a 86 e 65 per cento, a San Ferdinando a 82 e 70 per cento, a Spinazzola a 86 e 65 per cento, a Trani a 86 e 76 per cento e a Trinitapoli a 81 e 71 per cento.

In provincia di Foggia, dall’avvio della campagna vaccinale anti Covid, sono state somministrate 851.553 dosi. Ad oggi ha ricevuto almeno una dose di vaccino l’85,4% delle persone di età superiore a 12 anni. Ha concluso il ciclo vaccinale il 72,1% degli over 12. Hanno ricevuto, inoltre, la terza dose 903 persone immunocompromesse. I medici di medicina generale hanno somministrato in tutto 157.972 dosi di vaccino di cui 19.299 a domicilio. Lecce: Prosegue la campagna di vaccinazione con 2520 vaccinazioni effettuate nella giornata di martedì tra hub – in cui si accede senza prenotazione – centri sanitari e a cura dei Medici di medicina generale. 222 le dosi addizionali somministrate a pazienti con fragilità. In programma per sabato 9 ottobre, nel Centro Commerciale Gulliver di Surano, un Open day per la somministrazione del vaccino antiCovid per le persone dai 12 anni compiuti in su.

La vaccinazione, ad accesso libero, verrà effettuata nell’ambulatorio medico mobile della Asl dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 19. Saranno disponibili tutti i tipi vaccini in uso. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Direzione del Centro Commerciale. Negli hub della Asl Taranto ieri mattina si sono registrate oltre 600 vaccinazioni, così suddivise: a Taranto, 131 alla Scuola Volontari Aeronautica Militare, 155 presso l’hub di Grottaglie e 346 a Massafra.

LO STUDIO
L’efficacia dei vaccini anti-Covid a mRna – Pfizer e Moderna – resta alta nel tempo, a 7 mesi dalla seconda dose. Cala, però, davanti alla variante Delta. Sono alcuni dei dati diffusi dal’Istituto superiore di sanità (Iss), sulla base del quarto report a cura del Gruppo di la voro Iss-ministero della Salute ‘Sorveglianza vaccini Covid-19’. Almeno nella popolazione generale per la quale, “a 7 mesi dalla seconda dose” di vaccino “non si osserva una riduzione significativa di efficacia in termini di protezione dall’infezione (sintomatica o asintomatica), che rimane dell’89%. Anche contro il ricovero e il decesso la protezione resta elevata (96% e 99%) a 6 mesi dalla seconda dose”. Lo riferisce l’Istituto superiore di sanità (Iss), sulla base del quarto report – a cura del Gruppo di lavoro Iss-ministero della Salute ‘Sorveglianza vaccini Covid-19’ – sull’analisi congiunta dei dati della sorveglianza integrata Covid-19 e dell’Anagrafe nazionale vaccini. Sono stati esaminati i dati di più di 29 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino a mRna, seguite fino al 29 agosto 2021, riporta l’Iss.

L’efficacia – precisa – è stata valutata confrontando l’incidenza di infezioni (sintomatiche e asintomatiche), ricoveri e decessi a diversi intervalli di tempo dopo la seconda dose con quella osservata nei 14 giorni dopo la prima dose, considerato come periodo di controllo. “Nei primi mesi di vaccinazione”, dunque, “rimane elevata la protezione del rischio di infezione nella popolazione generale, mentre è stata osservata una riduzione di efficacia nel tempo per immunocompromessi e fragili. A 7 mesi dalla vaccinazione non si registra una riduzione dell’efficacia dei vaccini Covid-19 a mRna nella popolazione generale, mentre si osserva una lieve diminuzione nella protezione dall’infezione (sintomatica o asintomatica) in alcuni gruppi specifici”. Gli esperti evidenziano che “i dati sono coerenti con quelli ottenuti dal confronto con i non vaccinati, pubblicati settimanalmente nel report esteso dell’Iss. E’ fondamentale continuare questo tipo di aggiornamenti e monitoraggi anche nei mesi futuri”, raccomandano. L’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna cala davanti alla variante Delta.

“Confrontando i dati tra gennaio e giugno 2021, periodo in cui predominava la variante Alfa” del coronavirus, “con quelli tra luglio e agosto, a prevalenza” variante “Delta, emerge una riduzione dell’efficacia” dei vaccini anti-Covid a mRna “contro l’infezione dall’84,8% al 67,1%. Resta invece alta l’efficacia contro i ricoveri (91,7% contro 88,7%)”. “L’apparente riduzione di efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione – precisano gli esperti – potrebbe essere dovuta al tempo intercorso dalla vaccinazione e/o ad una diminuita efficacia contro la variante Delta. Potrebbero inoltre avere contribuito eventuali modifiche comportamentali, a seguito del rilassamento delle altre misure preventive (uso di mascherine, distanziamento fisico)”. A differenza delle persone sane, si osserva una riduzione dell’efficacia del vaccino nelle persone immunocompromesse, in quelle con comorbidità, negli over 80 e negli ospiti delle Rsa. In particolare, “nelle persone immunocompromesse si osserva una riduzione dell’effetto protettivo verso l’infezione a partire da 28 giorni dopo la seconda dose”. Ma “la stima, in questo caso – precisa l’Iss – presenta una variabilità elevata dovuta in parte al ridotto numero di soggetti inclusi in questo gruppo, ma anche connessa alla diversità delle patologie presenti in questa categoria”. Quanto invece alle “persone con comorbidità , si osserva una riduzione della protezione dall’infezione, dal 75% di riduzione del rischio dopo 28 giorni dalla seconda dose al 52% dopo circa 7 mesi”. Infine “diminuisce leggermente, pur rimanendo sopra l’80%, l’efficacia contro l’infezione nelle persone sopra gli 80 anni e nei residenti delle Rsa”.

IL RIENTRO DALLO SMART WORKING
“Innanzitutto contestiamo la retorica e la demagogia che c’è dietro le affermazioni di Brunetta sul rientro negli Uffici Pubblici a partire dal 15 di ottobre, come se fino ad oggi le Amministrazioni non avessero continuato ad operare pienamente ed efficacemente nella lunga fase di lockdown e già da tempo l’attività in presenza negli Uffici non fosse ormai un dato acquisito”, afferma Marco Carlomagno, Segretario Generale della Flp, nel commentare lo schema di dm e le linee guida sulla verifica del green pass obbligatorio negli Uffici circolate in queste ore. “Non è pensabile che in una fase così importante per la ripresa del Paese, nella quale le lavoratrici ed i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo per l’attuazione dei piani del Pnrr, si riprenda, da parte proprio del Ministro per la Pubblica Amministrazione, una campagna di sostanziale disconoscimento del lavoro svolto, amplificando strumentalmente presunti arretrati e disfunzioni, facendo passare per lavativi le centinaia di migliaia di lavoratori che non solo hanno utilizzato le proprie dotazioni informatiche e affrontato di tasca propria i costi del lavoro agile da remoto, ma si sono resi disponibili anche al di fuori dell’orario di lavoro per assolvere con dignità il loro ruolo al servizio del Paese”, continua Carlomagno.

“Non permetteremo però che una visione anacronistica e medioevale del lavoro pubblico interrompa i processi di innovazione, di digitalizzazione e di modernizzazione dei processi e metta a rischio la sicurezza sui posti di lavoro, in una situazione che comunque è caratterizzata ancora da un elevato rischio epidemiologico come dimostrato dal mantenimento dello stato di emergenza sino al 31 dicembre 2021 Ecco perché abbiamo scritto al CTS (Comitato Tecnico per la Sicurezza) e alla Conferenza Unificata, che debbono esprimere in queste ore il prescritto parere sullo schema di dm “rientri”, chiedendo sostanziali modifiche, a partire dall’obbligo per le Amministrazioni di applicare e implementare, d’intesa con le rappresentanze sindacali, i Protocolli sicurezza, con riferimento alla logistica e alla capienza delle strutture, alle criticità derivanti dall’afflusso degli utenti a cui non è richiesto il green pass, alla rimodulazione degli orari di lavoro.

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